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Consulenza energetica

Consulenza e diagnosi energetica per le aziende a Milano

Ridurre i consumi parte dal sapere dove se ne vanno. Facciamo la diagnosi energetica del tuo impianto, mettiamo in fila gli interventi che rendono di più rispetto a quanto costano e ti diciamo quali incentivi puoi usare. A Milano e in Lombardia.

Diagnosi sul campo rileviamo impianti e consumi reali, non un modello standard
Metodo riconosciuto diagnosi condotta secondo la norma tecnica UNI CEI EN 16247
Numeri, non promesse ogni intervento con il risparmio atteso e il tempo di ritorno

01Cos'è

Cos'è una diagnosi energetica, e a chi serve

Una diagnosi energetica è l'analisi di come un edificio o un processo usa l'energia: si misurano consumi, rendimenti e dispersioni dell'impianto, e si traduce tutto in una lista di interventi ordinati per quanto fanno risparmiare rispetto a quanto costano. Non è una stima a occhio: segue un metodo riconosciuto, la norma tecnica UNI CEI EN 16247, che definisce come raccogliere i dati e come presentarli.

Serve a due tipi di azienda per due motivi diversi. Le grandi imprese e le imprese energivore la devono fare per legge, come vediamo qui sotto; tutte le altre la fanno perché è il modo per decidere dove mettere i soldi con un dato in mano, invece di sostituire una caldaia sperando che basti.

Prima i numeri, poi gli interventi la diagnosi dice dove si spreca davvero, così ogni euro speso in efficienza parte da un dato e non da un'impressione.

02Obbligo di legge

Quando è obbligatoria la diagnosi energetica?

Il D.Lgs 102/2014, che recepisce la direttiva europea sull'efficienza energetica, impone la diagnosi energetica periodica alle grandi imprese e alle imprese energivore: va ripetuta ogni quattro anni, condotta secondo la norma tecnica UNI CEI EN 16247 e affidata a un soggetto certificato, come una ESCo o un esperto in gestione dell'energia. Per le altre imprese, le PMI non energivore, non c'è obbligo: la diagnosi resta volontaria, ma è lo strumento che serve comunque per scegliere gli interventi e accedere agli incentivi con i numeri giusti.

I dettagli dell'obbligo, con i riferimenti e le scadenze, stanno nella scheda D.Lgs 102/2014 della sezione normativa. Qui ci fermiamo a quello che cambia per te.

La diagnosi ha senso solo se porta a interventi che reggono

Partiamo da un sopralluogo: misuriamo, e ti diciamo cosa conviene davvero.

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03Dalla diagnosi agli incentivi

Dalla diagnosi alla bolletta più bassa

Partiamo dal sopralluogo: rileviamo impianti, consumi e profili d'uso reali, non un modello standard. Da lì costruiamo un piano di interventi - regolazione, efficientamento della centrale termica, recupero di calore, monitoraggio dei consumi - ciascuno con il risparmio atteso e il tempo di ritorno, così la spesa si decide sui numeri e non sulla fretta.

Molti di questi interventi rientrano negli incentivi per le imprese: il Conto Termico 3.0, i Certificati Bianchi e, in Lombardia, la Linea Impresa Efficiente. Quali ti spettano e quanto recuperi lo vediamo nella pagina incentivi per le imprese, ed è la diagnosi a renderli richiedibili con i dati giusti.

Se vuoi prima farti un'idea: lo studio sull'efficientamento a Milano mostra cosa conviene fare e in quanto tempo rientra, e il check-up impianto dà un primo voto da 0 a 100 in pochi clic.

Domande frequenti

Quando la diagnosi energetica è obbligatoria?

Il D.Lgs 102/2014 la rende obbligatoria per le grandi imprese e per le imprese energivore, che devono ripeterla ogni quattro anni seguendo la norma tecnica UNI CEI EN 16247. Le PMI non energivore non hanno l'obbligo: per loro la diagnosi è volontaria, ma resta il modo più affidabile per capire dove conviene intervenire e per accedere agli incentivi con numeri solidi.

Che differenza c'è tra diagnosi energetica e APE?

L'APE (Attestato di Prestazione Energetica) è una classificazione: assegna all'edificio una classe da A a G ed è un documento di legge legato a compravendita e affitto. La diagnosi energetica è un'analisi operativa: misura dove e quanto si consuma e propone interventi concreti con il loro ritorno economico. L'APE fotografa lo stato, la diagnosi dice cosa fare. Per le imprese obbligate il riferimento è il D.Lgs 102/2014, non l'APE.

La diagnosi energetica serve a una PMI che non è obbligata?

Sì, ed è spesso il primo passo che conviene fare. Senza un quadro dei consumi si rischia di intervenire sul componente sbagliato, mentre lo spreco vero è altrove. La diagnosi ordina gli interventi per rapporto tra costo e risparmio, e diventa la base per chiedere gli incentivi giusti. È volontaria, ma evita di spendere male.

Quali incentivi posso usare per gli interventi di efficienza?

Per le imprese sono aperti, tra gli altri, il Conto Termico 3.0, i Certificati Bianchi (TEE), il Fondo Nazionale Efficienza Energetica e, in Lombardia, la Linea Impresa Efficiente; la Transizione 5.0 ha invece esaurito le risorse. Quale spetti al tuo intervento dipende dalla misura: lo verifichiamo caso per caso nella pagina incentivi per le imprese, partendo dai dati della diagnosi.

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