Le norme europee, nazionali e della Lombardia che regolano gli impianti: catalogate per settore, con stato di efficacia e riferimento alla fonte ufficiale.
105 norme a catalogoUltima verifica: 18 giugno 2026
Il D.Lgs 138/2024 recepisce in Italia la direttiva europea NIS2 sulla cybersicurezza e include i data center e i servizi cloud tra i soggetti tenuti a garantire continuita operativa e protezione fisica delle infrastrutture. Per un data center il raffrescamento e una funzione critica: un guasto agli impianti che incide sulla disponibilita del servizio puo configurare un incidente soggetto a notifica, con tempi stringenti e sanzioni rilevanti. Collega la continuita del condizionamento alla sicurezza dell'infrastruttura digitale. Riguarda i data center e gli operatori di servizi cloud.
Il D.Lgs 26/2016 recepisce la direttiva europea PED sulle attrezzature a pressione e disciplina la sicurezza dei componenti in pressione degli impianti HVAC, come circuiti e gruppi frigoriferi, caldaie, vasi di espansione e serbatoi. Prevede la dichiarazione di messa in servizio all'INAIL e verifiche periodiche di funzionamento e di integrita, con cadenze diverse a seconda del fluido e del gruppo di rischio. Riguarda la sicurezza di installazione e le verifiche periodiche, e si applica a tutti i settori con impianti dotati di componenti in pressione.
Il D.Lgs 81/2026 recepisce in Italia la direttiva europea sulla tutela penale dell'ambiente e introduce fattispecie penali sulla produzione, immissione, importazione, esportazione, uso e rilascio illecito di gas fluorurati a effetto serra (F-gas). Aggiunge un livello penale a quello amministrativo gia esistente, con responsabilita lungo tutta la catena, e amplia i reati presupposto della responsabilita degli enti. Da non confondere con il D.Lgs 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro, che porta lo stesso numero ma disciplina materia diversa. Riguarda tutti i settori che gestiscono impianti contenenti F-gas.
L'Annex 1 delle Good Manufacturing Practice europee (EU GMP) disciplina la fabbricazione dei prodotti medicinali sterili e impone requisiti molto stringenti sul controllo ambientale delle clean room. Nelle zone di Grado A richiede il monitoraggio continuo di temperatura, umidita e particolato, con classificazione secondo la norma ISO 14644. La non conformita ambientale puo portare alla sospensione o revoca dell'autorizzazione alla produzione, sotto la vigilanza di AIFA ed EMA. Riguarda l'industria farmaceutica, le clean room e i laboratori di produzione sterile.
Il Regolamento (CE) 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari impone agli operatori del settore di applicare procedure basate sul sistema HACCP, che include il controllo delle temperature di conservazione lungo la catena del freddo. Per la refrigerazione commerciale, un fermo che rompe le temperature obbliga allo scarto della merce ed espone a controlli ATS e NAS con possibile sospensione dell'attivita. Collega direttamente la continuita degli impianti di refrigerazione all'igiene alimentare. Riguarda negozi alimentari, ristorazione e grande distribuzione.
Il Regolamento (CE) 853/2004 stabilisce le norme specifiche di igiene per gli alimenti di origine animale e fissa requisiti stringenti di temperatura per la loro conservazione e trasporto. Gli operatori devono garantire la catena del freddo lungo tutta la filiera tramite impianti di refrigerazione adeguati e controllati. Si affianca al regolamento generale sull'igiene alimentare, rendendo la continuita della refrigerazione un requisito di legge per chi tratta carne, pesce e latticini. Riguarda negozi alimentari, ristorazione e distribuzione di prodotti animali.
Il Regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati a effetto serra (F-gas) regola i refrigeranti usati negli impianti di climatizzazione, refrigerazione e pompe di calore in tutta l'Unione Europea. Stabilisce quali gas si possono ancora usare per la manutenzione, quali apparecchiature si possono immettere sul mercato e quali certificazioni servono per intervenire sui circuiti frigoriferi. Introduce divieti progressivi sui gas ad alto potenziale di riscaldamento globale e una riduzione programmata delle quantita immesse sul mercato fino all'azzeramento nel 2050. Sostituisce il precedente Regolamento (UE) 517/2014 e si applica a tutti i settori che utilizzano impianti di climatizzazione e refrigerazione.
20 febbraio 2024 · UEHotelData center+7
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La Direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica nell'edilizia (EPBD IV, nota come Case Green) e la nuova direttiva europea che punta a un parco edilizio a emissioni zero entro il 2050. Prevede la riduzione dei consumi medi del non residenziale, standard minimi di prestazione energetica, l'aggiornamento degli attestati di prestazione energetica e il progressivo abbandono delle caldaie a combustibili fossili. Non impone l'obbligo di portare ogni singolo edificio in una classe entro una data fissa, ma traiettorie nazionali. Alla data attuale il recepimento italiano e atteso ma non ancora pubblicato. Riguarda gli edifici di tutti i settori.
L'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 definisce i requisiti igienico-ambientali e gestionali delle piscine a uso natatorio, inclusi i parametri di qualita dell'aria e dell'acqua e le condizioni di climatizzazione degli ambienti vasca. In Lombardia e recepito dalla DGR 8/2552/2006, che ne fissa i valori operativi. Un fermo della deumidificazione o della climatizzazione vasca rompe i parametri ed espone alla chiusura dell'autorita sanitaria. Riguarda centri wellness, SPA e piscine.
Le Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Accordo Stato-Regioni del 7 maggio 2015) definiscono come valutare e tenere sotto controllo il rischio di Legionella negli impianti idrici e di climatizzazione, con obblighi piu stringenti per hotel, strutture termali e sanitarie. Prevedono una valutazione del rischio documentata, di norma con cadenza biennale, un registro degli interventi e, dove necessario, campionamenti periodici dell'acqua. L'accordo in se non e direttamente sanzionabile: la sua cogenza deriva dall'obbligo di valutazione del rischio biologico previsto dal Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/2008).
Nei condomini, il singolo proprietario puo rinunciare all'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento e passare a un sistema autonomo, senza bisogno dell'autorizzazione dell'assemblea, a condizione di dimostrare con perizia di un tecnico abilitato che il distacco non causa notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. Chi si distacca resta comunque tenuto a contribuire alle spese di manutenzione straordinaria e di conservazione dell'impianto comune. Riguarda i privati e i condomini nel residenziale.
Gli articoli 1575-1578 del Codice Civile stabiliscono gli obblighi del locatore, tra cui mantenere l'immobile in stato idoneo all'uso convenuto ed eseguire le riparazioni necessarie. Un impianto di climatizzazione guasto in un immobile locato puo configurare un vizio che riduce l'idoneita all'uso, esponendo il locatore alla riduzione del canone o alla risoluzione del contratto. E una responsabilita di tipo civilistico verso il conduttore, non una sanzione amministrativa. Riguarda property management, uffici e immobili in locazione.
Il D.Lgs 102/2014 recepisce la direttiva europea sull'efficienza energetica e introduce due obblighi rilevanti: la diagnosi energetica periodica per le grandi imprese e le aziende energivore, e la contabilizzazione individuale del calore con termoregolazione negli edifici a riscaldamento centralizzato. I dispositivi di contabilizzazione devono essere leggibili da remoto, con estensione a tutti i contatori esistenti dal 2027. Tocca soprattutto immobili e condomini con impianti centralizzati e le imprese di maggiori dimensioni, e si applica trasversalmente a tutti i settori.
Il D.Lgs 163/2019 fissa le sanzioni amministrative per chi viola le regole sui gas fluorurati a effetto serra (F-gas) negli impianti di climatizzazione e refrigerazione. Punisce, tra l'altro, l'omesso controllo delle perdite, il mancato inserimento degli interventi in Banca Dati entro i termini e l'immissione sul mercato di prodotti vietati o in violazione delle quote. Si applica a tutti i settori che utilizzano impianti contenenti F-gas e accompagna il DPR 146/2018, di cui costituisce l'apparato sanzionatorio.
Il D.Lgs 18/2023 recepisce la direttiva europea sulle acque destinate al consumo umano e sposta l'attenzione dalla sola qualita dell'acqua alla gestione preventiva del rischio lungo tutta la rete, dalla fonte al rubinetto. Introduce l'obbligo di valutazione e gestione del rischio dei sistemi idrici interni agli edifici, tramite Piani di Sicurezza dell'Acqua per le strutture prioritarie, e individua un soggetto responsabile della distribuzione interna. Fissa i parametri per la Legionella nella distribuzione interna. Tocca in particolare strutture sanitarie, hotel, wellness e immobili con acqua calda sanitaria critica.
Il D.Lgs 192/2005 e la norma quadro italiana sulla prestazione energetica degli edifici e contiene le sanzioni applicabili a chi non provvede al controllo e alla manutenzione degli impianti termici. Prevede sanzioni a carico del proprietario, conduttore o amministratore che omette la manutenzione, e a carico dell'operatore che non redige il rapporto di controllo di efficienza energetica. E uno dei riferimenti che danno base sanzionatoria all'obbligo di manutenzione degli impianti. Si applica agli impianti termici di tutti gli edifici e settori.
Il D.Lgs 193/2007 stabilisce le sanzioni amministrative per le violazioni delle norme europee sull'igiene alimentare, comprese le carenze nel controllo delle temperature e nella catena del freddo. E il riferimento sanzionatorio nazionale che da effettivita ai regolamenti HACCP per chi gestisce alimenti. Le carenze impiantistiche che compromettono la conservazione possono tradursi in sanzione e in provvedimenti dell'autorita sanitaria. Riguarda negozi alimentari, ristorazione e distribuzione.
Il D.Lgs 199/2021 recepisce la direttiva europea RED II e stabilisce l'obbligo di coprire con fonti rinnovabili una quota dei consumi per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda negli edifici nuovi e in quelli oggetto di ristrutturazioni rilevanti. L'articolo 26 fissa le quote minime di rinnovabili da garantire negli interventi con titolo abilitativo dal 13 giugno 2022. E uno dei principali motori normativi verso pompe di calore e solare, poi esteso dal D.Lgs 5/2026 (RED III). Si applica a tutti i settori che costruiscono o ristrutturano edifici.
Il D.Lgs 261/2007 disciplina la qualita e la sicurezza del sangue e degli emocomponenti e impone requisiti stringenti sulla conservazione, con impatto diretto sugli impianti. Richiede che i servizi trasfusionali e le emoteche dispongano di locali a temperatura controllata e che le frigoemoteche siano dotate di monitoraggio continuo della temperatura e di sistemi di allarme. La continuita del controllo termico e una condizione di legge per la conservazione delle sacche. Riguarda servizi trasfusionali, emoteche e strutture sanitarie con conservazione del sangue.
Il D.Lgs 42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio, impone obblighi di conservazione per i beni culturali vincolati o pubblici. Per gli impianti di climatizzazione cio significa controllare le condizioni termoigrometriche degli ambienti, perche l'escursione di temperatura e umidita su beni in conservazione puo provocare danni in parte irreversibili. Per le opere in prestito si aggiungono gli obblighi contrattuali del facility report con clausole climatiche. Riguarda musei, archivi, biblioteche e ambienti di conservazione.
Il D.Lgs 5/2026 recepisce in Italia la direttiva europea sulle energie rinnovabili (RED III) e riorganizza l'obbligo di coprire con fonti rinnovabili una quota dei consumi negli edifici. Estende l'obbligo agli interventi di riqualificazione, incluse le ristrutturazioni di secondo livello, con quote variabili e deroghe per impossibilita tecnica, vincoli storici o teleriscaldamento. E uno dei motori normativi che spingono verso pompe di calore e impianti rinnovabili negli interventi di retrofit, e si applica a tutti i settori che ristrutturano edifici.
Il D.Lgs 73/2020 recepisce la direttiva (UE) 2018/2002 e aggiorna il D.Lgs 102/2014 sull'efficienza energetica. La novita principale riguarda la contabilizzazione del calore negli edifici a riscaldamento centralizzato: i dispositivi installati dopo il 25 ottobre 2020 devono essere leggibili da remoto e, entro il 1 gennaio 2027, l'obbligo si estende a tutto il parco di contatori e contabilizzatori esistenti. Introduce inoltre requisiti piu stringenti su frequenza e contenuto delle informazioni di fatturazione e consumo, e ritocca diagnosi energetiche, certificati bianchi e regole di ripartizione delle spese. Tocca soprattutto condomini e immobili con impianti centralizzati.
Il D.Lgs 81/2008, il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, obbliga il datore di lavoro a garantire condizioni microclimatiche adeguate negli ambienti di lavoro e a mantenere efficienti gli impianti di climatizzazione e ventilazione. L'Allegato IV impone che gli impianti di condizionamento e ventilazione meccanica siano periodicamente sottoposti a controllo, manutenzione, pulizia e sanificazione per tutelare la salute dei lavoratori. Un impianto fermo che porta la temperatura o la qualita dell'aria fuori dai parametri puo configurare una non conformita a carico del datore di lavoro. Si applica a tutti gli ambienti di lavoro con dipendenti, in ogni settore.
Il Titolo X del D.Lgs 81/2008 disciplina la protezione dai rischi da agenti biologici nei luoghi di lavoro ed e la base cogente dei livelli di biosicurezza (BSL) nei laboratori di microbiologia. Classifica gli agenti biologici in quattro gruppi di rischio e definisce le misure di contenimento: dal livello BSL-3 impone pressione negativa, filtrazione assoluta dell'aria con filtri HEPA, ricambi elevati e zona filtro, requisiti che dipendono direttamente dall'impianto aeraulico. E una scheda distinta dalla voce generale sul microclima dello stesso decreto. Riguarda laboratori di microbiologia e strutture di ricerca biologica.
Il Decreto Legge 21/2026, convertito nella Legge 49/2026, introduce un procedimento autorizzatorio unico per i data center e le infrastrutture di connessione. Semplifica e accentra le autorizzazioni necessarie alla realizzazione di nuovi centri dati, completando insieme alla classificazione europea e alla legge regionale lombarda il quadro normativo del settore. Riguarda la realizzazione e l'autorizzazione dei nuovi data center.
Il DM 19 marzo 2015 aggiorna la regola tecnica di prevenzione incendi per le strutture sanitarie, disciplinando aspetti che coinvolgono direttamente gli impianti aeraulici: controllo dei fumi, compartimentazione, serrande tagliafuoco e pressurizzazione dei filtri. Introduce il sistema di gestione della sicurezza antincendio, esteso agli ambulatori sopra 1.000 metri quadri. La non conformita puo tradursi in sospensione dell'esercizio. Riguarda cliniche, case di cura e poliambulatori di dimensioni rilevanti.
Il DM 27 luglio 2010 detta la regola tecnica di prevenzione incendi per le attivita commerciali di vendita ed esposizione con superficie superiore a 400 metri quadri. Disciplina anche gli aspetti aeraulici e il controllo dei fumi negli esercizi commerciali soggetti, in alternativa all'approccio prestazionale del Codice di prevenzione incendi. E conformita di progettazione antincendio, non di continuita dell'impianto. Riguarda negozi e attivita commerciali di medie e grandi dimensioni.
Il Decreto MASE 28 ottobre 2025 aggiorna i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici, sostituendo gli allegati del precedente decreto del 26 giugno 2015. Introduce nuovi criteri su ponti termici, requisiti degli impianti termici, sistemi di automazione e controllo degli edifici (BACS) e infrastrutture di ricarica elettrica, applicabili ai nuovi interventi con titolo abilitativo dal 3 giugno 2026. Completa l'attuazione della direttiva europea sull'efficienza energetica del 2018 e non e il recepimento della successiva EPBD IV. Riguarda nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti e riqualificazioni energetiche in tutti i settori.
Il DM 3 agosto 2015, noto come Codice di prevenzione incendi, raccoglie le norme tecniche di prevenzione incendi con un approccio prestazionale, applicabile alle attivita soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco. Disciplina anche gli aspetti aeraulici della sicurezza antincendio, come il controllo dei fumi e le serrande tagliafuoco, e consente soluzioni alternative tramite l'ingegneria della sicurezza antincendio. Riguarda in particolare hotel, strutture sanitarie, data center e attivita commerciali. E conformita di progettazione, non di continuita dell'impianto.
Il DM 37/2008 disciplina l'installazione, la trasformazione e la manutenzione degli impianti all'interno degli edifici, inclusi quelli di riscaldamento, climatizzazione, refrigerazione e ventilazione. Stabilisce che gli interventi siano eseguiti da imprese abilitate e che a fine lavori sia rilasciata la Dichiarazione di Conformita (DiCo); per gli impianti realizzati prima del 2008 e prevista la Dichiarazione di Rispondenza. Per gli impianti termici e di climatizzazione rileva l'abilitazione di lettera C. Si applica a tutti i settori e a ogni intervento impiantistico.
Il DM 8 novembre 2019 detta la regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di produzione di calore alimentati a gas di potenza superiore a 35 kW, comprese le cucine professionali. Disciplina la sicurezza antincendio delle centrali termiche e dei locali con apparecchi a gas, sostituendo la precedente regola tecnica del 1996. Riguarda in particolare hotel, ristorazione, uffici e immobili con centrali termiche a gas sopra soglia. E conformita di installazione e progettazione antincendio, non di continuita.
Il DPR 14 gennaio 1997, n. 37 fissa i requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi per l'esercizio delle strutture sanitarie, inclusi i parametri ambientali degli ambienti critici. Per la sala operatoria stabilisce temperatura tra 20 e 24 gradi, umidita relativa tra 40 e 60 per cento, almeno 15 ricambi d'aria esterna all'ora, filtrazione assoluta e pressione differenziale positiva. Un impianto fermo che porta questi parametri fuori soglia incide sulla possibilita di operare. Riguarda cliniche, case di cura e poliambulatori.
Il DPR 146/2018 e la norma italiana che attua il regolamento europeo sui gas fluorurati: stabilisce che solo le imprese e le persone certificate possono installare e fare manutenzione sugli impianti che contengono F-gas, come condizionatori, gruppi frigoriferi e pompe di calore. Istituisce il Registro telematico nazionale e la Banca Dati degli interventi ([fgas.it](http://fgas.it)), dove ogni intervento va comunicato. L'obbligo di comunicazione vale per tutte le apparecchiature con F-gas, a prescindere dalla quantita, e si applica a tutti i settori che usano impianti di climatizzazione e refrigerazione.
Il DPR 151/2011 disciplina i controlli di prevenzione incendi e classifica le attivita soggette in tre categorie (A, B, C) in base al rischio, ognuna con i propri adempimenti, dalla SCIA antincendio al Certificato di Prevenzione Incendi. Gli impianti aeraulici, il controllo dei fumi e le serrande tagliafuoco fanno parte della progettazione antincendio degli edifici soggetti. Hotel, strutture sanitarie, data center e grandi attivita commerciali rientrano tra le attivita soggette. E conformita di installazione e progettazione, non di continuita dell'impianto.
Gli impianti termici installati dopo il 31 agosto 2013 evacuano i prodotti della combustione sopra il colmo del tetto. Per le pompe di calore a gas e gli ibridi compatti la normativa prevede una deroga: lo scarico a parete e ammesso, anche per gli impianti nuovi, se l'apparecchio rispetta i limiti di emissione (ossidi di azoto entro 70 mg/kWh) e di rendimento previsti e i terminali sono posizionati secondo la norma tecnica UNI 7129. I regolamenti edilizi comunali possono introdurre limitazioni ulteriori. Si applica agli edifici di ogni settore, con un rilievo particolare per il residenziale.
Il DPR 74/2013 stabilisce le regole nazionali per l'esercizio, la conduzione, il controllo e la manutenzione degli impianti termici di climatizzazione invernale ed estiva. Fissa i limiti di temperatura negli ambienti, le frequenze dei controlli di efficienza energetica in base alla potenza e al combustibile e impone il libretto di impianto. In Lombardia e attuato attraverso il Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici (CURIT). Si applica a tutti i settori dotati di impianti di riscaldamento o raffrescamento.
In condominio, gli interventi di efficienza energetica o di utilizzo delle fonti rinnovabili su edifici e impianti possono essere approvati dall'assemblea con una maggioranza agevolata - quella degli intervenuti che rappresentino almeno un terzo del valore dell'edificio - a condizione che l'intervento sia individuato da un attestato di prestazione energetica o da una diagnosi energetica redatta da un tecnico abilitato. Per la termoregolazione e la contabilizzazione del calore si applica la maggioranza prevista dall'art. 1120, comma 2, del Codice civile. Riguarda i condomini nel residenziale.
La Legge 447/1995 e la legge quadro sull'inquinamento acustico e fissa i limiti di rumore che devono rispettare le sorgenti sonore fisse, tra cui le unita esterne di condizionatori, pompe di calore e gruppi frigoriferi. Insieme ai decreti attuativi stabilisce i valori limite per classe di zonizzazione e il criterio differenziale tra giorno e notte negli ambienti abitativi. In contesto urbano denso il superamento dei limiti puo portare a un'ordinanza di limitazione o spegnimento dell'impianto. Riguarda l'installazione e il posizionamento delle unita esterne in tutti i settori.
L'Accordo Stato-Regioni del 26 novembre 2003 classifica le strutture veterinarie e ne definisce i requisiti minimi, con autorizzazione sanitaria rilasciata dal Comune previo parere del servizio veterinario. Sul fronte impiantistico il tema centrale e la ventilazione, in particolare l'evacuazione dei gas anestetici di scarto nelle sale chirurgiche, oltre al quadro generale su impianti termici e qualita dell'aria. I requisiti microclimatici di dettaglio sono nell'allegato del recepimento regionale lombardo. Riguarda cliniche e ambulatori veterinari.
Le comunita energetiche rinnovabili e le altre configurazioni di autoconsumo diffuso permettono a piu soggetti collegati alla stessa cabina primaria - tra cui i condomini - di condividere l'energia elettrica prodotta da impianti a fonti rinnovabili. Sono previsti due incentivi cumulabili: una tariffa premio ventennale sull'energia condivisa, su tutto il territorio nazionale, e un contributo a fondo perduto del 40% (PNRR) per gli impianti realizzati nei comuni con meno di 5.000 abitanti. La pompa di calore, come carico elettrico, e il consumo che valorizza al meglio l'energia condivisa. Si applica ai condomini e agli edifici di ogni settore.
E in preparazione un nuovo decreto che dovrebbe rivedere il DPR 74/2013 sul controllo e la manutenzione degli impianti termici. Secondo l'annuncio del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica del dicembre 2025, la revisione modificherebbe alcune frequenze dei controlli e la soglia minima di potenza degli impianti soggetti. Si tratta di una bozza non ancora in vigore: la pubblicazione e da seguire sulla Gazzetta Ufficiale. Riguardera gli impianti termici di tutti i settori.
Il Decreto DG Sanita Lombardia 1751/2009 impone alle strutture sanitarie accreditate la prevenzione, il controllo e la manutenzione annuale degli impianti di acqua calda sanitaria, condizionamento, idroterapia e aerosolterapia. Richiede bonifica e sanificazione annuali certificate dalle ASL, rendendo la manutenzione documentata degli impianti un requisito esplicito per le strutture accreditate lombarde. E uno dei riferimenti che trasformano la manutenzione tracciata in obbligo di legge. Riguarda cliniche e poliambulatori accreditati in Lombardia.
La DGR Lombardia 8/2552/2006 recepisce l'accordo nazionale sulle piscine e fissa i parametri termoigrometrici operativi delle piscine coperte in Lombardia. Stabilisce i ricambi d'aria, le temperature minime dell'aria e dell'acqua, la velocita dell'aria nelle zone frequentate e il limite di umidita relativa. Sono i valori che gli impianti di climatizzazione e deumidificazione devono garantire: un fermo che li porta fuori soglia espone alla chiusura da parte dell'autorita sanitaria. Riguarda centri wellness, SPA e piscine in Lombardia.
La DGR Lombardia XI/3502/2020 definisce la lettura da remoto dei sistemi di contabilizzazione del calore come trasmissione automatica dei dati tramite sistemi AMR fissi, escludendo i sistemi mobili walk-by e drive-by. Dal 25 ottobre 2020 i dispositivi nuovi o sostituiti devono essere a lettura da remoto; entro il 1 gennaio 2027 l'obbligo si estende a tutti gli impianti esistenti. La Lombardia e la sola regione ad aver definito con precisione la lettura da remoto. Riguarda il residenziale con riscaldamento centralizzato.
La Legge Regionale Lombardia 11/2026 disciplina l'insediamento dei centri dati in Lombardia e fissa priorita energetico-ambientali che incidono direttamente sugli impianti di raffreddamento. Spinge verso il recupero del calore di scarto per teleriscaldamento e utenze, e verso sistemi di raffreddamento che non consumano acqua potabile, favorendo il free cooling ad aria e i dry cooler rispetto alle torri evaporative. Richiede una relazione energetica con quota di rinnovabili in sito. Riguarda i nuovi data center insediati sul territorio lombardo.
La Legge Regionale Lombardia 27/2015 disciplina la classificazione delle strutture alberghiere e include la climatizzazione tra gli standard obbligatori per le categorie superiori. Negli alberghi di fascia alta il condizionamento non e un comfort accessorio ma uno dei requisiti che concorrono a sostenere la classificazione a stelle assegnata. La perdita del requisito impiantistico puo incidere sulla categoria della struttura. E un requisito di tipo classificatorio, non una norma sanzionatoria diretta. Riguarda le strutture alberghiere lombarde.
La DGR Lombardia XII/3649/2024 fissa i requisiti emissivi per i generatori di calore a biomassa legnosa di potenza superiore a 35 kW, nell'ambito delle misure regionali per la qualita dell'aria. I nuovi requisiti si applicano dal 15 ottobre 2026 e incidono sulla scelta dei generatori a biomassa installabili in Lombardia. Chi installa biomassa di questa fascia di potenza dovra verificare la conformita ai requisiti emissivi regionali. Riguarda gli impianti a biomassa in tutti i settori sul territorio lombardo.
L'Ordinanza Sindacale del Comune di Milano n. 41 del 2025 fissa i limiti di esercizio degli impianti di riscaldamento per la stagione termica 2025-2026: periodo di accensione, ore giornaliere e temperatura massima negli ambienti. A Milano, zona climatica E, il riscaldamento e ammesso dal 15 ottobre al 15 aprile per un massimo di 13 ore al giorno, con limiti di temperatura differenziati. Esclude ospedali, case di riposo, asili e scuole dell'infanzia. E un provvedimento stagionale, aggiornato ogni anno, e si applica a tutti i settori nel territorio comunale.
3 ottobre 2025 · MilanoHotelData center+7
Regolamento Edilizio del Comune di MilanoIn vigore
Il Regolamento Edilizio del Comune di Milano disciplina, al Titolo VII, l'installazione delle unita esterne degli impianti di climatizzazione, le canne fumarie, la ventilazione meccanica controllata e i vani tecnici. Vincola il posizionamento delle unita esterne (non in facciata su strada, opportunamente mascherate) e fissa i requisiti igrotermici e i volumi tecnici per gli edifici nel territorio comunale. E un vincolo di installazione e retrofit per chi opera a Milano. Si applica agli interventi impiantistici in tutti i settori sul territorio del Comune di Milano.
La norma tecnica CEI 64-8 e il riferimento per gli impianti elettrici in bassa tensione, dai criteri di protezione al dimensionamento dei circuiti, e regola anche l'alimentazione elettrica a servizio degli impianti di climatizzazione. E una norma volontaria di buona tecnica, non un obbligo di legge, ma e ampiamente richiamata come stato dell'arte per l'installazione a regola d'arte. Riguarda gli impianti di tutti i settori.
La sezione 710 della norma tecnica CEI 64-8 detta le prescrizioni per gli impianti elettrici nei locali ad uso medico, comprese le alimentazioni di sicurezza e di continuita a servizio della sala operatoria e degli impianti critici. E una norma volontaria di buona tecnica, non un obbligo di legge, ma e il riferimento dello stato dell'arte per la sicurezza elettrica degli ambienti sanitari. Riguarda i locali ad uso medico di cliniche e poliambulatori.
La norma tecnica CEI EN IEC 60335-2-89 definisce i requisiti di sicurezza degli apparecchi di refrigerazione commerciale con unita condensatrice o compressore incorporato, come banchi frigo, vetrine e celle della grande distribuzione. E una norma volontaria di prodotto, non un obbligo di legge, ma e il riferimento di sicurezza per gli apparecchi che usano refrigeranti infiammabili a basso impatto climatico. Riguarda la refrigerazione commerciale del settore Negozi e ristorazione.
La norma tecnica ISO 817 classifica i refrigeranti per tossicita e infiammabilita, definendo le classi di sicurezza (come A1, A2L, A3) usate per scegliere i fluidi degli impianti di refrigerazione e climatizzazione. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il riferimento tecnico che accompagna la transizione verso refrigeranti a basso impatto climatico imposta dalla normativa F-gas. Riguarda gli impianti di refrigerazione e climatizzazione di tutti i settori.
La serie di norme tecniche UNI CEI EN 16247 definisce requisiti e metodologia delle diagnosi energetiche, comprese quelle su edifici, processi e impianti. E il riferimento tecnico richiamato dal D.Lgs 102/2014 per le diagnosi energetiche obbligatorie delle grandi imprese e delle imprese energivore: in quel contesto diventa cogente, altrimenti resta una norma volontaria. Riguarda gli impianti di tutti i settori.
La serie di norme tecniche UNI EN 13451 definisce i requisiti di sicurezza delle attrezzature delle piscine, dai criteri costruttivi ai sistemi di ricircolo dell'acqua. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma supporta i requisiti igienico-sanitari delle piscine previsti dalla normativa regionale e nazionale. Riguarda gli impianti del settore Wellness e piscine.
La serie di norme tecniche UNI EN 16282 riguarda la ventilazione delle cucine professionali, dai sistemi di aspirazione e cappe ai criteri di ricambio d'aria in funzione del carico di cottura. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il riferimento di buona tecnica per dimensionare l'estrazione e il ricambio d'aria nelle cucine commerciali. Riguarda le cucine professionali di ristorazione e ospitalita.
La norma tecnica UNI 10200 definisce i criteri di ripartizione delle spese di climatizzazione e acqua calda sanitaria negli edifici con impianto centralizzato, distinguendo quota fissa e quota a consumo. E una norma volontaria, non un obbligo di legge: dopo il D.Lgs 73/2020 non e piu obbligo formale ma resta il riferimento tecnico di fatto per il riparto millesimale. Riguarda gli impianti centralizzati di tutti i settori.
La norma tecnica UNI 10339 definisce le portate d'aria di progetto e i criteri per gli impianti aeraulici negli edifici, stabilendo i valori di ricambio d'aria per i diversi ambienti. E storicamente uno dei riferimenti italiani per il dimensionamento della ventilazione, oggi in parte affiancata e superata dalla serie UNI EN 16798. Norma volontaria, diventa cogente solo se richiamata da una norma o da un capitolato. Si applica agli impianti aeraulici in tutti i settori.
La norma tecnica UNI 10412-1 definisce i requisiti di sicurezza degli impianti di riscaldamento ad acqua calda con generatore di calore, inclusi i dispositivi di sicurezza e protezione. E una norma volontaria, non un obbligo di legge: diventa vincolante solo quando un contratto o una norma cogente la richiama. Riguarda gli impianti termici di tutti i settori.
La norma tecnica UNI 10637 definisce i requisiti degli impianti di circolazione, filtrazione, disinfezione e trattamento dell'acqua delle piscine. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il riferimento di buona tecnica che supporta i parametri igienico-sanitari richiesti dalla normativa sulle piscine. Riguarda gli impianti del settore Wellness e piscine.
La norma tecnica UNI 10829 definisce le condizioni ambientali di conservazione dei beni di interesse storico e artistico, indicando i valori di temperatura e umidita relativa da mantenere per le diverse categorie di materiali. E il riferimento tecnico che traduce in parametri impiantistici gli obblighi di conservazione del Codice dei beni culturali. Norma volontaria, diventa cogente quando un vincolo o un contratto di prestito la richiamano. Si applica a musei, archivi, biblioteche e ambienti di conservazione.
La norma tecnica UNI 10845 riguarda i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con criteri di verifica e manutenzione di camini e canne fumarie. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il riferimento di buona tecnica per il controllo dei sistemi fumari, anche nelle cucine professionali. Riguarda gli impianti del settore Negozi e ristorazione.
La norma tecnica UNI 11137 definisce il metodo per la verifica della tenuta degli impianti a gas esistenti, una prova periodica importante nelle cucine professionali e nei locali di ristorazione. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il riferimento di buona tecnica per la verifica di sicurezza degli impianti a gas. Riguarda gli impianti a gas del settore Negozi e ristorazione.
La norma tecnica UNI 11278 definisce i criteri di scelta e di installazione dei sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione (camini e condotti), rilevanti per cucine professionali e locali di ristorazione. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il riferimento di buona tecnica per l'evacuazione dei fumi a regola d'arte. Riguarda gli impianti del settore Negozi e ristorazione.
La norma tecnica UNI 11339, insieme alla serie UNI 10749, definisce i criteri per la conduzione e la manutenzione degli impianti di climatizzazione e dei loro componenti, e i requisiti delle figure professionali addette. E un riferimento tecnico per organizzare la gestione e la manutenzione programmata degli impianti HVAC. Norma volontaria, vincolante solo se richiamata da un contratto o da una norma. Si applica agli impianti di climatizzazione in tutti i settori.
La norma tecnica UNI 11425 definisce i criteri di progettazione, installazione e collaudo degli impianti di ventilazione e condizionamento a contaminazione controllata (VCCC) per il blocco operatorio. Stabilisce le condizioni di filtrazione, ricambi d'aria e cascata di pressioni necessarie a contenere la contaminazione in sala operatoria. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma diventa il riferimento tecnico quando la normativa sanitaria o un capitolato la richiamano. Si applica alle cliniche e alle strutture sanitarie con sale operatorie.
La norma tecnica UNI 11528 disciplina gli impianti a gas di portata termica superiore a 35 kW per uso commerciale e industriale, comprese molte cucine professionali. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il riferimento di buona tecnica per la progettazione e installazione di questi impianti. Riguarda gli impianti a gas del settore Negozi e ristorazione.
La norma tecnica UNI 11554 definisce i requisiti di conoscenza, abilita e competenza del conduttore di impianti termici, il cosiddetto patentino da caldaista. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e richiamata come riferimento per la qualificazione di chi conduce impianti termici sopra una certa potenza. Riguarda la conduzione degli impianti termici di tutti i settori.
La norma tecnica UNI 11879 riguarda la contabilizzazione del calore negli impianti termici centralizzati, definendo criteri e requisiti dei sistemi che misurano i consumi delle singole unita. E una norma volontaria, non un obbligo di legge: si affianca all'obbligo di contabilizzazione e termoregolazione previsto dal D.Lgs 102/2014 negli edifici con riscaldamento centralizzato. Riguarda gli impianti centralizzati di tutti i settori.
La norma tecnica UNI 7129 disciplina la progettazione, l'installazione e la messa in servizio degli impianti a gas per uso domestico e similare alimentati da rete, fino a 35 kW, comprese le distanze per l'evacuazione dei prodotti della combustione. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il riferimento di buona tecnica per l'installazione a regola d'arte degli impianti a gas. Riguarda gli impianti a gas di tutti i settori.
La norma tecnica UNI 8065 disciplina il trattamento dell'acqua negli impianti termici per uso civile, dalla protezione contro corrosione e incrostazioni al condizionamento chimico dei circuiti di riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria. E una norma volontaria, non un obbligo di legge: diventa vincolante solo quando un contratto, un capitolato o una norma cogente la richiamano. Riguarda gli impianti termici di tutti i settori.
La serie di norme tecniche UNI 8364 definisce i criteri per il controllo e la manutenzione degli impianti di riscaldamento, con indicazioni su esercizio, conduzione e verifiche periodiche. E un riferimento tecnico per la corretta gestione degli impianti termici nel tempo. Norma volontaria, vincolante solo quando richiamata da un contratto o da una norma cogente. Si applica agli impianti di riscaldamento in tutti i settori.
La norma tecnica UNI 8723 definisce i requisiti di sicurezza degli impianti a gas nelle strutture ricettive e nelle cucine professionali dell'ospitalita. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il riferimento di buona tecnica per l'installazione a regola d'arte degli impianti a gas in questi ambienti. Riguarda gli impianti a gas di ristorazione e ospitalita.
La norma tecnica UNI CEI EN ISO/IEC 17025 definisce i requisiti generali di competenza dei laboratori di prova e taratura, comprese le condizioni ambientali che possono influenzare i risultati. E lo standard di riferimento per l'accreditamento dei laboratori: in quel percorso diventa cogente, altrimenti resta una norma volontaria. Riguarda i laboratori del settore Pharma e laboratori.
La serie di norme tecniche UNI EN 12101 definisce i requisiti dei sistemi per il controllo di fumo e calore, inclusi evacuatori naturali e forzati e sistemi a differenza di pressione, che mantengono percorribili le vie di esodo in caso di incendio. E un riferimento tecnico della progettazione antincendio degli edifici soggetti. Norma volontaria, diventa cogente quando una norma antincendio o un capitolato la richiamano. Si applica a hotel, strutture sanitarie, data center e attivita commerciali.
La norma tecnica UNI EN 12237 stabilisce i criteri di resistenza e tenuta all'aria delle canalizzazioni metalliche a sezione circolare degli impianti di ventilazione. E una norma volontaria, non un obbligo di legge: diventa vincolante solo quando un contratto o un capitolato la richiama. Riguarda gli impianti aeraulici di tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN 12309 riguarda gli apparecchi ad assorbimento e adsorbimento a gas per riscaldamento e raffrescamento, definendone sicurezza ed efficienza energetica. E una norma volontaria, non un obbligo di legge: diventa vincolante quando un contratto o una norma cogente la richiama. Riguarda gli impianti di climatizzazione a gas di tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN 12469 definisce i criteri di prestazione delle cabine di sicurezza biologica, dispositivi che proteggono operatore, prodotto e ambiente nei laboratori che trattano agenti biologici. E il riferimento tecnico per la scelta e la verifica delle cabine nei laboratori di microbiologia, collegato agli obblighi di biosicurezza del Testo Unico sicurezza. Norma volontaria, diventa cogente quando una norma o un capitolato la richiamano. Si applica a laboratori di microbiologia e strutture di ricerca biologica.
La norma tecnica UNI EN 12599 definisce le procedure di prova, i metodi di misura e i criteri per il collaudo e il bilanciamento aeraulico degli impianti di ventilazione e climatizzazione. E il riferimento tecnico per verificare che un impianto aeraulico funzioni secondo i parametri di progetto al momento della consegna. Norma volontaria, vincolante solo se richiamata da un capitolato o da una norma. Si applica agli impianti di ventilazione e climatizzazione in tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN 12831 definisce il metodo di calcolo del carico termico di progetto di un edificio, cioe la potenza necessaria a garantire la temperatura interna nelle condizioni piu sfavorevoli. E il riferimento di buona tecnica per il dimensionamento degli impianti di riscaldamento. E una norma volontaria, non un obbligo di legge: diventa vincolante quando un contratto o una norma cogente la richiama. Riguarda la progettazione degli impianti di tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN 13384-1 definisce i metodi di calcolo termico e fluidodinamico dei camini al servizio di un singolo apparecchio, per garantire il corretto tiraggio e l'evacuazione dei prodotti della combustione. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il riferimento di buona tecnica per il dimensionamento dei sistemi fumari, in connessione con il regolamento europeo sui prodotti da costruzione. Riguarda gli impianti termici di tutti i settori.
La serie di norme tecniche UNI EN 14175 definisce i requisiti e i metodi di prova delle cappe chimiche da laboratorio, che proteggono l'operatore dall'esposizione a vapori e agenti chimici tramite l'estrazione localizzata dell'aria. E il riferimento tecnico per la scelta, l'installazione e la verifica delle cappe nei laboratori. Norma volontaria, diventa cogente quando una norma sulla sicurezza o un capitolato la richiamano. Si applica a laboratori chimici, farmaceutici e di analisi.
La norma tecnica UNI EN 14825 definisce i metodi di prova e calcolo per l'efficienza stagionale di pompe di calore e condizionatori, alla base degli indici SEER, SCOP ed Etas usati nelle etichette energetiche e nei requisiti di prodotto. E una norma volontaria, non un obbligo di legge: diventa vincolante quando un contratto o una norma cogente la richiama, come avviene per l'accesso ad alcuni incentivi. Riguarda gli impianti di climatizzazione di tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN 15288-2 definisce i requisiti di gestione e sicurezza nell'esercizio delle piscine, comprese le condizioni igienico-ambientali. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma supporta i requisiti di sicurezza e igiene previsti dalla normativa di settore. Riguarda gli impianti del settore Wellness e piscine.
La norma tecnica UNI EN 15459 definisce la procedura di valutazione economica degli interventi di efficienza energetica negli edifici, dal calcolo dei costi al ritorno dell'investimento. E una norma volontaria, non un obbligo di legge: e richiamata come metodo nelle analisi costi-benefici previste da alcune procedure energetiche. Riguarda gli interventi sugli impianti di tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN 15502-1 definisce i requisiti generali e i metodi di prova delle caldaie per riscaldamento alimentate a combustibili gassosi. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il riferimento di prodotto armonizzato che supporta la marcatura e la conformita delle caldaie a gas. Riguarda gli impianti termici di tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN 15650 definisce i requisiti delle serrande tagliafuoco installate nelle condotte di ventilazione, componenti che impediscono la propagazione di fuoco e fumo attraverso gli impianti aeraulici in caso di incendio. E un riferimento tecnico richiamato nella progettazione antincendio degli edifici soggetti. Norma volontaria, diventa cogente quando una norma antincendio o un capitolato la richiamano. Si applica agli impianti aeraulici di hotel, strutture sanitarie, data center e attivita commerciali.
La norma tecnica UNI EN 15780 definisce i criteri per valutare e documentare la pulizia dei sistemi di ventilazione, indicando i livelli di pulizia e i metodi di ispezione delle condotte aerauliche. E il riferimento tecnico per programmare la pulizia dei canali e dimostrarne lo stato igienico. Norma volontaria, vincolante solo se richiamata da un contratto o da una norma. Si applica agli impianti di ventilazione in tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN 16798-3:2025 definisce i requisiti di prestazione dei sistemi di ventilazione e climatizzazione negli edifici non residenziali, dalle portate d'aria di rinnovo ai criteri di filtrazione e controllo. E una norma volontaria, non un obbligo di legge: diventa vincolante solo quando un contratto, un capitolato o una norma cogente la richiamano. Sostituisce la precedente UNI EN 13779 e si applica a uffici, hotel, negozi, strutture sanitarie e altri ambienti non residenziali.
La norma tecnica UNI EN 16905 riguarda i sistemi di riscaldamento ibridi e bivalenti, che combinano una pompa di calore con una caldaia, definendone prove e prestazioni. E una norma volontaria, non un obbligo di legge: diventa vincolante solo quando un contratto o una norma cogente la richiama. Riguarda gli impianti di climatizzazione di tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN 303-5 definisce requisiti, prove e marcatura delle caldaie per riscaldamento alimentate a combustibili solidi, in particolare a biomassa legnosa. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il riferimento di prodotto collegato ai requisiti emissivi e alla classificazione ambientale dei generatori a biomassa. Riguarda gli impianti a biomassa di tutti i settori.
La serie di norme tecniche UNI EN 378 definisce i requisiti di sicurezza e ambientali dei sistemi di refrigerazione e delle pompe di calore, dalla progettazione alla manutenzione. Tratta cariche massime di refrigerante, classificazione dei locali e misure di sicurezza, ed e strettamente legata alla disciplina F-gas e alle attrezzature a pressione. E una norma volontaria, vincolante solo quando richiamata da un contratto o da una norma cogente. Si applica agli impianti di refrigerazione e pompe di calore in tutti i settori.
Le norme tecniche UNI EN 834 e UNI EN 835 definiscono i ripartitori dei costi di riscaldamento, rispettivamente ad alimentazione elettrica e a evaporazione, installati sui radiatori per stimare i consumi individuali. Sono norme volontarie, non un obbligo di legge: sono il riferimento tecnico dei dispositivi usati per la contabilizzazione indiretta richiesta dalla normativa sull'efficienza energetica. Riguardano gli impianti centralizzati di tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN ISO 11731 definisce il metodo di campionamento e conteggio della Legionella nell'acqua, usato per verificare i parametri microbiologici degli impianti idrici e di climatizzazione. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il metodo richiamato dalla normativa sulle acque e dalle linee guida Legionella per le analisi di laboratorio. Riguarda hotel, strutture wellness e strutture sanitarie.
La serie di norme tecniche UNI EN ISO 14644 classifica le camere bianche (clean room) in base alla concentrazione di particolato nell'aria, definendo le classi ISO da 1 a 9. E il riferimento tecnico per la qualifica degli ambienti a contaminazione controllata in ambito farmaceutico e sanitario, citato dalle GMP e dalle norme sulle sale operatorie. Norma volontaria, diventa cogente quando una norma o un capitolato la richiamano. Si applica a industria farmaceutica, laboratori, clean room e sale operatorie.
La norma tecnica UNI EN ISO 15189 definisce i requisiti di qualita e competenza dei laboratori medici, inclusi gli aspetti ambientali dei locali in cui si eseguono le analisi. E lo standard usato da Accredia per l'accreditamento dei laboratori: in quel percorso diventa cogente, altrimenti resta una norma volontaria. Riguarda i laboratori e le strutture analitiche del settore Pharma e laboratori.
La norma tecnica UNI EN ISO 16890 classifica i filtri dell'aria per la ventilazione generale in base alla capacita di trattenere il particolato fine (ePM1, ePM2,5, ePM10). Ha sostituito la precedente classificazione UNI EN 779 ed e il riferimento per scegliere i filtri negli impianti di trattamento aria. Norma volontaria, diventa cogente quando una norma o un capitolato la richiamano. Si applica agli impianti di ventilazione e trattamento aria in tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN ISO 17225 classifica e specifica i biocombustibili solidi, come pellet, cippato e legna da ardere, definendone classi di qualita e parametri. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma e il riferimento per la qualita del combustibile collegata alle prestazioni emissive richieste dai regolamenti sulla qualita dell'aria. Riguarda gli impianti a biomassa di tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN ISO 22712 definisce i criteri di competenza del personale che opera sugli impianti di refrigerazione, condizionamento e pompe di calore. E una norma volontaria, non un obbligo di legge, ma si affianca al sistema di certificazione obbligatoria dei frigoristi previsto dalla normativa F-gas. Riguarda la manutenzione degli impianti di tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN ISO 35001 definisce un sistema di gestione del rischio biologico per laboratori e strutture che trattano agenti biologici, inclusi i requisiti di contenimento e ventilazione. E una norma volontaria, non un obbligo di legge: si affianca agli obblighi cogenti sulla biosicurezza previsti dal Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro. Riguarda i laboratori del settore Pharma e laboratori.
La norma tecnica UNI EN ISO 52120-1, che sostituisce la UNI EN 15232, classifica l'impatto dell'automazione e del controllo degli edifici (BACS) sulla prestazione energetica, in classi da A a D. E una norma volontaria, ma e richiamata da norma cogente: il quadro nazionale impone i sistemi BACS di classe adeguata negli edifici non residenziali sopra una certa potenza, secondo questa classificazione. Riguarda gli edifici non residenziali di tutti i settori.
La norma tecnica UNI EN ISO 7730 definisce i criteri per la valutazione del comfort termoigrometrico negli ambienti, tramite gli indici PMV e PPD che misurano il benessere percepito e la percentuale di persone insoddisfatte. E il riferimento per progettare e verificare le condizioni di comfort negli uffici e negli spazi di lavoro di fascia alta. Norma volontaria, vincolante solo se richiamata da un capitolato o da un protocollo. Si applica a uffici, coworking e ambienti del terziario.
Le norme tecniche della famiglia UNI EN 12975 e UNI EN ISO 9806 riguardano i collettori solari termici, definendone metodi di prova, durabilita e prestazioni. Sono norme volontarie, non un obbligo di legge, ma sono il riferimento di prodotto collegato all'accesso agli incentivi per il solare termico. Riguardano gli impianti solari termici di tutti i settori.
La specifica tecnica UNI/TS 11300-4 stabilisce come calcolare il contributo di pompe di calore, solare termico, biomassa e altre fonti rinnovabili al fabbisogno energetico di un edificio, nell'ambito del calcolo della prestazione energetica. E una norma volontaria, non un obbligo di legge: diventa riferimento cogente quando la richiamano le procedure di certificazione energetica e di accesso agli incentivi. Riguarda gli impianti di tutti i settori.
Il Regolamento (UE) 517/2014 e stata la disciplina europea sui gas fluorurati a effetto serra (F-gas) in vigore fino all'inizio del 2024. Stabiliva il sistema di riduzione progressiva degli HFC, i divieti d'uso e gli obblighi di certificazione per chi opera sugli impianti di climatizzazione e refrigerazione. E stato abrogato e sostituito dal Regolamento (UE) 2024/573, che ne ha rafforzato divieti e quote. Resta utile come riferimento storico per gli atti e le certificazioni emessi sotto la sua vigenza.
20 maggio 2014 · UEHotelData center+7
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