Scopri Flow
Servizi
Per Chi
Risorse
Parla con un umano
Guida tecnica · Aggiornata giugno 2026

Legionella e impianti: prevenzione e controlli

La legionella si annida nelle reti idriche e negli impianti che producono aerosol, dove l'acqua ristagna tiepida. Qui trovi dove si nasconde, come si previene e quali controlli servono nelle strutture a rischio - sanitarie, RSA, hotel, palestre e piscine - con il rimando alle fonti ufficiali.

20-50 °C L'intervallo in cui la legionella prolifera: il nemico è l'acqua tiepida che ristagna
≥ 50-60 °C Acqua calda sanitaria: accumulo verso i 60 °C, almeno 50 °C ai rubinetti (indicativo)
Linee guida Accordo Stato-Regioni 7/5/2015: valutazione del rischio, controlli e registro

Che cos'è la legionella e dove si annida negli impianti

La legionella è un batterio naturalmente presente nelle acque. Diventa un problema quando trova le condizioni per moltiplicarsi - acqua tiepida, ferma, con incrostazioni e biofilm - e quando poi viene dispersa nell'aria in minuscole goccioline che si possono respirare. Il contagio avviene così, con l'aerosol: non bevendo l'acqua.

Negli edifici i punti critici sono quasi sempre impiantistici: le reti di acqua calda sanitaria, che si progettano secondo la UNI 9182, e le docce, i tratti di tubazione poco usati (i cosiddetti rami morti), le torri evaporative e i condensatori evaporativi, gli umidificatori delle unità di trattamento aria, le vasche idromassaggio, le fontane decorative e i soffioni. Ovunque l'acqua ristagni tiepida e possa nebulizzarsi, il rischio va gestito.

Come si previene: temperatura e niente ristagni

La prevenzione poggia su un principio semplice: tenere l'acqua calda davvero calda e quella fredda davvero fredda, senza lasciarla ferma a temperatura tiepida. Il batterio prolifera tra 20 e 50 °C, con l'optimum intorno ai 35-45 °C, secondo le linee guida nazionali (Accordo Stato-Regioni 7 maggio 2015); sopra i 50 °C la crescita si arresta e oltre i 60 °C il batterio viene inattivato rapidamente. In pratica significa accumulare l'acqua calda sanitaria intorno ai 60 °C e mantenerla ad almeno 50 °C fino ai punti di utilizzo, con un ricircolo che non la faccia raffreddare nei tratti lontani. Sui valori pratici e sui compromessi di ogni giorno abbiamo scritto a che temperatura tenere l'acqua calda sanitaria.

Conta poi la progettazione e la cura dell'impianto, con l'esercizio e la manutenzione secondo la UNI EN 806-5: eliminare i rami morti e i tratti poco usati, dimensionare bene il ricircolo, controllare incrostazioni e biofilm, pulire e disinfettare periodicamente i componenti a rischio (soffioni, rompigetto, filtri, torri evaporative). Dove la valutazione lo richiede, si interviene con trattamenti come lo shock termico o la disinfezione chimica. È un lavoro continuo, non un intervento una tantum. Dopo una chiusura stagionale il problema si concentra: l'acqua resta ferma per settimane, e prima di riaprire va rimessa in circolo. Nella checklist di riapertura di un hotel spieghiamo cosa fare sull'acqua calda dopo un fermo prolungato. In una spa o in una piscina il rischio si sposta anche su vasche idromassaggio e trattamento dell'aria: le verifiche prima di aprire sono nella checklist impianti di un centro benessere.

I controlli: valutazione del rischio, campionamenti, registro

Il punto di partenza è la valutazione del rischio: un documento che mappa la rete idrica e gli impianti che producono aerosol, individua i punti critici e definisce le misure di controllo. Da lì nasce il piano di autocontrollo, con le frequenze di verifica.

I controlli sono di due tipi. Quelli di routine - temperature dell'acqua, stato del ricircolo, manutenzione dei componenti - vanno registrati con continuità. I campionamenti d'acqua di laboratorio, eseguiti con metodo conforme alla norma di campionamento, verificano la presenza effettiva del batterio con la cadenza stabilita dalla valutazione. Tutto va tenuto in un registro degli interventi: è anche la prova, in caso di controllo, che la struttura ha fatto la sua parte.

Dove il rischio è più alto

Non tutte le strutture corrono lo stesso rischio. I contesti più sensibili sono quelli che uniscono persone fragili o tanti utenti, reti idriche estese e impianti che nebulizzano acqua:

  • Strutture sanitarie e RSA. Pazienti fragili e immunodepressi rendono il controllo dell'acqua e dell'aria una priorità. Ne parliamo nella pillar cliniche e sanità.
  • Hotel e strutture ricettive. Reti di acqua calda grandi e camere usate a intermittenza, dove l'acqua ristagna nelle docce. Vedi climatizzazione e impianti per hotel.
  • Piscine, terme, centri benessere e palestre. Vasche idromassaggio, docce e impianti di trattamento sono fonti di aerosol. Vedi wellness e piscine.
  • Edifici con reti idriche complesse. Uffici, residenze e immobili dove la manutenzione dell'acqua è spesso trascurata. Nei condomini con acqua calda centralizzata abbiamo spiegato di cosa risponde l'amministratore di condominio.

Legionella e impianti di climatizzazione

Una precisazione utile, perché genera confusione: i climatizzatori domestici tipo split, che non usano acqua, non sono una fonte tipica di legionella. Il rischio legato alla climatizzazione riguarda gli impianti che lavorano con acqua e producono aerosol: le torri evaporative e i condensatori evaporativi sul tetto, e gli umidificatori a contatto d'acqua nelle unità di trattamento aria.

Sono componenti che vanno progettati per ridurre i ristagni, dotati di separatori di gocce, puliti e disinfettati con regolarità e inseriti nella valutazione del rischio della struttura. La manutenzione di questi impianti, a canone, è esattamente il nostro lavoro.

Quali strutture hanno obblighi di legge sulla legionella?

La prevenzione e il controllo della legionellosi in Italia sono regolati dall'Accordo Stato-Regioni del 7 maggio 2015 (Atto 79/CSR), le linee guida nazionali in vigore. Per le strutture a rischio prevedono una valutazione del rischio documentata e un piano di controllo degli impianti idrici: temperature di distribuzione, contrasto ai ristagni, campionamenti periodici e registro degli interventi. Riguardano in particolare strutture sanitarie e RSA, hotel e ricettivo, piscine e centri benessere con vasche a idromassaggio, terme. In queste strutture gestiamo il piano di controllo a canone, con i campionamenti e le verifiche secondo le indicazioni dell'ATS.

Le norme di riferimento

Le fonti che regolano la prevenzione e il controllo della legionella negli impianti, ciascuna con link alla scheda e alla fonte ufficiale.

Gestisci una struttura a rischio legionella?

Se gestisci un ospedale, una RSA, un hotel, una piscina o una palestra, possiamo partire dalla valutazione del rischio dei tuoi impianti e impostare il piano di controllo. Iniziamo da un sopralluogo, senza impegno.

  • Valutazione del rischio della rete idrica e degli impianti a aerosol
  • Piano di controllo: temperature, manutenzione, registro e campionamenti
  • Gestione e bonifica a canone, con tempi di intervento scritti nel contratto

Domande frequenti

Che cos'è la legionella?

La legionella è un batterio che vive nell'acqua e si moltiplica nelle reti idriche e negli impianti quando l'acqua ristagna a temperatura tiepida. Il contagio avviene respirando aerosol contaminato - per esempio dalla doccia, da una torre evaporativa o da un umidificatore - non bevendo. Per questo è un tema di impianti, non solo di igiene.

A che temperatura muore la legionella?

Il legame fra legionella e temperatura dell'acqua è diretto: il batterio prolifera tra 20 e 50 °C, con l'optimum intorno ai 35-45 °C, secondo le linee guida nazionali (Accordo Stato-Regioni 7 maggio 2015). Sopra i 50 °C la crescita si arresta e oltre i 60 °C il batterio viene inattivato rapidamente. Per questo l'acqua calda sanitaria si tiene in accumulo intorno ai 60 °C e ad almeno 50 °C ai punti di utilizzo. Vale anche per lo scaldabagno di casa: un bollitore tenuto basso per risparmiare è esattamente la condizione che serve al batterio. Valori indicativi, da verificare sulle linee guida.

I condizionatori diffondono la legionella?

Nei condizionatori domestici tipo split la legionella non è un rischio tipico: quelle macchine non usano acqua e non producono aerosol. La legionella negli impianti di condizionamento riguarda invece i sistemi che nebulizzano acqua: torri evaporative e condensatori evaporativi, umidificatori delle unità di trattamento aria, e in generale i punti dove l'acqua ristagna tiepida. Quelli vanno progettati, puliti e controllati con un piano scritto.

Come si previene la legionella negli impianti?

La legionella negli impianti sanitari - le reti di acqua calda e fredda a uso igienico - si previene tenendo l'acqua calda calda e quella fredda fredda, senza ristagni: temperature corrette in accumulo e in rete, eliminazione dei rami morti, ricircolo dell'acqua calda, manutenzione e pulizia periodica e, dove serve, trattamenti come lo shock termico o la disinfezione. Tutto parte dalla valutazione del rischio dell'impianto.

Ogni quanto vanno fatti i controlli e i campionamenti per la legionella?

La frequenza dipende dal tipo di struttura e dall'esito della valutazione del rischio: si va dai controlli periodici delle temperature e dello stato dell'impianto ai campionamenti d'acqua di laboratorio, con cadenza definita nel piano di autocontrollo. Le linee guida nazionali del 2015 fissano il metodo; la frequenza esatta si stabilisce caso per caso.

Chi è obbligato a fare la valutazione del rischio legionella?

Le linee guida nazionali chiedono una valutazione del rischio documentata alle strutture che ospitano persone o erogano servizi con impianti a rischio: ospedali, cliniche e RSA, alberghi e strutture ricettive, terme, piscine e centri benessere, palestre con docce e, in generale, gli edifici con reti idriche complesse. Il gestore della struttura ne è responsabile.

La legionella riguarda anche hotel e piscine?

Sì, sono tra gli ambienti più sensibili. Negli hotel il rischio è nelle reti di acqua calda e nelle docce, soprattutto nelle camere poco usate dove l'acqua ristagna; nelle piscine e nelle spa è negli impianti di trattamento, nelle vasche idromassaggio e negli aerosol. In entrambi i casi servono prevenzione e controlli regolari.

Flow si occupa di controllo della legionella?

Gestiamo e manteniamo a canone gli impianti idrici e di climatizzazione delle strutture a rischio. Sulla legionella possiamo partire da una valutazione del rischio dell'impianto e impostare il piano di controllo - temperature, manutenzione, registro e, con i laboratori, i campionamenti. Scrivici dal form qui sotto e ne parliamo.

Quali sono i punti dell'impianto più a rischio legionella?

I rischi di legionella negli impianti idrici si concentrano dove l'acqua ristagna tiepida o si nebulizza in aerosol: le reti di acqua calda sanitaria con rami morti e tratti poco usati, i serbatoi di accumulo tenuti a bassa temperatura, le torri evaporative e i condensatori evaporativi, gli umidificatori delle unità di trattamento aria e i soffioni delle docce poco usate. La valutazione del rischio serve proprio a individuarli impianto per impianto.

Il rischio legionella negli impianti riguarda anche lo scaldabagno di casa?

Sì, ma con una probabilità diversa. La legionella nello scaldabagno domestico è lo stesso problema degli impianti grandi, in piccolo: il rischio legionella negli impianti cresce dove l'acqua ristagna a temperatura tiepida, e un accumulo elettrico tenuto sotto i 50 gradi per risparmiare è esattamente quella condizione, tanto più se in casa c'è un rubinetto usato di rado. Nelle abitazioni singole i casi restano rari e la valutazione del rischio non è obbligatoria: lo è per strutture ricettive, sanitarie e sportive. La contromisura domestica è la stessa: accumulo a 60 gradi e nessun ramo d'acqua lasciato fermo.

Ultimo aggiornamento: luglio 2026. Temperature, frequenze e obblighi citati sono indicativi e vanno verificati sulle fonti ufficiali collegate; questa guida ha scopo informativo sugli impianti e non sostituisce un parere tecnico, sanitario o legale.

Parliamone

Il problema non è un guasto. È un rischio da gestire.

Raccontaci della tua struttura: vediamo a che punto sei con la prevenzione della legionella e impostiamo il piano di controllo sui tuoi impianti. Ti rispondiamo a breve.

Sei un'azienda o un privato?

oppure scrivici due righe a