A che temperatura tenere il condizionatore d'estate?
La regola pratica è 26 gradi. ENEA raccomanda di non scendere sotto i 26 gradi in estate e ricorda che spesso due o tre gradi in meno rispetto all'esterno bastano per stare bene (ENEA, consigli sui consumi dei condizionatori, 2026). In una casa chiusa al sole e deumidificata, 26-27 gradi danno un buon comfort spendendo meno che a 22-23 gradi.
C'è anche una ragione di benessere dietro la stessa cifra. Uno sbalzo troppo netto tra la casa fresca e la strada bollente mette sotto stress la termoregolazione del corpo, e non fa piacere a nessuno. Per questo tenere lo scarto entro 6-7 gradi dall'esterno è una buona abitudine sia per la salute sia per la spesa: sono due argomenti che spingono nella stessa direzione, non uno contro l'altro.
La stessa soglia dei 26 gradi non è solo un consiglio. Il DPR 74/2013 fissa i limiti di temperatura negli ambienti anche per il raffrescamento estivo: la temperatura media negli immobili non deve scendere sotto i 26 gradi, con una tolleranza di due gradi. Un riferimento in più per capire che 26 non è un numero scelto a caso.
Quanto pesa ogni grado in meno sulla bolletta?
Ogni grado in meno impostato fa lavorare di più il condizionatore, e quel lavoro si vede in bolletta. Le stime di settore sui dati ENEA indicano un aumento dei consumi intorno al 6-7% per ogni grado sotto i 26 (Qualenergia, sui dati ENEA, 2026). Portare il termostato da 22 a 26 gradi taglia quindi una quota rilevante della spesa estiva. Risultati indicativi. Se invece ti interessa la cifra assoluta, abbiamo spiegato a parte quanto consuma un condizionatore all'ora e a stagione.
Il numero esatto dipende da tre cose: la classe energetica dell'apparecchio, quanto è isolata la casa e quante ore lo tieni acceso. ENEA nota che un modello in classe A+++ può costare il 30-40% in meno di uno in classe B a parità d'uso (ENEA, 2026). Prima di impostare mezzo grado in meno per stare più freschi, conviene chiedersi se la casa è pronta a trattenere quel fresco.
Meglio la deumidificazione o abbassare la temperatura?
Nelle giornate afose la deumidificazione spesso basta, ed è la mossa più efficiente. È l'umidità nell'aria a farci percepire una temperatura più alta di quella reale, quindi togliere umidità rende la casa più vivibile senza dover scendere di gradi (ENEA, guida alla climatizzazione estiva, 2026). La funzione dry lavora su meno acqua, non su meno gradi: consuma meno del raffrescamento spinto.
La regola che seguiamo è semplice. Se in casa fa caldo appiccicoso ma il termometro non è altissimo, parti dalla deumidificazione; se la temperatura reale è davvero alta, allora serve il raffrescamento. Spesso, dopo qualche minuto di dry, i 26 gradi impostati diventano più che sufficienti. Se un termine tecnico non ti è chiaro, lo trovi nel glossario.
Come usare il condizionatore di notte e cosa lo aiuta?
Di notte non serve tenere il condizionatore al massimo. ENEA suggerisce di impostare programmi che ottimizzino il consumo di notte o quando non si è in casa (ENEA, 2026): la modalità sleep alza gradualmente la temperatura mentre dormi, e il timer lo spegne dopo qualche ora, quando il corpo a riposo non ha bisogno dello stesso fresco delle ore serali.
Due supporti fanno lavorare meno la macchina. Abbassare tapparelle o persiane sulle finestre esposte al sole di giorno riduce l'ingresso del calore solare fino all'80%, quindi il condizionatore parte da una casa meno rovente (ENEA, 2026). E un ventilatore, con un consumo elettrico minimo, crea un movimento d'aria che fa percepire fino a 3 gradi in meno sulla pelle: abbinato al condizionatore ti lascia tenere il termostato un gradino più su.
Perché la manutenzione conta quanto la temperatura?
Un condizionatore che lavora sotto sforzo per mancanza di manutenzione arriva a consumare fino al 30% in più (ENEA, 2026). Filtri intasati e batterie sporche costringono la macchina a girare di più per dare lo stesso fresco: puoi impostare i 26 gradi perfetti, ma se l'apparecchio è trascurato paghi comunque di più.
C'è una divisione dei compiti chiara. La pulizia dei filtri la fai tu, alla prima accensione stagionale e almeno ogni due settimane d'uso, come consiglia ENEA. Il resto - carica del gas, controllo delle batterie, verifica elettrica - spetta a un tecnico, ed è la parte che tiene alto il rendimento nel tempo. Abbiamo spiegato dove finisce il fai-da-te e dove inizia il tecnico nella guida a pulizia e ricarica del gas.
| Attività | Chi la fa | Ogni quanto |
|---|---|---|
| Pulizia filtri e ventole | Tu | Prima accensione e ogni due settimane (ENEA) |
| Controllo carica gas | Tecnico | In genere una volta all'anno |
| Verifica elettrica e batterie | Tecnico | Al controllo stagionale |
| Impostare 26 gradi e dry | Tu | Ogni volta che lo accendi |
Se non vuoi ricordarti tu ogni scadenza, il controllo periodico lo gestiamo noi a canone: una spesa annua nota, l'apparecchio tenuto in efficienza e nessuna corsa a cercare un tecnico ad agosto. È quello che facciamo con il tagliando del condizionatore, e più in generale con la manutenzione a canone. Se il condizionatore invece non raffredda proprio, il problema è un altro: lo trattiamo nella guida su quando il condizionatore non raffredda.
E se il condizionatore non è quello giusto per la casa?
La temperatura impostata conta, ma parte da un presupposto: che l'apparecchio sia adatto alla casa. Un condizionatore sottodimensionato gira sempre al massimo per raggiungere i 26 gradi e non ci arriva mai davvero; uno troppo grande si accende e spegne di continuo, consumando e senza deumidificare bene. In entrambi i casi il termostato non basta a rimettere le cose a posto.
Se stai valutando un nuovo impianto per la casa, il fresco e i consumi dipendono prima dalla scelta della macchina che dai gradi che imposti. Abbiamo messo a confronto le opzioni nella guida su split, multisplit o canalizzato. Per la casa dove abiti, un tagliando periodico e la macchina giusta valgono più di qualsiasi trucco sul termostato: parte da qui il nostro servizio sul condizionatore di casa.