Perché una piscina coperta ha bisogno di deumidificazione?
Perché la superficie dell'acqua evapora di continuo e carica l'aria di vapore: senza un impianto che lo smaltisca, l'umidità relativa sale oltre i limiti di comfort e igiene. La deumidificazione fa il bilancio igrometrico dell'ambiente vasca, togliendo tanta acqua dall'aria quanta ne evapora, e mantiene l'umidità relativa sotto il 70% previsto per le piscine coperte (Accordo Stato-Regioni 2003).
L'evaporazione non è costante: cresce con la temperatura dell'acqua, con l'agitazione della superficie e con il numero di bagnanti. Una vasca con idromassaggio e scivoli evapora molto più di una a specchio d'acqua fermo. Per questo l'impianto va dimensionato sul carico reale della vasca, non su un valore medio, e va gestito guardando i dati stagione per stagione. Vale per gli impianti di wellness e piscine che seguiamo a Milano e in Lombardia.
Se ti interessa il tema più ampio della qualità dell'aria interna e della ventilazione meccanica, lo trattiamo nell'approfondimento su qualità dell'aria indoor e VMC. Qui restiamo sulla piscina coperta, dove il vincolo dominante è l'umidità.
Quali parametri tenere: umidità e temperatura?
I due parametri cardine sono l'umidità relativa e la temperatura dell'aria rispetto all'acqua. L'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, recepito in Lombardia dalla DGR 8/2552/2006, chiede che nell'ambiente vasca l'umidità relativa non superi il 70% e che l'aria non sia più fredda dell'acqua. La buona tecnica tiene l'aria di circa 1-2 gradi sopra la temperatura dell'acqua, per limitare l'evaporazione. Risultati indicativi.
C'è anche la velocità dell'aria: nella zona frequentata a bordo vasca non deve superare 0,10 metri al secondo, per non dare la sensazione di freddo a chi è bagnato. È un vincolo che pesa sulla distribuzione dell'aria: nelle piscine coperte che gestiamo, la mandata va indirizzata sulle vetrate e mai sui bagnanti, altrimenti si crea corrente e si formano zone di condensa dove l'aria ristagna.
Ricambi d'aria e aria esterna: quanto serve?
L'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 chiede un rinnovo di aria esterna di almeno 20 metri cubi all'ora per ogni metro quadrato di superficie della vasca, con il dimensionamento della ventilazione riferito alla norma tecnica UNI 10339. Serve a smaltire umidità e cloramine e a tenere l'aria respirabile a bordo vasca. Valore indicativo.
| Parametro | Valore indicativo | Fonte |
|---|---|---|
| Umidità relativa | non oltre il 70% | Accordo Stato-Regioni 2003 |
| Temperatura aria | non sotto l'acqua, circa +1-2 gradi | Accordo 2003 e buona tecnica |
| Velocità aria (zona vasca) | non oltre 0,10 m/s | Accordo Stato-Regioni 2003 |
| Aria esterna di rinnovo | almeno 20 m³/h per m² di vasca | Accordo 2003, UNI 10339 |
Sui ricambi si gioca un equilibrio: più aria esterna immetti, più smaltisci umidità e odori, ma più energia spendi per scaldare e deumidificare aria fresca. È il motivo per cui la sola immissione di aria esterna non basta e serve una macchina che deumidifica e recupera, non solo un ventilatore. La UNI 10339 fissa le portate di progetto; il come raggiungerle con efficienza è il lavoro dell'impianto.
Recupero di calore: si può risparmiare?
Sì, ed è la voce che pesa di più sul conto energetico di una piscina coperta. L'aria espulsa è calda e umida: un recuperatore di calore le sottrae energia e la restituisce all'aria fresca in ingresso, così non si scalda tutto da zero. Le unità di deumidificazione a pompa di calore recuperano anche il calore latente della condensa, riportandolo all'acqua della vasca o all'aria. Risultati indicativi, dipendono dall'impianto.
È una capsula di esperienza che ripetiamo spesso: in una piscina coperta il costo non è la macchina, è l'energia che consuma ogni giorno per dodici mesi l'anno. Un recupero ben dimensionato e tenuto pulito cambia la bolletta più di qualsiasi altra scelta. Per questo lo trattiamo insieme all'esercizio dell'impianto della piscina e al monitoraggio dei consumi, non come un accessorio.
Condensa, muffa e corrosione: dove guardare?
Guarda dove l'aria calda e umida incontra il freddo: vetrate, serramenti, ponti termici, angoli non ventilati. Lì il vapore condensa, e la condensa alimenta muffa e, insieme alle cloramine dell'acqua trattata, corrode strutture metalliche, canali e componenti. È il danno lento che non si vede finché non diventa costoso: un impianto di deumidificazione tarato e ricambi corretti lo prevengono alla radice.
Il segnale più comune è la condensa persistente sui vetri interni al mattino: quasi sempre vuol dire umidità troppo alta o distribuzione dell'aria che non lambisce le superfici fredde. Prima di cambiare la macchina conviene verificare taratura delle sonde, portate reali e stato dei filtri: spesso il problema è lì, non nella potenza installata.
Manutenzione: batterie, filtri, sonde e segnali di guasto?
La manutenzione di una piscina coperta va programmata, non fatta a chiamata: pulizia e sostituzione dei filtri, controllo delle batterie di scambio e del recuperatore, taratura periodica delle sonde di umidità e temperatura, verifica di scarichi e bacinelle di condensa. In un ambiente umido e corrosivo le sonde derivano e i filtri si sporcano in fretta: senza controlli regolari i parametri se ne vanno senza che nessuno se ne accorga.
I segnali di un impianto che sta perdendo colpi sono concreti: condensa sui vetri, odore pungente di cloro a bordo vasca, muffa negli angoli, aria che sembra troppo fredda o troppo pesante. Quando compaiono, l'impianto sta già lavorando fuori parametro. Gestire a canone tiene i controlli tracciati e ripetibili: è la parte più utile di come lavoriamo con la manutenzione a canone, con spesa annua nota e interventi in caso di guasto a tempi concordati, invece che a impianto già fermo.