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Piano sociale per il clima

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Tipo
Altro
Beneficiari
Impresa
Intensità indicativa
Contributo in conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili, sia sugli alloggi di edilizia residenziale pubblica sia sugli immobili delle microimprese vulnerabili; sull'edilizia residenziale pubblica l'investimento può arrivare al 100% cumulando altri contributi pubblici. La componente edilizia del Piano vale 3.295 milioni di euro nel periodo 2027-2032: 1,95 miliardi agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, 1,25 miliardi agli immobili delle microimprese vulnerabili e 95,2 milioni all'elettrificazione dei consumi domestici. Il Piano dimensiona gli interventi su un costo stimato di 190 euro al metro quadro per gli alloggi pubblici e di 15.000 euro medi per intervento sugli immobili delle microimprese. Le regole di accesso e i criteri di ammissibilità li fisserà l'atto attuativo atteso nel primo trimestre 2027.
Modalità
Non ancora definita
Si applica a
Ultima verifica
8 settembre 2026, su fonte primaria

Il Piano sociale per il clima è il programma con cui l'Italia userà il Fondo sociale per il clima europeo per accompagnare famiglie vulnerabili e microimprese all'avvio dell'ETS2, il sistema di prezzo del carbonio esteso agli edifici. Approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026 e trasmesso alla Commissione europea, vale circa 9,3 miliardi di euro, di cui circa 2,3 di cofinanziamento nazionale. Per gli impianti conta la Componente 1 - edilizia, che finanzia la riqualificazione energetica degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e degli immobili di proprietà delle microimprese vulnerabili in classe energetica F e G: fra gli interventi ammissibili il Piano cita la sostituzione dell'impianto di riscaldamento con un impianto di climatizzazione e acqua calda sanitaria a pompa di calore aerotermica, geotermica o idrotermica in classe A+++, il solare termico anche abbinato al solar cooling, l'allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficienti, la microcogenerazione alimentata da fonti rinnovabili e il fotovoltaico abbinato a una pompa di calore. È esclusa la riqualificazione integrale dell'involucro. Gli interventi devono ridurre del 30% l'indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, dimostrato con un attestato di prestazione energetica prima e dopo i lavori. Il sostegno è un contributo in conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili, dentro una dotazione per l'edilizia di 3.295 milioni di euro fino al 2032. Non si può ancora presentare domanda: le regole di accesso sono attese nel primo trimestre 2027 con un atto del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.

Base normativa

Piano sociale per il clima 2026: cosa prevede e quando parte

Non è ancora possibile presentare domanda. Le regole di accesso, i criteri di ammissibilità e le modalità di selezione dei beneficiari saranno fissate da un atto del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, che il Piano colloca nel primo trimestre 2027. Sugli alloggi di edilizia residenziale pubblica gli interventi sono affidati a società di servizi energetici con certificazione UNI CEI 11352, scelte dai soggetti beneficiari con una procedura a evidenza pubblica; per le microimprese il contributo va al proprietario dell'immobile, che deve dimostrare con l'attestato di prestazione energetica prima e dopo i lavori una riduzione del 30% dell'indice di prestazione energetica globale non rinnovabile. Sugli immobili delle microimprese i beneficiari sono selezionati con una procedura competitiva, in cui il contributo è correlato al risparmio energetico conseguito, misurato in tonnellate equivalenti di petrolio.

Contenuto informativo a cura di Flow Impianti Srl. Non costituisce consulenza fiscale né garanzia di ammissibilità. Aliquote, plafond e finestre vanno verificati sulla fonte ufficiale indicata; per la pratica fiscale rivolgersi al proprio professionista.

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Domande frequenti

Che cos'è il Piano sociale per il clima?

È il programma con cui l'Italia userà il Fondo sociale per il clima europeo, istituito dal Regolamento (UE) 2023/955, per accompagnare famiglie vulnerabili, microimprese e utenti dei trasporti all'avvio dell'ETS2, il sistema di prezzo del carbonio esteso agli edifici. Il Consiglio dei ministri lo ha approvato il 4 agosto 2026 e il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica lo ha trasmesso alla Commissione europea, che deve ancora approvarlo. Vale circa 9,3 miliardi di euro, di cui circa 2,3 di cofinanziamento nazionale. Riferimento: Piano sociale per il clima, MASE. (Risultati indicativi, da verificare sulla fonte ufficiale.)

Quali interventi sugli impianti finanzia il Piano sociale per il clima?

La Componente 1 del Piano riguarda l'edilizia e cita fra gli interventi ammissibili la sostituzione dell'impianto di riscaldamento con un impianto di climatizzazione e acqua calda sanitaria a pompa di calore aerotermica, geotermica o idrotermica in classe A+++, il solare termico anche abbinato al solar cooling, l'allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficienti, la microcogenerazione alimentata da fonti rinnovabili e il fotovoltaico abbinato a una pompa di calore. La riqualificazione integrale dell'involucro è esclusa, perché il Piano punta al rapporto costo-efficacia. Riferimento: Piano sociale per il clima, Componente 1. (Risultati indicativi, da verificare sulla fonte ufficiale.)

Da quando si può fare domanda?

Non ancora. Il Piano fissa come primo passo l'entrata in vigore del quadro normativo nel primo trimestre 2027: sarà un atto del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica a stabilire le regole di accesso, i criteri di ammissibilità e le modalità di selezione dei beneficiari. Fino ad allora non esiste uno sportello né un bando a cui presentare domanda. Nel frattempo possiamo valutare con te quali interventi sui tuoi impianti rientrerebbero fra quelli ammissibili. (Risultati indicativi, da verificare sulla fonte ufficiale.)

Chi può accedere alla riqualificazione energetica prevista dal Piano?

Due platee distinte. Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica di totale proprietà pubblica, dove gli interventi vengono affidati a società di servizi energetici con certificazione UNI CEI 11352, scelte dai soggetti beneficiari con una procedura a evidenza pubblica. E gli immobili di proprietà delle microimprese vulnerabili in classe energetica F e G, individuate dal rapporto fra spese energetiche fossili e margine operativo lordo. In entrambi i casi i lavori devono ridurre del 30% l'indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, dimostrato con un attestato di prestazione energetica prima e dopo. (Risultati indicativi, da verificare sulla fonte ufficiale.)

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