Da dove vengono questi numeri
Ogni impianto di riscaldamento e climatizzazione in Lombardia viene registrato in un catasto regionale, il CURIT: lo aggiornano i manutentori e gli installatori a ogni intervento, con le caratteristiche dell'impianto e dei suoi generatori di calore. La Regione Lombardia pubblica questi dati come open data. Noi li abbiamo presi, filtrati sul comune di Milano e contati: i numeri di questa pagina sono il risultato, sempre aggregati.
Una precisazione, perché conti: il catasto contiene anche il dettaglio per edificio, ma qui non mostriamo né usiamo nulla di riferibile a una singola persona o abitazione. Solo totali per comune. E sono numeri indicativi: fotografano gli impianti effettivamente targati, con qualche registrazione incompleta, non l'intero costruito.
Lombardia
Fonte dei dati
Catasto Unico Regionale Impianti Termici (CURIT), impianti targati. Dati aperti della Regione Lombardia, aggiornati al 16 giugno 2026; elaborazione Flow. Vai al dataset ufficiale →
Quanti impianti, e di che tipo
A Milano il catasto conta 205.103 impianti termici targati, per circa 243.000 generatori di calore: un impianto può averne più di uno. La grande maggioranza, intorno all'85%, sta in edifici residenziali. Il resto è terziario e produttivo: uffici, negozi e ristorazione, strutture sanitarie, scuole, capannoni.
La potenza media degli impianti di riscaldamento è alta rispetto al resto della regione: a Milano pesano i grandi impianti centralizzati di condominio, accanto alle caldaiette singole di appartamento. Sul fronte del combustibile non c'è partita: quasi tutto è a gas naturale, il gasolio è ormai marginale in città.
Quanto è vecchio il parco
Per età si intende l'anno di installazione del generatore attuale, non dell'edificio. È una misura prudente: quando una caldaia viene sostituita, il nuovo generatore viene ritargato con la data recente, quindi il parco appare più giovane di quanto sia il costruito. Anche così, una quota importante resta datata.
Circa 41.000 generatori risultano installati prima del 2005, circa uno su sei, e intorno a 76.000 prima del 2010, quasi un terzo del totale. Sono gli impianti con più anni sulle spalle: quelli su cui un controllo serio, una sostituzione o un retrofit incidono di più, su consumi, emissioni e sicurezza.
Tradizionale o a condensazione
È la distinzione che pesa di più sui consumi. Tra gli impianti di cui il catasto conosce la tecnologia, a Milano siamo circa a metà e metà: la caldaia a condensazione ha ormai raggiunto quella tradizionale, ma il sorpasso netto non è ancora avvenuto.
Quelle 101.000 caldaie tradizionali sono il bacino naturale del rinnovo. Una caldaia a condensazione, a parità di calore prodotto, consuma meno; e il passaggio è spesso sostenuto dagli incentivi attivi. Per un privato il conto si fa caso per caso, guardando età, rendimento e bolletta: ne parliamo nel Tagliando Casa.
Se hai un impianto a Milano
Dietro questi numeri ci sono tre lavori concreti, che a Milano facciamo ogni giorno. La manutenzione: ogni caldaia ha un controllo periodico obbligatorio, e tenerla in regola allunga la vita e taglia i consumi. La sostituzione: quando un generatore è datato o inefficiente, cambiarlo conviene, spesso con gli incentivi a coprire parte della spesa. Il retrofit: portare un impianto vecchio a condensazione o a pompa di calore, senza rifare tutto.
Vale per il privato con la singola caldaia e per l'amministratore con la centrale termica di condominio. Per chi gestisce strutture - uffici, negozi, cliniche, hotel - il discorso si sposta sul terziario, dove un fermo impianto costa di più: lì lavoriamo a canone, con tempi di intervento scritti nel contratto. In tutti i casi si parte da un controllo, senza impegno.
Per approfondire
Se questi numeri ti riguardano da vicino, qui sotto trovi le pagine giuste per il tuo caso.
Controllo e manutenzione della caldaia
Incentivi e agevolazioni per gli impianti
Le norme che regolano gli impianti
Hai un impianto a Milano?
Caldaia singola, centrale di condominio o impianti di un'attività: partiamo da un controllo e ti diciamo, alla mano, cosa conviene fare. Senza forzare la mano e senza impegno.
- Manutenzione e controllo periodico, come previsto per legge
- Sostituzione e retrofit, con gli incentivi attivi quando ci sono
- Per le aziende: gestione a canone, con tempi di intervento scritti nel contratto