Perché conviene regolare il clima camera per camera?
Conviene perché le camere di un hotel non sono mai tutte piene. Nell'Unione europea, nel 2024, il tasso netto di occupazione dei posti letto negli alberghi si è fermato intorno al 49% (Eurostat): in media una camera è vuota metà delle notti dell'anno. Climatizzarla come se ci dormisse qualcuno è energia che nessuno usa. La regolazione per zona serve a dare clima solo dove e quando serve.
Un impianto a zone tratta ogni camera come un'unità a sé: il suo termostato, il suo stato, il suo orario. Non "tutto il piano acceso o tutto spento", ma una stanza alla volta. È l'opposto del vecchio impianto centralizzato che scalda corridoio e camere allo stesso modo, occupate o no.
Negli hotel che gestiamo, la prima cosa che guardiamo non è la macchina: è il calendario di occupazione. Un tre stelle di città con camere vendute all'ultimo e un resort stagionale chiedono due logiche di regolazione diverse, anche con lo stesso impianto. Qui guardiamo la gestione energetica del comfort; per il quadro completo su comfort e continuità in hotel abbiamo un approfondimento dedicato.
Cosa fa il clima quando una camera è vuota, e come torna pronta?
Quando una camera è libera, l'impianto non si spegne: allarga la banda di temperatura. È il setback. Invece di tenere 21 gradi in una stanza vuota, si lascia scostare il valore di qualche grado e lo si riporta al comfort prima dell'arrivo dell'ospite. In riscaldamento ogni grado di setback vale intorno al 7% di energia (ADEME). Risultati indicativi.
Il punto delicato è il ritorno in temperatura. Un setback profondo risparmia di più, ma serve tempo e potenza per recuperare: se l'ospite entra in una camera ancora fredda, il risparmio si è trasformato in un reclamo. Per questo la camera libera non resta ferma, ma viene pre-condizionata sull'orario di check-in previsto. È il bilancio tra risparmio e prontezza, e si decide sull'inerzia dell'edificio.
Come si collega il clima al PMS dell'hotel?
Il collegamento passa dal PMS, il gestionale delle prenotazioni, che sa lo stato di ogni camera: venduta, libera, in arrivo, in partenza. Quando il sistema di regolazione legge questo stato, il check-out fa scattare il setback e una camera prenotata viene riportata in temperatura per l'ora prevista. Il risparmio sulle camere vuote smette di essere un rischio per il comfort.
Sul campo si aggiungono i controlli in camera: il contatto della finestra che sospende la climatizzazione se è aperta, il rilevamento di presenza che abbassa la potenza quando la stanza è vuota anche se venduta. Sono i mattoni di un sistema di gestione delle camere (GRMS) che parla con l'impianto. Perché questo funzioni serve leggere i dati, non solo installarli: è il lavoro del monitoraggio degli impianti.
Perché un VRF a recupero di calore aiuta con le camere sfalsate?
Perché regola ogni camera sul suo carico e, nelle versioni a recupero di calore, sposta il calore invece di buttarlo. In un albergo le camere sul lato sole possono chiedere freddo mentre quelle a nord chiedono caldo, nello stesso momento: un VRF a recupero prende il calore dalle prime e lo dà alle seconde, con un solo impianto.
È la stessa logica per zona che regge la gestione a occupazione variabile: molte unità, ognuna sul proprio stato. Abbiamo raccontato in dettaglio come funziona un VRF e quando conviene; per un hotel il punto è abbinarlo alla regolazione per camera, ed è quello di cui ci occupiamo con la gestione dei sistemi VRF e VRV.
Occupazione e regolazione: quale strategia per ogni scenario?
Non esiste un'unica regolazione giusta: dipende dallo stato della camera. La logica che applichiamo lega tre cose - lo stato di occupazione, la strategia di regolazione e l'effetto atteso su comfort e consumo. La tabella qui sotto è lo schema da cui partiamo, poi tarato sull'edificio.
| Stato della camera | Strategia di regolazione | Effetto (comfort / consumo) |
|---|---|---|
| Occupata | Setpoint di comfort, ventilazione su presenza | Comfort pieno / consumo pieno |
| Venduta, ospite in arrivo | Setback leggero + pre-condizionamento sull'orario di check-in | Pronta all'arrivo / risparmio medio |
| Libera invenduta | Setback profondo, banda ampia | Comfort non richiesto / risparmio alto |
| Fuori servizio | Solo protezione (antigelo o limite estivo) | Nessun comfort atteso / risparmio massimo |
| Aree comuni | Regolazione per fascia oraria e presenza | Comfort sugli orari d'uso / consumo modulato |
Lo stesso schema vale in bassa stagione: conviene concentrare gli ospiti su pochi piani e mettere gli altri in protezione, invece di scaldare o raffrescare corridoi vuoti. La regola pratica è semplice, la taratura no: cambia con l'edificio, con la stagione e con il ritmo delle prenotazioni.
Quanto pesa l'automazione? La classe BACS (UNI EN ISO 52120-1)
Pesa parecchio. La UNI EN ISO 52120-1, che ha sostituito la EN 15232, classifica l'automazione degli edifici in quattro classi da D ad A e ne stima l'effetto sui consumi. Per gli hotel, passare da un controllo standard (classe C, riferimento 1,00) a un'automazione avanzata (classe A) porta il fabbisogno termico a 0,68: circa un terzo in meno, a parità di edificio.
È una norma tecnica volontaria, quindi un riferimento di buona tecnica più che un obbligo. Il quadro nazionale sui requisiti minimi degli edifici, però, richiama i sistemi BACS di classe adeguata per gli edifici non residenziali sopra una certa potenza: il riferimento puntuale è nella scheda della UNI EN ISO 52120-1. Sul rapporto tra ventilazione, automazione e dato nel terziario abbiamo un approfondimento a parte.
Chi regola e monitora l'impianto dopo l'installazione?
La regolazione a zone non è installa e dimentica. Le bande di setback, gli orari di pre-condizionamento e le soglie vanno tarati stagione per stagione e riletti quando cambia il calendario di occupazione. È la parte meno visibile e quella che decide se il risparmio promesso arriva davvero sul conto di fine anno.
Noi gestiamo gli impianti a canone: manutenzione programmata, intervento in caso di guasto con tempi concordati e taratura della regolazione, con la spesa annua nota in anticipo. È la manutenzione a canone che teniamo insieme al monitoraggio degli impianti, ed è il modo con cui seguiamo gli impianti degli hotel nel tempo.
Se la regolazione a zone arriva su un albergo già in funzione, l'intervento va pianificato per non fermare le camere: ne abbiamo scritto in come riqualificare gli impianti di un hotel senza chiuderlo. E prima di ogni stagione conviene una verifica pre-apertura.