Perché sull'acqua calda ci sono due temperature opposte?
Perché due rischi diversi chiedono due temperature diverse, e non nello stesso punto dell'impianto. La legionella prolifera nell'acqua tiepida e ferma, quindi l'accumulo va tenuto caldo. Le scottature, invece, avvengono al rubinetto, dove l'acqua non deve arrivare bollente. La soluzione non è scegliere un numero di compromesso, ma separare i due punti: caldo dove si conserva l'acqua, tiepido dove la si usa.
Cosa sia l'acqua calda sanitaria e cos'è la legionella li trovi definiti nel glossario, alle voci acqua calda sanitaria e legionella. Qui non ripetiamo le definizioni: guardiamo il conflitto pratico tra i due setpoint e come lo si risolve nell'impianto.
È un tema che si sente poco perché sembra tecnico, ma tocca chiunque gestisca un edificio con più utenze: un condominio, un hotel, una clinica, un centro benessere. Sbagliare da una parte espone a un rischio sanitario, dall'altra a un'ustione. Sapere dove va il caldo e dove va il tiepido è tutto.
Perché l'accumulo va tenuto ad almeno 60 gradi?
L'accumulo va tenuto ad almeno 60 gradi perché la legionella prolifera soprattutto tra i 25 e i 45 gradi e si inattiva sopra i 60. Le linee guida nazionali per la prevenzione della legionellosi (Accordo Stato-Regioni del 7 maggio 2015) indicano di mantenere il serbatoio ad almeno 60 gradi e la temperatura di erogazione non sotto i 50. Un serbatoio tiepido, tenuto basso per consumare meno, è esattamente l'ambiente che il batterio predilige.
Il calore, però, serve nell'accumulo e nelle tubazioni di ricircolo, dove l'acqua ristagna, non necessariamente al punto d'uso. È una distinzione che cambia tutto: tenere caldo il serbatoio è una cosa, consegnare acqua bollente al rubinetto è un'altra. Il tema più ampio della prevenzione negli edifici lo trattiamo nella guida su legionella e impianti.
A che temperatura l'acqua calda scotta?
Il rischio di scottatura cresce in fretta oltre i 50 gradi: a quelle temperature un'ustione può prodursi in pochi secondi, e i tempi si accorciano molto per bambini e anziani, che hanno la pelle più sottile e riflessi più lenti nel togliere la mano dal getto. È la ragione per cui non basta fermarsi alla legionella: se l'acqua calda arriva al rubinetto alla stessa temperatura del serbatoio, il problema si sposta soltanto, da batterico a fisico.
Per questo, dove l'acqua serve a persone potenzialmente vulnerabili - camere d'albergo, reparti, spogliatoi, appartamenti con bambini o anziani - la temperatura ai punti di erogazione va contenuta. L'intervallo di uso pratico si colloca in genere tra i 42 e i 48 gradi: abbastanza da fare una doccia calda, non abbastanza da ustionare. Il numero preciso dipende dalla destinazione, ma il principio non cambia: al rubinetto non arriva l'acqua dell'accumulo.
Come si tengono insieme accumulo caldo ed erogazione tiepida?
Si tengono insieme con un miscelatore termostatico: una valvola che dosa automaticamente acqua calda e fredda per erogare una temperatura costante e preimpostata, di solito tra i 42 e i 48 gradi, anche quando la temperatura in ingresso cambia. Il miscelatore scollega la temperatura di erogazione da quella di accumulo. È questo il pezzo che risolve il conflitto: il serbatoio resta a 60 gradi contro la legionella, il rubinetto riceve acqua che non scotta.
Abbassare la temperatura per risparmiare: si può?
Abbassare l'accumulo sotto i 50 gradi per consumare meno è la mossa che sconsigliamo: fa entrare l'acqua nella fascia in cui la legionella prolifera, e il piccolo risparmio in bolletta non ripaga il rischio sanitario. Il modo corretto di spendere meno sull'acqua calda è un altro, e agisce sulle dispersioni, non sulla soglia di sicurezza: coibentare le tubazioni, ridurre il ricircolo inutile, dimensionare bene l'accumulo.
Sul rendimento energetico dell'accumulo il riferimento di buona tecnica è la UNI EN 15332:2020, che fornisce un metodo per stimare le dispersioni termiche dei serbatoi di acqua calda sanitaria fino a 2.000 litri. È una norma opzionale, non un obbligo: serve a confrontare e scegliere gli accumuli sul dato di dispersione, non a giustificare un abbassamento di temperatura. Quanto pesa lo strato di calcare sul consumo, e come si mantiene un serbatoio, lo trattiamo nell'approfondimento sulla manutenzione del bollitore ACS.
Chi imposta i setpoint e chi valuta il rischio?
Sono due ruoli distinti. Impostare e verificare le temperature - taratura del termostato di accumulo, regolazione del miscelatore, controllo della temperatura ai punti d'uso - è lavoro da impiantista abilitato. La valutazione del rischio legionella e i controlli microbiologici - campionamenti, analisi di laboratorio, registro degli interventi - restano di competenza dei professionisti e dei laboratori qualificati, secondo le linee guida del 2015. Il lato impianto regge la prevenzione, ma non la sostituisce.
| Attività | Impiantista abilitato | Professionista/laboratorio qualificato |
|---|---|---|
| Taratura del setpoint di accumulo | Sì | - |
| Installazione e regolazione del miscelatore | Sì | - |
| Coibentazione e ricircolo | Sì | - |
| Valutazione del rischio legionella | - | Sì |
| Campionamenti e analisi microbiologiche | - | Sì |
Come impiantisti ci teniamo dentro il nostro perimetro: setpoint, miscelatori, coibentazione, temperatura di erogazione e continuità del servizio. Dove serve la valutazione del rischio, la indirizziamo al professionista competente e ci coordiniamo con lui sul lato tecnico. Sono due pezzi che si incastrano, non uno che scavalca l'altro.
Perché i setpoint dell'acqua calda stanno bene in un canone?
Perché non è un'impostazione da fare una volta e dimenticare. La temperatura di accumulo va verificata, il miscelatore va controllato che non derivi, la coibentazione va tenuta d'occhio: sono controlli piccoli, ricorrenti, facili da rimandare finché qualcosa non va storto. Con la gestione a canone questi controlli sono già pianificati, con una cadenza fissa e un referente unico, invece di scattare solo dopo una lamentela o un allarme.
Per un edificio con più utenze è la logica della nostra manutenzione a canone: temperature, setpoint e continuità del servizio seguiti con regolarità, così l'acqua calda resta al punto giusto senza che qualcuno debba ricordarsene ogni volta. Per un privato è il senso del Tagliando Casa, che tiene sotto controllo l'impianto termico e l'acqua calda con una cadenza programmata.