Una pompa di calore può scaldare i termosifoni che ho già?
Sì, a una condizione: che l'acqua nei radiatori non debba essere troppo calda. Una pompa di calore rende al meglio quando manda acqua a 35-45 gradi, mentre i termosifoni in ghisa o acciaio delle case italiane sono quasi sempre dimensionati per 60-70 gradi, le temperature di una caldaia (ENEA, vademecum pompe di calore). Dove abbassare la mandata non è praticabile, un modello ad alta temperatura arriva a 65-70 gradi e alimenta i termosifoni esistenti senza modifiche, ma con un rendimento più basso. Il punto non è "termosifoni sì o no", ma a che temperatura riescono a scaldare comunque la stanza.
Negli impianti residenziali che valutiamo, il primo controllo non è la macchina, è il corpo scaldante. Un radiatore largo in un soggiorno ben isolato cede abbastanza calore anche a 45 gradi; uno stretto in una stanza disperdente, no. La verità sta nel calcolo stanza per stanza, non in una regola valida per tutta la casa.
Per questo lo stesso impianto può funzionare in salotto e arrancare in cucina. Se vuoi capire come ci arriviamo, parte da qui il nostro servizio pompa di calore per la casa: un sopralluogo che misura prima di proporre.
Perché la temperatura di mandata conta così tanto?
Perché decide quanto consumi. Secondo ENEA, per ogni grado in più di temperatura di mandata si spende circa il 2,5% di energia in più, e visto che la mandata può variare anche di una decina di gradi è possibile limitare i consumi fino al 25% (ENEA, "10 consigli sul corretto utilizzo degli impianti", 2024). Sulla pompa di calore questo effetto è ancora più netto.
Il motivo è il COP, il rapporto tra calore reso ed energia elettrica consumata. Con un COP pari a 3, per 1 kWh elettrico la pompa di calore restituisce 3 kWh di calore (ENEA, vademecum pompe di calore). Più alta è la temperatura dell'acqua da produrre, più il COP scende: scaldare a 65 gradi costa molta più elettricità che scaldare a 40, a parità di calore consegnato alla stanza.
Quando i termosifoni che ho bastano già?
Bastano quando cedono abbastanza calore a bassa temperatura. Tre condizioni li aiutano: radiatori ampi o sovradimensionati rispetto alla stanza, un buon isolamento dell'involucro, e una casa già abituata a non spingere la caldaia al massimo. In questi casi si scende a 45-50 gradi di mandata senza perdere comfort, ed è la situazione in cui la pompa di calore lavora bene da subito.
| Aspetto | Aiuta la pompa di calore | Richiede un intervento |
|---|---|---|
| Dimensione radiatori | Ampi, sovradimensionati | Stretti, al limite del fabbisogno |
| Isolamento casa | Cappotto, infissi recenti | Muri freddi, infissi datati |
| Temperatura di lavoro attuale | Caldaia già a 50-55 gradi | Caldaia sempre a 70 gradi |
| Tipo di emissione | Ventilradiatori, corpi alettati | Vecchi radiatori in ghisa stretti |
L'isolamento è la leva più sottovalutata. Riducendo le dispersioni, la stessa stanza chiede meno calore, e meno calore significa mandata più bassa: l'involucro lavora a favore della pompa di calore prima ancora del radiatore. Per questo, quando ha senso, mettiamo l'efficientamento dell'involucro nello stesso ragionamento dell'impianto.
Devo cambiare tutti i radiatori, o basta intervenire su alcuni?
Raramente serve rifare tutto. Dopo il calcolo stanza per stanza, di solito emergono pochi punti critici: una o due stanze dove il radiatore non basta alla mandata della pompa di calore. Lì si interviene in modo mirato, sostituendo il corpo scaldante con uno più grande o con un ventilradiatore, che a parità di temperatura cede molto più calore grazie alla ventola. Sono, in sostanza, radiatori a bassa temperatura: corpi scaldanti dimensionati per rendere con acqua meno calda. È così che una pompa di calore per i radiatori esistenti diventa possibile senza rifare l'impianto.
I pannelli radianti a pavimento sono la soluzione che sfrutta meglio la pompa di calore, perché lavorano a 30-35 gradi, ma comportano un cantiere più pesante e non sempre hanno senso in una casa già abitata. Spesso la via di mezzo - qualche radiatore più grande o un paio di ventilradiatori - porta la mandata nella zona giusta con una spesa e un disagio molto inferiori.
E le pompe di calore ad alta temperatura per termosifoni?
Esistono e funzionano: le pompe di calore ad alta temperatura raggiungono 65-75 gradi di mandata e scaldano i termosifoni esistenti senza toccarli. Sono la risposta quando intervenire sui corpi scaldanti o sull'involucro non è praticabile, per esempio in un appartamento vincolato o dove il cantiere non è un'opzione.
Il rovescio è il rendimento. A quelle temperature il COP cala e il consumo elettrico sale, quindi il risparmio in bolletta è minore rispetto a un impianto a bassa temperatura. Non è una scelta sbagliata, è una scelta da fare a occhi aperti: si paga in elettricità la comodità di non toccare i radiatori. Va valutata caso per caso, mettendo sul piatto sia la spesa di installazione sia quella d'esercizio. Nell'approfondimento dedicato spieghiamo come funziona una pompa di calore ad alta temperatura.
Quali incentivi 2026 posso usare per la pompa di calore?
Nel 2026 una pompa di calore può rientrare in due strade alternative. Con il Conto Termico 3.0 ottieni un contributo in conto capitale fino al 65% della spesa ammessa (D.M. 7 agosto 2025). In alternativa, con l'Ecobonus detrai il 50% se è l'abitazione principale e il 36% per gli altri immobili, fino a una detrazione massima di 30.000 euro per la pompa di calore (Legge di Bilancio 2026, L. 199/2025).
| Strumento | Beneficio 2026 | Fonte |
|---|---|---|
| Conto Termico 3.0 | Contributo a fondo, fino al 65% | D.M. 7 agosto 2025 |
| Ecobonus (abitazione principale) | Detrazione 50%, max 30.000 € sulla pompa | L. 199/2025 |
| Ecobonus (altri immobili) | Detrazione 36% | L. 199/2025 |
Due avvertenze. I due strumenti non si cumulano sullo stesso intervento: si sceglie quello più conveniente per il proprio caso. E le aliquote dell'Ecobonus sono in calo: salvo modifiche della prossima Legge di Bilancio, dal 2027 dovrebbero scendere al 36% per l'abitazione principale e al 30% per gli altri immobili. Per i numeri aggiornati partiamo sempre dalla nostra pagina incentivi per la casa, e per il confronto tra le due strade c'è l'approfondimento su Conto Termico o Ecobonus.
Quando conviene davvero, e chi lo verifica?
Conviene quando i tuoi termosifoni riescono a scaldare la casa a bassa temperatura, con o senza piccoli ritocchi. È lì che la pompa di calore esprime il COP alto e la bolletta torna. Conviene meno, o richiede di metterci più mano, dove la casa è poco isolata e i radiatori sono al limite: in quel caso la mandata resta alta e con lei il consumo elettrico.
La verifica seria parte da un sopralluogo e da un calcolo del fabbisogno, non da un preventivo a distanza. Misuriamo le dispersioni, valutiamo i radiatori uno per uno e definiamo la temperatura di mandata realistica del tuo impianto: solo allora la pompa di calore ha un senso economico prevedibile. Se stai partendo dalla caldaia, è utile leggere prima quando conviene sostituire la caldaia con una pompa di calore, poi possiamo entrare nel merito del tuo caso con il Tagliando Casa per la pompa di calore.