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Tagliando Casa · Pompa di calore

Pompa di calore per la casa: come funziona e quando conviene?

Un solo impianto che riscalda d'inverno e raffresca d'estate, ad alta efficienza, e può sostituire la caldaia. Ti spieghiamo come funziona, se va con i tuoi termosifoni e quando conviene davvero, numeri alla mano. A Milano e provincia.

Aggiornata settembre 2026

Tecnici certificati la carica dei gas refrigeranti la fa personale abilitato F-gas
Lavoro a regola d'arte impianti conformi, con la dichiarazione di conformità di legge
Tempi garantiti interventi nei tempi concordati, scritti nel contratto

01Come funziona

Come funziona una pompa di calore?

Una pompa di calore non brucia combustibile come la caldaia: prende il calore già presente nell'aria, nell'acqua o nel terreno e lo porta dentro casa. D'inverno riscalda, d'estate inverte il ciclo e raffresca. Con un po' di energia elettrica ne restituisce in calore molta di più: è qui che sta l'efficienza, e il risparmio in bolletta.

Il ciclo ha quattro passaggi, sempre gli stessi. Nell'evaporatore il refrigerante, freddo e a bassa pressione, assorbe calore dall'aria, dall'acqua o dal terreno e diventa vapore; il compressore ne alza pressione e temperatura; nel condensatore cede il calore all'acqua dell'impianto o all'aria di casa e torna liquido; la valvola di espansione lo riporta a bassa pressione, pronto a ripartire. È lo schema che ENEA descrive per le pompe di calore a compressione, le più diffuse nelle case, e lo stesso del circuito frigorifero di un condizionatore, percorso al contrario.

Rende al meglio quando lavora a bassa temperatura: per questo va d'accordo con il pavimento radiante e con radiatori ben dimensionati. Lo stesso pavimento, d'estate, può raffrescare: nel raffrescamento a pavimento l'acqua gira di qualche grado più fresca e va tenuta sopra il punto di rugiada, altrimenti si forma condensa - per questo si abbina quasi sempre alla deumidificazione: abbiamo spiegato come gestiamo l'umidità quando il radiante raffresca. Si abbina bene al fotovoltaico, e in molti casi può prendere il posto della vecchia caldaia.

02Tipi

Aria-acqua, aria-aria o geotermica: che differenza c'è?

Cambiano la sorgente da cui la macchina prende il calore e il fluido a cui lo cede. Nel nome la prima parola è la sorgente, la seconda è ciò che scalda: la aria-acqua prende calore dall'aria esterna e scalda l'acqua di termosifoni o pavimento, la aria-aria scalda direttamente l'aria delle stanze, la geotermica prende calore dal terreno con sonde interrate. ENEA le classifica proprio così, per sorgente fredda e pozzo caldo.

Ogni sorgente ha il suo prezzo. L'aria c'è ovunque ed è la più semplice da installare, ma la potenza resa cala quando la temperatura esterna scende. L'acqua di falda tiene prestazioni stabili, però chiede tubazioni in più. Il terreno cambia poco di temperatura durante l'anno: secondo ENEA le sonde orizzontali vanno interrate ad almeno 1-1,5 metri, su un'area 2-3 volte più grande dei locali da riscaldare, mentre quelle verticali scendono a 80-100 metri. È la sorgente più stabile e la più costosa da realizzare; la trovi spiegata nella voce sulla geotermia.

Per confrontarle serve un numero stagionale, non istantaneo. Il COP dice quanto rende la macchina in una sola condizione di prova; lo SCOP, il coefficiente di prestazione stagionale, pesa il rendimento sulle ore di un'intera stagione di riscaldamento, a temperature esterne diverse. Il Reg. (UE) 813/2013, che fissa i requisiti di efficienza delle pompe di calore fino a 400 kW, lo calcola su una stagione di riferimento per un clima medio, che colloca a Strasburgo. La classe che leggi sull'etichetta di una aria-acqua fino a 70 kW la fissa invece il regolamento europeo sull'etichetta energetica di caldaie e pompe di calore. Il metodo di prova e di calcolo sta nella UNI EN 14825, riferimento di buona tecnica; la differenza fra i due indici la trovi nella voce SCOP e SEER.

03Col freddo

Funziona anche quando fuori gela?

Sì, ma rende meno e ogni tanto deve sbrinare. Il Reg. (UE) 813/2013 chiede al fabbricante di dichiarare due temperature: quella limite di esercizio, sotto la quale una pompa di calore aria-acqua non dà più calore, e quella bivalente, sotto la quale la sua potenza va integrata. Nelle condizioni di riferimento per il clima medio il regolamento fissa la temperatura di progetto a -10 °C, la bivalente al massimo a +2 °C e il limite di esercizio al massimo a -7 °C.

Il freddo porta anche la brina. La guida sulle pompe di calore dell'Ufficio federale svizzero dell'energia (SvizzeraEnergia, edizione 2019) spiega che con aria sotto i 5 °C circa sullo scambiatore esterno si formano brina e ghiaccio, che peggiorano lo scambio di calore. La macchina allora sbrina, per esempio invertendo il ciclo: per quei minuti prende calore dall'impianto invece di darlo. Per questo la dimensioniamo sulla temperatura di progetto della zona, non sulla giornata media.

In sopralluogo, e poi in manutenzione, guardiamo due cose che sulla scheda tecnica non compaiono: dove scarica l'acqua che si scioglie durante lo sbrinamento, e se l'unità esterna ha aria libera intorno o rischia di riaspirare l'aria fredda appena espulsa. Se la casa ha radiatori che chiedono acqua molto calda, valutiamo anche la pompa di calore ad alta temperatura sull'impianto esistente o il sistema ibrido con caldaia.

04Per la tua casa

Termosifoni, pavimento o sostituzione caldaia: dipende dalla casa

La aria-acqua alimenta termosifoni o pavimento radiante e scalda anche l'acqua sanitaria: è quella che di solito sostituisce la caldaia. La aria-aria, invece, soffia aria: d'estate raffresca e d'inverno riscalda, ed è il motivo per cui un condizionatore fa aria calda - in riscaldamento sta lavorando proprio come una pompa di calore. Comoda per i singoli ambienti, ma non produce acqua calda sanitaria. Fino a 12 kW, per le regole europee è un condizionatore d'aria: i valori minimi di SEER e SCOP per venderla li fissa il regolamento europeo sull'ecodesign dei condizionatori. Sui termosifoni esistenti spesso funziona, soprattutto se la casa è isolata; a volte conviene rivedere qualche corpo scaldante o inserire un separatore idraulico per disaccoppiare la pompa dal circuito esistente. La domanda torna spesso, e la risposta dipende dalla casa: una pompa di calore può scaldare i termosifoni esistenti?

Non è per forza o l'una o l'altra: nel sistema ibrido pompa di calore e caldaia lavorano insieme, e la regolazione sceglie quale conviene secondo la temperatura esterna. Prove e prestazioni di questi sistemi bivalenti stanno nella UNI EN 16905, che è il riferimento di buona tecnica per confrontarli.

Usare una pompa di calore per riscaldamento al posto della caldaia è la scelta che cambia di più la bolletta, ma non è una scelta da catalogo: dipende da isolamento, tipo di radiatori, spazio per l'unità esterna e potenza del contatore. Abbiamo messo in fila i criteri per capire quando conviene sostituire la caldaia con una pompa di calore. Su questo fronte abbiamo guardato da vicino le pompe di calore a propano (R290) e le mandate più alte. Per questo partiamo da un sopralluogo e da due conti onesti - quanto spendi, quanto risparmi, cosa cambia in casa - senza venderti il sistema più caro per principio.

Numeri, non promesse prima di proporti qualcosa ti diciamo quanto risparmi davvero e in quanto tempo rientri.

La pompa di calore conviene, ma solo se i conti tornano sulla tua casa

Un sopralluogo e una stima onesta di risparmio e incentivi partono da lì.

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05Prezzo

Quanto costa una pompa di calore?

Il prezzo di una pompa di calore non è un numero solo, ed è per questo che non lo trovi scritto da nessuna parte: dipende dalla potenza in kW che serve alla tua casa, dai terminali che hai già (termosifoni, ventilconvettori o pavimento radiante), dallo spazio per l'unità esterna, dalla potenza del contatore e dalle opere murarie. Chi ti dà un prezzo al telefono ti sta dando il prezzo della casa di qualcun altro. Sul lato dei consumi abbiamo messo giù i conti: quanto consuma una pompa di calore.

Quello che possiamo dirti con certezza è quanto ne torna indietro. Il Conto Termico 3.0 copre fino al 65% della spesa ammissibile in conto capitale, con rimborso dal GSE (D.M. 7 agosto 2025, operativo dal 25 dicembre 2025). In alternativa l'ecobonus lavora come detrazione fiscale, con un limite massimo di 30.000 EUR di detrazione per unità immobiliare. I due non si cumulano sulla stessa spesa: si sceglie quello che conviene al tuo caso, e la scelta cambia il conto finale molto più della marca della macchina. Puoi saperlo prima con il calcolatore del Conto Termico.

Noi partiamo dal sopralluogo e dal calcolo del fabbisogno, poi mettiamo per iscritto due numeri: la spesa e il rientro. Se non tornano, te lo diciamo.

Il numero che conta non il prezzo di listino, ma quanto spendi davvero dopo l'incentivo e in quanto tempo rientri.

06Incentivi e manutenzione

Con gli incentivi giusti rientri prima

Sull'installazione di una pompa di calore nel 2026 restano attivi strumenti come il Conto Termico 3.0 e l'ecobonus, con requisiti e tetti propri. Ti diciamo cosa è applicabile al tuo caso prima di partire: il quadro completo è negli incentivi e agevolazioni. Se sei in dubbio fra i due, li abbiamo messi a confronto: Conto Termico o Ecobonus, quale scegliere.

E una volta installata, la pompa di calore va mantenuta per restare efficiente: la mettiamo nel canone di Tagliando Casa, insieme a condizionatore e caldaia, con un solo interlocutore. Operiamo a Milano e provincia.

Domande frequenti

Come funziona una pompa di calore?

Una pompa di calore non brucia combustibile: sposta il calore. Preleva energia dall'aria, dall'acqua o dal terreno e la porta in casa per riscaldare d'inverno; d'estate inverte il ciclo e raffresca. Con poca energia elettrica ne rende molta di più in calore, e per questo è efficiente.

La pompa di calore funziona con i termosifoni?

Sì, ma rende di più quando lavora a bassa temperatura, come con il pavimento radiante o con radiatori ben dimensionati. Sui termosifoni esistenti spesso funziona, soprattutto se la casa è ben isolata; in alcuni casi conviene rivedere i corpi scaldanti. Lo si valuta con un sopralluogo.

Qual è la differenza tra pompa di calore aria-aria e aria-acqua?

La aria-aria scalda e raffresca soffiando aria, come un climatizzatore: ideale per il raffrescamento e per riscaldare singoli ambienti. La aria-acqua scalda l'acqua dell'impianto e alimenta termosifoni o pavimento radiante e l'acqua calda sanitaria: è quella che di norma sostituisce la caldaia.

Conviene sostituire la caldaia con una pompa di calore?

Spesso sì, soprattutto con una casa isolata, impianto a bassa temperatura e incentivi attivi: una pompa di calore riscalda e raffresca con un solo sistema e abbatte i consumi. Va però valutata sul caso reale - radiatori, spazi per l'unità esterna, contatore elettrico - prima di decidere.

Cos'è un sistema ibrido caldaia e pompa di calore?

Un sistema ibrido caldaia a condensazione e pompa di calore è un impianto che tiene insieme le due macchine, con una logica che sceglie momento per momento la fonte più conveniente. Nelle mezze stagioni e con temperature miti lavora la pompa di calore, efficiente e a basso consumo; quando fuori fa molto freddo o serve molta acqua calda in fretta interviene la caldaia. Così si tiene il vantaggio della pompa di calore senza rinunciare alla potenza della caldaia nei giorni più rigidi.

Quando conviene un sistema ibrido?

Conviene soprattutto quando sostituire del tutto la caldaia sarebbe difficile: case con radiatori ad alta temperatura, climi rigidi o spazi elettrici limitati per una pompa di calore di grande potenza. L'ibrido fa lavorare la pompa di calore per la maggior parte dell'anno e lascia alla caldaia i picchi di freddo, riducendo i consumi senza stravolgere l'impianto. Se invece la casa è ben isolata e a bassa temperatura, spesso conviene la sola pompa di calore: lo decidiamo con un sopralluogo.

Quanto consuma una pompa di calore?

Consuma energia elettrica, ma ne restituisce in calore molta di più di quanta ne assorbe: il rapporto dipende dal modello, dalla temperatura di lavoro e da quanto è isolata la casa. Più l'impianto lavora a bassa temperatura, più il consumo scende. Una stima seria si fa sulla casa specifica.

Posso installare una pompa di calore in condominio?

Se parliamo del tuo appartamento, sì: la pompa di calore è un impianto privato, non serve il permesso dell'assemblea. Va però trovato posto all'unità esterna, e lì entrano il regolamento condominiale, il decoro architettonico della facciata e - nelle zone vincolate o in centro storico - i vincoli paesaggistici e il regolamento edilizio comunale. Contano anche la distanza dalle finestre dei vicini e la rumorosità della macchina: abbiamo messo nero su bianco quanto rumore fa e come si riduce. La carica del refrigerante la fa personale certificato F-gas ai sensi del DPR 146/2018. In sopralluogo verifichiamo dove può stare l'unità esterna prima di proporti qualcosa. Se invece il tema è sostituire la caldaia condominiale con una pompa di calore centralizzata, la decisione è dell'assemblea: quella la seguiamo come terzo responsabile dell'impianto.

Qual è il prezzo di una pompa di calore, indicativamente?

Il prezzo di una pompa di calore dipende dalla potenza in kW, dai terminali già presenti in casa e dalle opere necessarie: una taglia da appartamento e una da villa indipendente non stanno nella stessa cifra, e chiunque ti dia un numero prima di aver visto l'impianto sta indovinando. Il dato certo è quanto ne rientra: il Conto Termico 3.0 copre fino al 65% della spesa ammissibile in conto capitale, mentre l'ecobonus lavora in detrazione fino a 30.000 EUR per unità immobiliare; sullo stesso intervento non si sommano, quindi si sceglie. Noi il prezzo lo scriviamo dopo il sopralluogo, insieme al tempo di rientro.

Che differenza c'è tra pompa di calore monoblocco e inverter?

Sono due cose diverse che spesso si confondono. Una pompa di calore monoblocco ha tutto il circuito frigorifero in un'unica macchina da esterno e porta dentro casa solo acqua: l'installazione è più semplice e non serve un patentino F-gas per il collegamento idraulico. La versione split divide invece la macchina in due unità collegate da tubi con il refrigerante. Inverter non è un tipo di macchina ma la tecnologia del compressore, che modula i giri invece di accendersi e spegnersi: oggi è lo standard su entrambe, e serve proprio a lavorare a carico parziale, che è come una pompa di calore passa la maggior parte del tempo.

Un impianto di riscaldamento ibrido: come funziona con caldaia e pompa di calore?

Un sistema di riscaldamento ibrido mette insieme una caldaia a condensazione e una pompa di calore, e una centralina decide di volta in volta quale conviene far lavorare. Nelle mezze stagioni e sopra una certa temperatura esterna lavora la pompa di calore, che rende di più; quando fuori è molto freddo o serve acqua calda a temperatura alta subentra la caldaia. Le caldaie ibride con pompa di calore hanno senso soprattutto nelle case con radiatori esistenti, dove sostituire tutto in una volta costerebbe troppo: si aggiunge la pompa di calore e si tiene la caldaia come integrazione, invece di rifare i terminali.

Che cos'è un sistema ibrido con caldaia splittata idronica?

Nel gergo dei costruttori "splittato" indica l'ibrido a due corpi: la caldaia a condensazione da una parte, il modulo idronico della pompa di calore dall'altra, collegati sul lato acqua invece che chiusi in un unico apparecchio. La logica di funzionamento resta quella dell'ibrido - pompa di calore nelle mezze stagioni, caldaia sui picchi di freddo e sull'acqua calda - mentre cambiano ingombro, posizionamento e accesso per la manutenzione. Ogni costruttore usa nomi suoi: partiamo dallo schema del produttore e dallo spazio che c'è davvero.

Che cos'è lo SCOP di una pompa di calore?

Lo SCOP è il coefficiente di prestazione stagionale: dice quanto calore rende in media una pompa di calore, su un'intera stagione di riscaldamento, per ogni unità di energia elettrica che consuma. A differenza del COP, misurato in una sola condizione di prova, pesa il rendimento sulle ore a temperature esterne diverse. Il Reg. (UE) 813/2013 lo calcola per un clima medio di riferimento; il metodo è nella norma tecnica UNI EN 14825.

Una pompa di calore funziona anche sotto zero?

Sì. Ogni pompa di calore aria-acqua ha una temperatura limite di esercizio, che il fabbricante dichiara secondo il Reg. (UE) 813/2013: sotto quella soglia non dà più calore. Sopra, lavora anche sotto zero, con una resa più bassa e cicli di sbrinamento, perché sullo scambiatore esterno si forma brina. Per questo la dimensioniamo sulla temperatura di progetto della zona e, dove serve, prevediamo un'integrazione.

Meglio una pompa di calore aria-acqua o aria-aria?

Dipende da cosa deve fare in casa. Se deve prendere il posto della caldaia, di solito serve una aria-acqua: scalda l'acqua di termosifoni o pavimento radiante e può produrre anche acqua calda sanitaria. Se l'obiettivo è raffrescare d'estate e scaldare qualche stanza nelle mezze stagioni, basta una aria-aria, che lavora come un climatizzatore ma non produce acqua calda. Lo decidiamo in sopralluogo, partendo dall'impianto che c'è già.

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