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Quali impianti deve avere in ordine una struttura sanitaria?

Se gestisci una clinica, un poliambulatorio, una RSA o una day surgery, gli impianti hanno una lista di controllo che va tenuta in ordine tutto l'anno, non solo prima di una verifica. Qui trovi cosa guardare, zona per zona, e perché: solo la parte impiantistica, con i riferimenti in chiaro.

Che cosa copre questa checklist, e cosa resta fuori?

Copre la sola parte impiantistica di una struttura sanitaria: aeraulica, acqua, continuità e documentazione degli impianti. Restano fuori, e competono alla struttura e a professionisti o organismi abilitati, l'accreditamento e l'autorizzazione sanitaria, la valutazione del rischio legionella e le verifiche antincendio. Noi teniamo impianto, manutenzione e monitoraggio in ordine.

Se stai preparando un accreditamento o un rinnovo, il percorso e i suoi requisiti li abbiamo spiegati nell'approfondimento su come preparare gli impianti di una clinica all'accreditamento. Questa invece è una lista operativa, valida per cliniche, poliambulatori, RSA e day surgery, da usare tutto l'anno e non solo davanti a una verifica. È lo stesso metodo con cui lavoriamo nel settore cliniche e sanità. La stessa logica, applicata a chi apre o riapre una struttura ricettiva, la trovi nella checklist degli impianti prima dell'apertura di un hotel.

Aeraulica e ricambi d'aria: cosa verificare zona per zona?

I ricambi d'aria non sono uguali ovunque: cambiano con la zona. Per la sala operatoria il DPR 14 gennaio 1997, n. 37 fissa almeno 15 ricambi d'aria esterna all'ora, insieme a temperatura tra 20 e 24 gradi, umidità relativa tra 40 e 60 per cento, filtrazione assoluta e pressione differenziale positiva. Per gli altri ambienti le portate di progetto derivano dalla norma tecnica UNI 10339.

Aeraulica per zona: cosa verificare e perché. Elenco indicativo, da adattare alla struttura.
ZonaCosa verificarePerché
Sala operatoriaAlmeno 15 ricambi/h di aria esterna, temperatura, umidità, portate misurateValori di legge (DPR 37/1997): fuori soglia, non si opera
Degenze e ambulatoriPortate d'aria di progetto rispettate e stabiliComfort e qualità dell'aria secondo UNI 10339
Locali sporchi e depositiEstrazione dedicata e verso il basso della cascataEvitare che l'aria contaminata risalga verso i locali puliti
Tutte le zoneBilanciamento aria immessa/estratta e stato delle serrandeUno sbilanciamento sposta le pressioni e la qualità dell'aria

Per gli impianti aeraulici del blocco operatorio il riferimento tecnico è la UNI 11425 sui sistemi a contaminazione controllata. È una norma volontaria, cogente solo se un capitolato o la normativa regionale la richiama: va letta con la struttura, non presunta. Il funzionamento lo abbiamo raccontato nell'approfondimento su ventilazione e microclima in sala operatoria. Se un termine non ti è familiare, lo trovi nel glossario.

Filtrazione dell'aria: quali stadi, e dove servono?

La filtrazione va a stadi crescenti verso i locali critici. Nella sala operatoria il DPR 14 gennaio 1997, n. 37 richiede filtrazione assoluta (filtri ad alta efficienza sull'ultimo stadio); negli altri ambienti bastano stadi di prefiltrazione e filtrazione fine ben tenuti. Il punto da verificare non è solo la classe del filtro, ma che sia integro, in sede e sostituito secondo il piano.

Dove la struttura ospita laboratori o ambienti a contaminazione controllata, la classificazione della pulizia dell'aria segue la serie UNI EN ISO 14644 sulle camere bianche. Anche qui vale la regola dei due piani: la norma tecnica dà il metodo, mentre la qualifica dell'ambiente resta della struttura e dei professionisti che la eseguono. Sul filtro il nostro compito è concreto: verifica delle perdite di carico, tenuta del telaio, sostituzione tracciata.

Pressioni relative: come si tiene la cascata tra le zone?

Le pressioni relative servono a far muovere l'aria sempre dai locali puliti verso quelli sporchi, mai il contrario. La sala operatoria lavora in pressione positiva rispetto ai locali adiacenti (DPR 37/1997); i locali di isolamento per pazienti infettivi vanno invece in pressione negativa. In mezzo c'è una cascata di pressioni che va misurata e mantenuta, non solo impostata una volta.

Cascata di pressioni: l'aria va dal pulito verso lo sporco + = Sala operatoria Corridoio Isolamento pressione positiva neutra pressione negativa
La cascata di pressioni tra locali di una struttura sanitaria. Schema qualitativo; la pressione positiva della sala operatoria è fissata dal DPR 14 gennaio 1997, n. 37.

Acqua calda sanitaria e legionella: cosa controllare sull'impianto?

Sul lato impianti la legionella si combatte con tre leve: temperatura dell'acqua tenuta fuori dall'intervallo di crescita del batterio, ricircolo efficace su tutta la rete e assenza di rami morti dove l'acqua ristagna. Le Linee guida dell'Accordo Stato-Regioni del 7 maggio 2015 e l'obbligo di valutazione del rischio biologico del D.Lgs 81/2008 sono i riferimenti a cui la struttura ancora il proprio piano.

La valutazione del rischio legionella e gli eventuali campionamenti dell'acqua, con il metodo della norma tecnica UNI EN ISO 11731, competono alla struttura e ai professionisti abilitati: non li facciamo noi. A noi la parte impiantistica, e la traccia scritta di ogni intervento. Come il batterio si annida e come si previene lo spieghiamo nella guida a legionella e impianti e, in concreto per una struttura sanitaria, nell'approfondimento su la legionella negli impianti di una clinica.

Continuità, temperatura e umidità: cosa monitorare e come?

In una struttura sanitaria un fermo impianto non è solo un disagio: sposta fuori soglia i parametri che il DPR 37/1997 richiede sui locali critici e può bloccarne l'attività. La checklist qui riguarda la ridondanza dei gruppi sui reparti sensibili, i tempi di ripristino concordati e un controllo continuo di temperatura, umidità e pressioni, così che uno scostamento si veda prima di diventare un problema.

È dove il monitoraggio degli impianti fa la differenza: un sistema di supervisione tarato registra gli andamenti, segnala le derive e allo stesso tempo produce lo storico dei parametri che serve poi a dimostrare come i locali sono stati tenuti sotto controllo. Se vuoi mettere un valore sul rischio del fermo, puoi stimare il costo di un fermo impianto col tuo settore.

Documentazione e tarature: quali registri tenere aggiornati?

La documentazione è la metà meno visibile della checklist, e quella che salta fuori per prima quando serve. Il nucleo è il libretto di impianto previsto dal DPR 74/2013, che in Lombardia viene registrato nel catasto regionale CURIT. Attorno ruotano i rapporti di controllo di efficienza energetica, il registro degli interventi, i certificati di taratura degli strumenti e la valutazione del rischio a cura della struttura.

Documentazione impiantistica da tenere in ordine. Elenco indicativo, da adattare alla struttura.
DocumentoRiferimentoCosa dimostra
Libretto di impiantoDPR 74/2013 (CURIT in Lombardia)Identità e storia dell'impianto termico
Rapporti di controllo efficienzaDPR 74/2013Controlli eseguiti alle frequenze di legge
Registro degli interventiAccordo Stato-Regioni 2015Manutenzioni e controlli legionella tracciati
Certificati di taraturaNorme tecniche di riferimentoMisure affidabili di temperatura e pressione
Valutazione del rischioD.Lgs 81/2008 (a cura della struttura)Rischi valutati e misure adottate

La taratura degli strumenti è il punto che sfugge più spesso. Una sonda di temperatura o un trasduttore di pressione fuori taratura restituisce numeri che non valgono, e un parametro "a posto" sul display può non esserlo davvero. Tenere i certificati di taratura in corso di validità è parte del far quadrare i conti con quello che l'impianto misura.

Chi tiene in ordine questa checklist tutto l'anno?

Una checklist come questa non si spunta una volta: si presidia giorno per giorno. Il vantaggio di una gestione a canone, per una struttura sanitaria, è lo storico ordinato. I controlli seguono un calendario, ogni intervento lascia un rapporto e la documentazione impiantistica resta aggiornata. Quando arriva una verifica non si ricostruisce nulla di corsa: si apre un registro già completo.

È il modo in cui lavoriamo sulle strutture sanitarie: manutenzione programmata sui locali critici, interventi in caso di guasto con tempi concordati e una spesa annua nota in anticipo. Nelle strutture che seguiamo, la domanda che ci fanno più spesso non è "quanto costa", ma "chi tiene in ordine le carte quando serve": la risposta è la stessa persona che tiene in ordine l'impianto. È il cuore della manutenzione a canone.

Domande frequenti

Questa checklist sostituisce l'accreditamento o l'autorizzazione sanitaria?

No. L'accreditamento e l'autorizzazione sanitaria sono procedimenti regolati: i requisiti e le verifiche competono alla struttura, alla Regione e agli organismi abilitati, non a un manutentore. Questa è una lista di controllo della sola parte impiantistica, che deve essere in ordine tutto l'anno perché una verifica trovi terreno solido.

Quanti ricambi d'aria servono in una sala operatoria?

Il DPR 14 gennaio 1997, n. 37 fissa per la sala operatoria almeno 15 ricambi d'aria esterna all'ora, oltre a temperatura tra 20 e 24 gradi, umidità relativa tra 40 e 60 per cento, filtrazione assoluta e pressione differenziale positiva. Sono valori di legge: un impianto starato che li porta fuori soglia incide sulla possibilità di operare.

Chi fa la valutazione del rischio legionella in una struttura sanitaria?

La valutazione del rischio legionella e gli eventuali campionamenti competono alla struttura e ai professionisti abilitati, sulla base delle Linee guida dell'Accordo Stato-Regioni del 7 maggio 2015 e dell'obbligo di valutazione del rischio biologico del D.Lgs 81/2008. A noi la parte impiantistica: temperature dell'acqua calda, ricircolo, punti morti, con traccia di ogni intervento.

La UNI 10339 e la UNI 11425 sono obbligatorie?

Sono norme tecniche volontarie: definiscono le buone regole per gli impianti aeraulici (UNI 10339) e per la ventilazione a contaminazione controllata del blocco operatorio (UNI 11425). Diventano cogenti solo se un capitolato o la normativa regionale le richiama. Vanno lette con la struttura, non presunte, mentre i parametri della sala operatoria restano fissati dal DPR 37/1997.

Ogni quanto vanno tarati gli strumenti di misura degli impianti?

La taratura segue il piano definito dalle norme tecniche di riferimento e dal costruttore dello strumento, non una frequenza unica. Il punto pratico è tenere i certificati in corso di validità: una sonda di temperatura o un trasduttore di pressione fuori taratura restituisce numeri che non valgono, e un parametro "a posto" sul display può non esserlo davvero.

Chi ha scritto e validato questo articolo

Nicola Davanzo

Autore

Nicola Davanzo

Fondatore di Flow Impianti. Scrive con uno sguardo gestionale: cosa cambia, per chi decide, sul conto a fine anno.

Validazione tecnica indipendente

Responsabile Tecnico abilitato (DM 37/08)

I contenuti tecnici sono validati dal Responsabile Tecnico abilitato ai sensi del DM 37/08.

Fonti

  1. Presidenza della Repubblica, DPR 14 gennaio 1997, n. 37 - Requisiti minimi per l'esercizio delle attività sanitarie, consultato 2026-12-31, normattiva.it
  2. Conferenza Stato-Regioni, Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Accordo 7 maggio 2015), salute.gov.it
  3. UNI, UNI 10339 - Impianti aeraulici ai fini del benessere, uni.com
  4. UNI, UNI 11425 - Ventilazione e condizionamento a contaminazione controllata per il blocco operatorio, uni.com
  5. UNI, UNI EN ISO 14644 (serie) - Camere bianche e ambienti associati controllati, uni.com
  6. Presidenza della Repubblica, DPR 74/2013 - Esercizio, controllo e manutenzione degli impianti termici, normattiva.it

Contenuto informativo a cura di Flow Impianti Srl. Non costituisce consulenza tecnica, sanitaria o di progetto. L'accreditamento, l'autorizzazione sanitaria, la valutazione del rischio legionella e le verifiche antincendio restano di competenza della struttura e dei professionisti qualificati e abilitati. I riferimenti normativi vanno verificati sul singolo caso.

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