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Tagliando Casa · Incentivi 2026

Bonus e incentivi per condizionatore e pompa di calore

Ecobonus, Conto Termico 3.0, bonus condizionatori e ristrutturazioni: per la casa nel 2026 ci sono diversi strumenti, ognuno con le sue regole. La parte difficile non è la lista, è capire cosa spetta davvero a te. Te lo diciamo prima di partire. A Milano e provincia.

Aggiornata luglio 2026

Tecnici certificati la carica dei gas refrigeranti la fa personale abilitato F-gas
Lavoro a regola d'arte impianti conformi, con la dichiarazione di conformità di legge
Tempi garantiti interventi nei tempi concordati, scritti nel contratto

01Gli strumenti del 2026

Tanti strumenti, ognuno con le sue regole

Per gli impianti di casa, nel 2026, restano attivi più strumenti che a volte si confondono. L'ecobonus è la detrazione per gli interventi di efficienza energetica, come una pompa di calore o una caldaia a condensazione: nell'approfondimento dedicato trovi cosa copre l'ecobonus 2026 e quanto detrai. Il Conto Termico 3.0, gestito dal GSE, rimborsa direttamente una parte della spesa per gli impianti a fonti rinnovabili. I bonus ristrutturazioni coprono gli impianti quando fanno parte di un intervento più ampio, e in quel quadro spesso rientra anche il condizionatore.

Ognuno ha requisiti tecnici, tetti di spesa e modi di fruizione diversi, e di norma non si cumulano sulla stessa spesa. Importi e regole cambiano nel tempo: vanno verificati sulla fonte ufficiale nel momento in cui parti.

Cosa spetta davvero la lista la trovi ovunque; la parte utile è capire quale strumento conviene al tuo intervento.

02Apparecchio per apparecchio

Quanto ti torna se cambi la caldaia, il condizionatore o metti una pompa di calore?

Nel 2026 la percentuale è la stessa per i tre interventi, e cambia con l'immobile: la detrazione vale il 50% della spesa sull'abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, recuperata in 10 rate annuali. Il tetto è di 96.000 EUR di spesa per unità immobiliare per la ristrutturazione; per la sola pompa di calore l'ecobonus fissa una detrazione massima di 30.000 EUR per unità. A cambiare, da un apparecchio all'altro, è cosa resta agevolabile.

Quella che nel parlato è la prima casa, nei testi è l'abitazione principale: l'ecobonus 2026 sulla prima casa, come il bonus ristrutturazioni 2026 sulla prima casa, resta al 50%. Su una seconda casa o su un immobile locato si scende al 36%. Su una pompa di calore da 20.000 EUR sono 10.000 EUR di detrazione contro 7.200: circa 2.800 EUR di differenza, a parità di impianto. Risultati indicativi, calcolati sulle aliquote 2026.

Dal 2027 le percentuali scendono: il bonus ristrutturazione 2027 vale il 36% sull'abitazione principale e il 30% sugli altri immobili. Conta l'anno in cui sostieni la spesa, quindi chi paga nel 2026 resta sul gradino più alto. Sono i valori vigenti oggi e potrebbero cambiare con la prossima Legge di Bilancio: non è una scadenza, è un regime che si rinnova ogni anno ad aliquota calante. Abbiamo messo i due anni a confronto in quanto scende il bonus ristrutturazione dal 2027.

Sostituzione della caldaia

Il bonus caldaie 2026 dipende da cosa metti al posto della vecchia. Per le spese dal 2025 al 2027 la sostituzione dell'impianto con una caldaia alimentata a soli combustibili fossili è esclusa dalla detrazione; resta agevolabile il passaggio a una pompa di calore o a un sistema ibrido. Non serve una ristrutturazione più ampia: conta che sia la sostituzione di un impianto esistente.

Scheda ecobonus

Pompa di calore

Gli incentivi per la pompa di calore nel 2026 sono due, e quello che tutti chiamano bonus pompa di calore è il primo. L'ecobonus copre la sostituzione dell'impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore ad alta efficienza: la detrazione per la pompa di calore arriva a un massimo di 30.000 EUR per unità immobiliare, pari a circa 60.000 EUR di spesa al 50%, in 10 rate annuali. In alternativa c'è il Conto Termico 3.0: sulla pompa di calore il GSE rimborsa fino al 65% della spesa ammissibile, in conto capitale e a lavori conclusi (D.M. 7 agosto 2025). Sullo stesso intervento si sceglie uno dei due, non si sommano. Puoi calcolare l'incentivo per la pompa di calore sul tuo caso.

Scheda Conto Termico 3.0

Condizionatore

Il bonus condizionatori 2026 non esiste come voce a sé. Il climatizzatore rientra nell'ecobonus quando sostituisce l'impianto di climatizzazione con un sistema ad alta efficienza, oppure nel bonus ristrutturazioni quando fa parte di un intervento più ampio: 50% sull'abitazione principale e 36% sugli altri immobili, entro 96.000 EUR di spesa per unità immobiliare.

Scheda bonus ristrutturazioni

Fonti: art. 14 DL 63/2013 (ecobonus) e art. 16-bis DPR 917/1986 (ristrutturazioni); aliquote 2026 e 2027 dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025); Conto Termico 3.0, D.M. 7 agosto 2025. Dati verificati a luglio 2026. Risultati indicativi: noi rispondiamo dell'impianto, la pratica fiscale la segue il tuo commercialista.

03Come ti aiutiamo

Prima i conti, poi l'impianto. Senza promesse a vuoto

Prima di proporti un intervento guardiamo insieme cosa è davvero applicabile al tuo caso - tipo di immobile, intervento, requisiti - così sai cosa puoi ottenere e cosa no. Niente "con il bonus è gratis": ti diciamo il numero realistico.

Il quadro completo e aggiornato, per beneficiario, è nella pagina incentivi e agevolazioni. E quando decidi di intervenire - pompa di calore, condizionatore o caldaia - gestione e manutenzione restano nel canone di Tagliando Casa. Sei un'azienda? Vedi gli incentivi per le imprese (iperammortamento 2026, Conto Termico).

Il bonus giusto non è il più pubblicizzato: è quello che spetta a te

Una verifica di cosa è applicabile al tuo intervento parte da lì.

Verifica i tuoi incentivi

Domande frequenti

Quali incentivi ci sono nel 2026 per condizionatore e pompa di calore?

Per gli impianti di casa restano attivi strumenti come l'ecobonus, il Conto Termico 3.0 e i bonus legati alle ristrutturazioni, oltre alle detrazioni per la sostituzione di impianti. Ciascuno ha requisiti, tetti di spesa e modalità diverse. Quello che spetta davvero dipende dall'intervento e dall'immobile: va verificato caso per caso.

Esiste un ecobonus condizionatori 2026?

L'acquisto e l'installazione di un climatizzatore possono rientrare nelle detrazioni, di norma quando sono collegati a un intervento di ristrutturazione o di efficientamento, oppure tramite l'ecobonus per i sistemi più efficienti. Non è un bonus a sé garantito a tutti: dipende dalle condizioni dell'intervento. Conto Termico 2026 e condizionatori sono invece due cose diverse: gli interventi elencati dal decreto sono pompe di calore, solare termico, scaldacqua, caldaia a biomassa e isolamento, quindi il canale da valutare per un climatizzatore resta la detrazione fiscale. Riferimenti: art. 14 DL 63/2013; D.M. 7 agosto 2025.

Ecobonus 2026: cosa comprende per gli impianti di casa?

L'ecobonus è la detrazione fiscale per gli interventi che migliorano l'efficienza energetica della casa. Per gli impianti comprende, tra l'altro, la sostituzione del generatore con una caldaia a condensazione o una pompa di calore, i sistemi di termoregolazione e, in determinate condizioni, i climatizzatori più efficienti. L'aliquota e i tetti di spesa dipendono dall'intervento e vanno verificati sulla fonte ufficiale nell'anno in cui si sostiene la spesa.

Conto Termico 2026: come funziona e a chi spetta?

Il Conto Termico 2026 è il Conto Termico 3.0, in vigore dal D.M. 7 agosto 2025. Non è una detrazione: è un contributo del GSE in conto capitale, cioè soldi rimborsati sul conto, con una copertura che arriva fino al 65% della spesa ammissibile. Il Conto Termico 3.0 ha requisiti precisi: contano il tipo di intervento - pompa di calore, solare termico, scaldacqua, caldaia a biomassa, isolamento - il soggetto che lo chiede, cioè privati, imprese, pubblica amministrazione e comunità energetiche, e le spese ammissibili fissate dal decreto. La domanda si presenta a lavori conclusi, sul portale del GSE. Sullo stesso intervento non si somma all'ecobonus: si sceglie l'uno o l'altro.

Gli incentivi si possono cumulare?

Di norma no sullo stesso intervento: non si può prendere due agevolazioni per la stessa spesa. Spesso conviene scegliere lo strumento più vantaggioso per il proprio caso, oppure abbinare interventi diversi a strumenti diversi. È una valutazione da fare prima di partire, non dopo.

Bonus caldaie 2026: c'è ancora per la sostituzione?

Dipende da cosa metti al posto della vecchia. Per le spese dal 2025 al 2027 la sostituzione dell'impianto con una caldaia alimentata a soli combustibili fossili è esclusa dalla detrazione; resta agevolabile il passaggio a una pompa di calore o a un sistema ibrido, con il 50% sull'abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, in 10 rate annuali. Il bonus caldaia 2026 senza ristrutturazione più ampia esiste: conta che sia la sostituzione di un impianto esistente, non una prima installazione. Per la sostituzione della caldaia la detrazione nel 2026 segue le stesse aliquote. Riferimenti: art. 14 DL 63/2013 e art. 16-bis DPR 917/1986. Risultati indicativi, da verificare con il tuo commercialista.

Quanto vale la detrazione per la pompa di calore nel 2026?

L'ecobonus copre la sostituzione dell'impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore ad alta efficienza: nel 2026 si detrae il 50% della spesa sull'abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, con una detrazione massima di 30.000 EUR per unità immobiliare, pari a circa 60.000 EUR di spesa al 50%, recuperata in 10 rate annuali. L'alternativa è il Conto Termico 3.0 del GSE, che rimborsa fino al 65% della spesa ammissibile in conto capitale a lavori conclusi. Sullo stesso intervento si sceglie uno dei due, non si sommano. Riferimenti: art. 14 DL 63/2013; D.M. 7 agosto 2025.

Cambia qualcosa se è la prima casa, e cosa succede dal 2027?

Sì. Quella che nel parlato è la prima casa, nei testi è l'abitazione principale, e nel 2026 tiene l'aliquota più alta: 50% sia sull'ecobonus sia sul bonus ristrutturazioni, contro il 36% degli altri immobili, entro 96.000 EUR di spesa per unità immobiliare. Dal 2027 le percentuali scendono al 36% sull'abitazione principale e al 30% sugli altri immobili, quindi chi sostiene la spesa nel 2026 resta sul gradino più alto: conta l'anno del pagamento. Sono i valori vigenti oggi e potrebbero cambiare con la prossima Legge di Bilancio. Riferimento: Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025).

Flow si occupa anche delle pratiche per gli incentivi?

Partiamo dal capire cosa è davvero applicabile al tuo intervento e ti indirizziamo sullo strumento giusto, in modo onesto. Il quadro completo, aggiornato e per beneficiario, è nella nostra pagina incentivi; per le pratiche ti diciamo cosa serve e chi le segue.

Il bonus ristrutturazione 2026 è al 50% sulla prima casa?

Sì. Nel 2026 il bonus ristrutturazione detrae il 50% della spesa sull'abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, su un massimale di 96.000 euro per unità recuperato in 10 rate annuali. Dal 2027, salvo modifiche, le aliquote scenderebbero al 36% e al 30%. Copre anche le opere edilizie legate agli impianti. Fonte: Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025).

Quali incentivi ci sono per le pompe di calore nel 2026?

Gli incentivi per le pompe di calore nel 2026 sono tre, e si scelgono, non si sommano sulla stessa spesa. L'Ecobonus è una detrazione con un limite massimo di 30.000 euro per unità immobiliare sulle pompe di calore, cioè circa 60.000 euro di spesa al 50%, entro i massimali di costo per kW dell'Allegato I al DM 6 agosto 2020. Il Conto Termico 3.0 è invece un contributo in conto capitale del GSE, erogato con una dotazione di 900 milioni di euro all'anno di cui 500 per i privati. Il bonus ristrutturazioni copre l'intervento dentro un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare. Quale conviene dipende da quanto spendi e da quanta imposta hai da scalare: nel dubbio partiamo dal simulatore Conto Termico e confrontiamo.

Che incentivi ci sono per la riqualificazione energetica di un condominio?

Gli stessi canali che valgono per la singola casa valgono anche sulle parti comuni: ecobonus e bonus ristrutturazioni come detrazione, oppure il Conto Termico 3.0 del GSE come contributo in conto capitale. Sullo stesso intervento si sceglie uno dei due mondi, non si sommano. In condominio cambia il percorso, non lo strumento: servono la delibera dell'assemblea, la ripartizione della spesa fra i condomini e un capitolato che tenga insieme centrale termica, contabilizzazione e regolazione. Riferimenti: art. 14 DL 63/2013; D.M. 7 agosto 2025.

Bonus caldaie 2026: come funziona la pratica?

Non è un bonus a sé: si passa dall'ecobonus o dal bonus ristrutturazioni, quindi è una detrazione in dichiarazione dei redditi, recuperata in 10 rate annuali con l'aliquota dell'anno in cui sostieni la spesa. Servono il pagamento con bonifico parlante e, per gli interventi di risparmio energetico, la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Sconto in fattura e cessione del credito non sono disponibili. Riferimenti: art. 14 DL 63/2013 e art. 16-bis DPR 917/1986.

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