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Guida · Dati CENED+2 · Aggiornata luglio 2026

Efficientare un edificio a Milano: cosa conviene, e in quanto tempo rientra la spesa

A Milano quasi due edifici residenziali su tre sono in classe energetica E, F o G, e oltre l'80% del parco edilizio è anteriore al 1976. Questa guida all'efficientamento energetico a Milano legge i dati reali del registro APE CENED+2 di Regione Lombardia per capire quali interventi di riqualificazione energetica conviene fare, in che ordine e con quali tempi di ritorno. Senza allarmi: una classe G è un punto di partenza.

64% Gli edifici residenziali di Milano in classe E, F o G: 225.818 attestati su circa 353.000 (CENED+2)
oltre l'80% Costruiti prima del 1976, l'anno della prima legge sul contenimento dei consumi
~9 anni Il rientro medio più rapido: la sostituzione del generatore, dagli interventi consigliati a Milano

Com'è messo il patrimonio edilizio di Milano

Il registro degli attestati di prestazione energetica (APE) della Lombardia - il database CENED+2 di Regione Lombardia - conta a Milano circa 353.000 attestati per immobili residenziali. Di questi, 225.818 (il 64%) sono in classe E, F o G, le tre classi più energivore; gli edifici in classe A, nelle sue quattro varianti, sono circa 40.000. È la fotografia di un patrimonio che, in larga parte, consuma molto, ed è la base per ragionare di efficientamento energetico degli edifici a Milano e in Lombardia.

Non sorprende, se si guarda l'età del costruito: oltre l'80% degli immobili residenziali con un attestato è anteriore al 1976, l'anno della prima legge italiana sul contenimento dei consumi (legge 373/1976). Sono edifici nati senza isolamento, che oggi disperdono dalle pareti e dai serramenti - ed è proprio dove ha più senso intervenire.

La classe energetica racconta l'efficienza dell'edificio, non lo stato dell'impianto che ci lavora dentro. Per quello - età dei generatori, manutenzione, tipo di caldaia - abbiamo raccolto i numeri CURIT nello studio sugli impianti termici di Milano. Qui restiamo sull'edificio.

Una precisazione di metodo: un attestato non equivale a un edificio - lo stesso immobile può avere più APE nel tempo. I numeri vanno letti come ordini di grandezza, non come censimento.

Gli interventi e in quanto tempo rientrano, sui dati di Milano

Per ogni attestato, CENED registra anche gli interventi di riqualificazione consigliati, con due informazioni preziose: il tempo di ritorno dell'investimento e la classe che si potrebbe raggiungere. Aggregando questi consigli per gli immobili di Milano si vede su cosa conviene puntare. I tempi qui sotto sono medie sugli interventi consigliati a Milano, al netto dei valori anomali: indicativi, non preventivi.

  • Involucro opaco - cappotto, coperture, solai. Consigliato in circa 176.600 attestati, con un tempo di ritorno medio di circa 11 anni. È l'intervento più diffuso: gli edifici pre-1976 perdono soprattutto dalle pareti.
  • Serramenti e superfici vetrate - infissi e vetri. Circa 110.100 attestati, ritorno medio intorno ai 15-16 anni: migliora il comfort più della bolletta, e di solito si fa insieme al cappotto.
  • Generatore e climatizzazione invernale - la sostituzione del sistema di riscaldamento, per esempio con una pompa di calore. Circa 22.800 attestati, ritorno medio di circa 9 anni: è il più rapido a ripagarsi, ed è il cuore del nostro lavoro.
  • Fonti rinnovabili - solare termico e fotovoltaico. Circa 17.600 attestati, ritorno medio intorno agli 11-12 anni.

Risultati indicativi. Fonte: registro APE CENED+2, Regione Lombardia (dati.lombardia.it), interventi consigliati per gli immobili residenziali di Milano, al netto dei valori anomali.

Partire dalla classe G: fin dove si arriva

Una classe G non è una condanna: è un punto di partenza. Guardando gli immobili di Milano che oggi sono in G e per cui CENED indica un percorso di interventi, circa tre su quattro salirebbero di almeno una classe; circa uno su tre arriverebbe alla D o meglio; una minoranza, con un intervento profondo, fino alla A.

Il salto dipende da quanto si fa. Il singolo intervento sposta poco - cambiare solo il generatore, lasciando l'involucro com'è, alza la classe di un gradino o due. È il percorso combinato - involucro più impianto - a spostare davvero il risultato. Per questo conviene ragionare sull'edificio intero: il singolo pezzo, da solo, sposta poco.

Il percorso che consigliamo: prima l'involucro, poi l'impianto

L'ordine conta. Prima si riduce il fabbisogno con l'involucro - cappotto, tetto, serramenti - così l'edificio chiede meno energia. Poi si sostituisce il generatore, dimensionandolo sul fabbisogno già abbassato: una pompa di calore rende molto di più in un edificio ben isolato. Infine si aggiungono le fonti rinnovabili, per coprire quel che resta. Se c'è spazio per scendere nel terreno, la sorgente può essere geotermica: dal 2026 le sonde geotermiche hanno soglie e prescrizioni di posa nuove, e sotto i 50 kW restano in attività libera.

Nel terziario l'ordine ha un'eccezione frequente: in un edificio in uso rifare la distribuzione e i corpi scaldanti spesso non è praticabile, così si cambia il generatore e si lascia il resto dov'è. Funziona se la mandata che l'impianto chiede rientra in quello che la macchina raggiunge, ed è il caso della pompa di calore ad alta temperatura, che riscalda senza rifare i terminali.

Sul fotovoltaico, Milano parte bene: secondo PVGIS, il calcolatore della Commissione europea, un impianto ben esposto in città produce indicativamente 1.150-1.250 kWh l'anno per ogni kWp installato. Abbinato a una pompa di calore, è il modo più diretto per ridurre la bolletta elettrica del riscaldamento.

Una parte degli edifici di Milano - circa 29.400 attestati - è già allacciata al teleriscaldamento. Lì il percorso cambia: il calore arriva dalla rete, e l'attenzione si sposta sull'involucro e sulla regolazione, più che sul generatore.

Su tutto questo lavoriamo a canone: leggiamo l'edificio, mettiamo in fila gli interventi, li realizziamo e poi gestiamo l'impianto nel tempo. La continuità è il punto: un percorso di efficientamento energetico rende se l'impianto resta efficiente anche dopo.

Negli edifici che non possono chiudere, come un albergo o una clinica, il cantiere si taglia sui periodi di minore occupazione: riqualificare la centrale termica senza fermare la struttura è parte del progetto fin dall'inizio.

Quanto si recupera: gli incentivi

I tempi di ritorno qui sopra non tengono conto degli incentivi, che li accorciano. Per la riqualificazione energetica degli edifici a Milano i due strumenti di riferimento restano conto termico ed ecobonus; per le imprese contano i certificati bianchi e le agevolazioni dedicate. Li teniamo aggiornati per beneficiario, anno per anno, nella pagina incentivi e agevolazioni. Per la casa lo raccontiamo nel dettaglio nel Conto Termico 3.0 per i privati, e puoi stimare il Conto Termico sulla tua casa con il nostro strumento.

Per i condomini, dove l'intervento tocca centrale termica e involucro e serve il via libera dell'assemblea, il percorso dedicato è in Tagliando Casa. Sul cantiere vero e proprio abbiamo scritto come si riqualifica una centrale termica condominiale.

Le norme di riferimento

Le fonti che regolano la prestazione energetica degli edifici e la loro riqualificazione, ciascuna con link alla scheda e alla fonte ufficiale.

DDUO Lombardia 6437/2026Regione Lombardia

Testo unico regionale sull'efficienza energetica degli edifici

2026
Direttiva (UE) 2024/1275UE

Prestazione energetica nell'edilizia (EPBD)

2024

Vuoi sapere cosa conviene per il tuo edificio?

Se gestisci un condominio, un immobile o un patrimonio a Milano, partiamo dalla diagnosi: leggiamo l'attestato, valutiamo involucro e impianto e mettiamo in fila gli interventi per tempo di ritorno. Poi, se vuoi, li realizziamo e gestiamo a canone.

  • Diagnosi su classe energetica, involucro e generatore
  • Interventi in ordine di tempo di ritorno e di incentivi disponibili
  • Realizzazione e gestione a canone, con i numeri scritti nel contratto

Domande frequenti

Quante case a Milano sono in classe energetica G?

Sul registro APE CENED+2 di Regione Lombardia, a Milano gli attestati per immobili residenziali in classe G sono circa 67.300. Allargando alle tre classi più energivore, gli attestati in classe E, F o G sono 225.818 su circa 353.000, cioè il 64%. La classe energetica in Lombardia si legge sull'attestato di prestazione energetica depositato in quel catasto regionale, ed è il punto da cui partiamo per capire dove conviene intervenire. Sono ordini di grandezza: un attestato non equivale a un edificio.

Conviene fare prima il cappotto o cambiare il generatore?

Sui dati di Milano, la sostituzione del generatore - per esempio con una pompa di calore - ha il tempo di ritorno medio più corto, intorno ai 9 anni, contro gli 11 circa del cappotto sull'involucro opaco e i 15-16 dei serramenti. Dal punto di vista del cantiere, però, conviene ridurre prima il fabbisogno con l'involucro e poi dimensionare il nuovo generatore sull'edificio già isolato: rende di più. Risultati indicativi.

In quanto si ripaga un cappotto termico a Milano?

Sugli interventi consigliati negli APE di Milano, il cappotto e gli interventi sull'involucro opaco hanno un tempo di ritorno medio di circa 11 anni, al netto degli incentivi e dei valori anomali. Gli incentivi disponibili lo accorciano. È una media indicativa, non un preventivo: il valore reale dipende dall'edificio.

Partendo dalla classe G, fino a che classe si può arrivare?

Guardando gli immobili di Milano oggi in classe G per cui CENED indica un percorso di interventi, circa tre su quattro salirebbero di almeno una classe, circa uno su tre arriverebbe alla D o meglio e una minoranza, con un intervento profondo, fino alla A. Il salto dipende da quanto si fa: il singolo intervento sposta poco, il percorso combinato sposta molto.

Quanti edifici a Milano hanno il teleriscaldamento?

Sul registro CENED+2, a Milano circa 29.400 attestati per immobili residenziali risultano allacciati al teleriscaldamento. Dove il calore arriva dalla rete il percorso di efficientamento cambia: l'attenzione si sposta sull'involucro e sulla regolazione, più che sul generatore.

Quali incentivi ci sono per efficientare un edificio a Milano?

Per efficientare un edificio a Milano i due strumenti di riferimento sono il conto termico e l'ecobonus; per le imprese contano i certificati bianchi e le agevolazioni dedicate; per i condomini contano anche le maggioranze agevolate per gli interventi. Accorciano i tempi di ritorno. Li teniamo aggiornati per beneficiario, anno per anno, nella pagina incentivi e agevolazioni.

Conviene il fotovoltaico a Milano?

Milano parte da una buona resa: secondo PVGIS, il calcolatore della Commissione europea, un impianto ben esposto produce indicativamente 1.150-1.250 kWh l'anno per ogni kWp installato. Abbinato a una pompa di calore, è il modo più diretto per ridurre la bolletta elettrica del riscaldamento. Valori indicativi, da verificare sul singolo tetto.

Di cosa si occupa Flow nell'efficientamento di un edificio?

Partiamo dalla diagnosi: leggiamo l'attestato di prestazione energetica, valutiamo involucro e impianto e mettiamo in fila gli interventi per tempo di ritorno e incentivi disponibili. Ci occupiamo di efficientamento energetico in Lombardia, con Milano e la sua area come raggio principale. Poi, se vuoi, realizziamo e gestiamo l'impianto a canone, con i numeri scritti nel contratto. Scrivici dal form qui sotto e ne parliamo.

Ultimo aggiornamento: luglio 2026. I dati provengono dal registro APE CENED+2 di Regione Lombardia (dati.lombardia.it); i tempi di ritorno sono medie sugli interventi consigliati per gli immobili di Milano, al netto dei valori anomali, e hanno valore indicativo. Un attestato non equivale a un edificio. Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce una diagnosi energetica o un parere tecnico.

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