Come pulire il condizionatore: cosa puoi fare tu, passo per passo
La pulizia completa che il proprietario può fare in sicurezza sta in quattro gesti, tutti a impianto spento e staccato dalla corrente. Uno: sfilare e lavare i filtri dell'unità interna con acqua tiepida e sapone neutro, asciugarli all'ombra, rimontarli. Due: passare un panno umido su alette e mobiletto. Tre: verificare che lo scarico della condensa scoli. Quattro: liberare la griglia dell'unità esterna da foglie e sporco. Nessuno di questi tocca il gas o l'elettrico.
La regola per ricordarsi il confine è semplice: se non tocchi né il gas né l'elettrico, sei nel fai-da-te. Vale sempre, e non dipende dalla tua manualità. Sotto, ogni passo nel dettaglio: cosa serve, ogni quanto, e dove è facile fare danni.
Come si puliscono i filtri del condizionatore?
Con l'impianto spento apri il frontale dell'unità interna, sfili i filtri, li lavi con acqua tiepida e un po' di sapone neutro, li sciacqui e li lasci asciugare all'ombra prima di rimontarli. Mai rimetterli umidi, o diventano il terreno ideale per muffe e odori. I costruttori indicano una pulizia ogni due settimane circa nei mesi di uso intenso: è la frequenza tipica riportata nei libretti d'uso.
Non è pignoleria: è la manutenzione che rende di più a parità di fatica. Un filtro pieno di polvere lascia passare meno aria, e meno aria vuol dire più tempo di lavoro per ottenere lo stesso comfort. Nelle case che seguiamo, la differenza fra un filtro lavato a giugno e uno lavato a maggio dell'anno prima si sente al tatto sulla bocchetta. Il calendario, qui, vale più della tecnica: due settimane, acqua tiepida, asciugatura all'ombra.
Alette, mobiletto e scarico della condensa: come li curi
Oltre ai filtri puoi occuparti della pulizia esterna dell'unità interna, sempre a impianto spento. Un panno umido su alette e mobiletto toglie la polvere che altrimenti finisce nell'aria di casa. Sul deflettore e sulle feritoie vai leggero, senza forzare le lamelle di orientamento: sono la parte più delicata del frontale, e si piegano con niente.
Lo scarico della condensa merita un capitolo a parte. Quando il condizionatore raffredda produce acqua, che defluisce da un tubicino: se quel tubo si intasa di polvere o alghe, l'acqua ristagna e gocciola dal muro o dall'unità. Controllare che scoli è nel fai-da-te; la pulizia profonda della bacinella, se serve smontare parti, è meglio lasciarla al tecnico durante la stagionale.
Che attrezzi servono (e cosa non usare mai)?
Acqua tiepida, sapone neutro, un panno morbido e una spazzola a setole delicate: basta questo. Quello che non deve entrare in casa è il resto: niente detergenti aggressivi o solventi sulle plastiche, niente idropulitrice o getti forti sulle alette, niente spray "igienizzanti" spruzzati a caso dentro la macchina. Le lamelle di alluminio della batteria si piegano con pochissima pressione, e una volta chiuse l'aria non passa più.
Il caso che vediamo più spesso, quando ci chiamano dopo un fai-da-te andato storto, è proprio questo: batteria schiacciata dal getto d'acqua, resa crollata, e un intervento che costa molto più della pulizia che si voleva risparmiare. La delicatezza, qui, vale più dell'attrezzo.
La griglia esterna: l'unica cosa che ci pulisci
Sull'unità esterna il fai-da-te si ferma alla superficie, e in genere basta una scopetta. A impianto spento togli foglie, pollini e sporco visibile dalla griglia, e lasci sgombri una decina di centimetri tutt'intorno: un motore che respira lavora meno. Conta soprattutto se sta a terra o su un balcone alberato, dove in autunno si riempie da solo.
Il mobile, invece, non si apre. Non perché sia difficile, ma perché dentro convivono parti in pressione, componenti elettrici e il circuito del gas: il lavaggio della batteria e i controlli stanno nella stagionale del tecnico, che ha i prodotti e le attrezzature per farli senza rovinare le alette. Tu curi ciò che vedi da fuori, e lo fai due volte l'anno.
C'è una pulizia che si fa senza toccare niente?
Sì: usare bene la macchina. Una temperatura ragionevole in raffrescamento, porte e finestre chiuse, la modalità automatica del ventilatore nelle mezze stagioni. Sono abitudini che riducono lo sforzo del compressore, e quindi lo sporco che si accumula e il numero di volte in cui dovrai rimetterci le mani. Su quanto pesa tutto questo in bolletta, ne parliamo in quanto consuma un condizionatore.
Gas e parte elettrica: dove ti fermi
Qui si passa il confine, e non per prudenza: il DPR 146/2018 riserva alle imprese e alle persone certificate F-gas ogni intervento sul circuito frigorifero, rabbocco compreso. Lo stesso vale per l'impianto elettrico della macchina, che si tocca da tecnico abilitato. Come funziona davvero il refrigerante, e perché la ricarica non è mai il primo passo, lo raccontiamo nella guida al gas del condizionatore.
Cosa resta al tecnico, una volta l'anno?
Resta la pulizia che dal divano non si può fare: l'apertura delle unità, il lavaggio della batteria alettata con i prodotti giusti, la bacinella e il sifone della condensa smontati e sanificati, la verifica della tenuta del circuito e della parte elettrica. È la manutenzione stagionale, e conviene programmarla prima dell'estate, quando la macchina è ferma e i tecnici non stanno rincorrendo i guasti di mezza città.
Puoi chiamarci per un intervento singolo con il pronto intervento, oppure lasciare a noi la stagionale con il Tagliando Casa per il condizionatore: la pulizia a fondo che tu non puoi fare, una volta l'anno, con spesa nota in anticipo. Per chi ha più impianti in casa, la gestione a canone è il modo per non rincorrere le scadenze una per una.