Che cos'è la legionella e dove si annida negli impianti
La legionella è un batterio naturalmente presente nelle acque. Diventa un problema quando trova le condizioni per moltiplicarsi - acqua tiepida, ferma, con incrostazioni e biofilm - e quando poi viene dispersa nell'aria in minuscole goccioline che si possono respirare. Il contagio avviene così, con l'aerosol: non bevendo l'acqua.
Negli edifici i punti critici sono quasi sempre impiantistici: le reti di acqua calda sanitaria, che si progettano secondo la UNI 9182, e le docce, i tratti di tubazione poco usati (i cosiddetti rami morti), le torri evaporative e i condensatori evaporativi, gli umidificatori delle unità di trattamento aria, le vasche idromassaggio, le fontane decorative e i soffioni. Ovunque l'acqua ristagni tiepida e possa nebulizzarsi, il rischio va gestito.
Come si previene: temperatura e niente ristagni
La prevenzione poggia su un principio semplice: tenere l'acqua calda davvero calda e quella fredda davvero fredda, senza lasciarla ferma a temperatura tiepida. Il batterio prolifera tra 20 e 50 °C, con l'optimum intorno ai 35-45 °C, secondo le linee guida nazionali (Accordo Stato-Regioni 7 maggio 2015); sopra i 50 °C la crescita si arresta e oltre i 60 °C il batterio viene inattivato rapidamente. In pratica significa accumulare l'acqua calda sanitaria intorno ai 60 °C e mantenerla ad almeno 50 °C fino ai punti di utilizzo, con un ricircolo che non la faccia raffreddare nei tratti lontani. Sui valori pratici e sui compromessi di ogni giorno abbiamo scritto a che temperatura tenere l'acqua calda sanitaria.
Conta poi la progettazione e la cura dell'impianto, con l'esercizio e la manutenzione secondo la UNI EN 806-5: eliminare i rami morti e i tratti poco usati, dimensionare bene il ricircolo, controllare incrostazioni e biofilm, pulire e disinfettare periodicamente i componenti a rischio (soffioni, rompigetto, filtri, torri evaporative). Dove la valutazione lo richiede, si interviene con trattamenti come lo shock termico o la disinfezione chimica. È un lavoro continuo, non un intervento una tantum. Dopo una chiusura stagionale il problema si concentra: l'acqua resta ferma per settimane, e prima di riaprire va rimessa in circolo. Nella checklist di riapertura di un hotel spieghiamo cosa fare sull'acqua calda dopo un fermo prolungato. In una spa o in una piscina il rischio si sposta anche su vasche idromassaggio e trattamento dell'aria: le verifiche prima di aprire sono nella checklist impianti di un centro benessere.
I controlli: valutazione del rischio, campionamenti, registro
Il punto di partenza è la valutazione del rischio: un documento che mappa la rete idrica e gli impianti che producono aerosol, individua i punti critici e definisce le misure di controllo. Da lì nasce il piano di autocontrollo, con le frequenze di verifica.
I controlli sono di due tipi. Quelli di routine - temperature dell'acqua, stato del ricircolo, manutenzione dei componenti - vanno registrati con continuità. I campionamenti d'acqua di laboratorio, eseguiti con metodo conforme alla norma di campionamento, verificano la presenza effettiva del batterio con la cadenza stabilita dalla valutazione. Tutto va tenuto in un registro degli interventi: è anche la prova, in caso di controllo, che la struttura ha fatto la sua parte.
Dove il rischio è più alto
Non tutte le strutture corrono lo stesso rischio. I contesti più sensibili sono quelli che uniscono persone fragili o tanti utenti, reti idriche estese e impianti che nebulizzano acqua:
- Strutture sanitarie e RSA. Pazienti fragili e immunodepressi rendono il controllo dell'acqua e dell'aria una priorità. Ne parliamo nella pillar cliniche e sanità.
- Hotel e strutture ricettive. Reti di acqua calda grandi e camere usate a intermittenza, dove l'acqua ristagna nelle docce. Vedi climatizzazione e impianti per hotel.
- Piscine, terme, centri benessere e palestre. Vasche idromassaggio, docce e impianti di trattamento sono fonti di aerosol. Vedi wellness e piscine.
- Edifici con reti idriche complesse. Uffici, residenze e immobili dove la manutenzione dell'acqua è spesso trascurata. Nei condomini con acqua calda centralizzata abbiamo spiegato di cosa risponde l'amministratore di condominio.
Legionella e impianti di climatizzazione
Una precisazione utile, perché genera confusione: i climatizzatori domestici tipo split, che non usano acqua, non sono una fonte tipica di legionella. Il rischio legato alla climatizzazione riguarda gli impianti che lavorano con acqua e producono aerosol: le torri evaporative e i condensatori evaporativi sul tetto, e gli umidificatori a contatto d'acqua nelle unità di trattamento aria.
Sono componenti che vanno progettati per ridurre i ristagni, dotati di separatori di gocce, puliti e disinfettati con regolarità e inseriti nella valutazione del rischio della struttura. La manutenzione di questi impianti, a canone, è esattamente il nostro lavoro.
Quali strutture hanno obblighi di legge sulla legionella?
La prevenzione e il controllo della legionellosi in Italia sono regolati dall'Accordo Stato-Regioni del 7 maggio 2015 (Atto 79/CSR), le linee guida nazionali in vigore. Per le strutture a rischio prevedono una valutazione del rischio documentata e un piano di controllo degli impianti idrici: temperature di distribuzione, contrasto ai ristagni, campionamenti periodici e registro degli interventi. Riguardano in particolare strutture sanitarie e RSA, hotel e ricettivo, piscine e centri benessere con vasche a idromassaggio, terme. In queste strutture gestiamo il piano di controllo a canone, con i campionamenti e le verifiche secondo le indicazioni dell'ATS.
Le norme di riferimento
Le fonti che regolano la prevenzione e il controllo della legionella negli impianti, ciascuna con link alla scheda e alla fonte ufficiale.
Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi
Valutazione e gestione del rischio dell'acqua nei sistemi idrici degli edifici
Campionamento e conteggio della legionella
Gestisci una struttura a rischio legionella?
Se gestisci un ospedale, una RSA, un hotel, una piscina o una palestra, possiamo partire dalla valutazione del rischio dei tuoi impianti e impostare il piano di controllo. Iniziamo da un sopralluogo, senza impegno.
- Valutazione del rischio della rete idrica e degli impianti a aerosol
- Piano di controllo: temperature, manutenzione, registro e campionamenti
- Gestione e bonifica a canone, con tempi di intervento scritti nel contratto