Come funziona un condizionatore?
Un condizionatore sposta il calore, non fabbrica il freddo. In un circuito chiuso circola un refrigerante: nell'unità interna, l'evaporatore, il refrigerante evapora e assorbe il calore dell'aria della stanza; il compressore, nell'unità esterna, lo comprime e ne alza la temperatura; nel condensatore il refrigerante cede quel calore all'aria di fuori e torna liquido. Una valvola di espansione ne abbassa la pressione e il giro ricomincia.
È il circuito frigorifero, lo stesso principio del frigorifero di casa. Negli split il refrigerante arriva direttamente alle unità interne, senza acqua in mezzo: è l'espansione diretta. L'aria che passa sull'evaporatore freddo si raffredda e lascia anche parte della sua umidità, che diventa la condensa da portare allo scarico.
Quando interveniamo su uno split che rende poco partiamo proprio da questi pezzi: batterie sporche, carica del refrigerante, ventilatori. Sono i punti del circuito che, trascurati, fanno lavorare di più il compressore e alzano la bolletta.
Un condizionatore a pompa di calore può riscaldare casa?
Sì. Nel condizionatore a pompa di calore una valvola inverte il ciclo: l'unità esterna prende calore dall'aria di fuori e l'unità interna lo cede alla stanza. È esattamente la definizione di legge di pompa di calore, un dispositivo che sottrae calore dall'ambiente esterno o da una sorgente a bassa temperatura e lo trasferisce all'ambiente a temperatura controllata (D.Lgs 192/2005, art. 2, comma 1, lettera i).
Quanto rende in riscaldamento lo dice lo SCOP, l'indice stagionale calcolato secondo la norma tecnica UNI EN 14825: più è alto, meno elettricità serve per lo stesso calore. La resa cala quando fuori fa più freddo, perché la macchina deve prendere calore da un'aria più fredda. Per scaldare una stanza nelle mezze stagioni un condizionatore a pompa di calore di solito basta; per scaldare tutta la casa d'inverno va valutato su isolamento, numero di unità e impianto esistente, e lì si ragiona sulla pompa di calore per il riscaldamento di casa. Un compressore inverter, che modula la velocità invece di accendersi e spegnersi, aiuta in entrambi i casi.
C'è anche un risvolto di legge: un condizionatore fisso rientra nella definizione di impianto termico, perché è un impianto fisso destinato alla climatizzazione estiva o invernale. Cosa comporta lo spieghiamo parlando di caldaie, in che cosa conta come impianto termico.
Fisso o portatile: perché la differenza è grande?
Perché il portatile mette tutto il circuito frigorifero in una sola scatola dentro la stanza, compressore compreso, e deve buttare fuori il calore da un tubo che passa dalla finestra. Il fisso, invece, lascia compressore e condensatore fuori e porta in casa solo l'unità che tratta l'aria. Per questo, a parità di stanza, il fisso è più silenzioso e scarica il calore dove deve.
Il portatile ha un senso come soluzione temporanea o dove un'unità esterna non si può installare. Non diamo classifiche di modelli: cambiano ogni stagione e non sono il nostro mestiere. Se devi decidere sulla tua casa, il resto di questo approfondimento serve a scegliere il fisso giusto.
Monosplit, multisplit o canalizzato: che differenza c'è?
Sono tre modi di portare il fresco in casa. Il monosplit collega una unità esterna a una sola interna: una stanza, una macchina. Il multisplit usa una sola unità esterna per due, tre o più unità interne: ti serve quando hai poco spazio sul balcone o non vuoi più motori a vista. Il canalizzato nasconde la macchina nel controsoffitto e diffonde l'aria con bocchette: si vede poco, ma chiede lavori e un'altezza utile che non sempre c'è.
Negli appartamenti che seguiamo a Milano, la scelta nasce quasi sempre da due vincoli pratici prima che dal listino: quanto spazio c'è per l'unità esterna e se il regolamento di condominio permette di metterne più d'una in facciata. Da lì in poi è una questione di abitudini d'uso. Se un termine non ti è familiare, lo trovi nel glossario, a partire dalla voce su split e multisplit e da quella sul climatizzatore canalizzato.
Quando conviene il monosplit, il multisplit o il canalizzato?
Il condizionatore monosplit conviene quando devi climatizzare una stanza sola o ambienti usati in momenti diversi: ogni macchina lavora al suo punto di efficienza migliore e, se una si guasta, le altre restano accese. Il multisplit conviene quando non puoi installare più unità esterne, perché ne basta una; ma è un compromesso, non un risparmio energetico in sé.
| Aspetto | Monosplit | Multisplit | Canalizzato |
|---|---|---|---|
| Unità esterne | Una per stanza | Una sola, per più interne | Una sola, nascosta |
| Impatto estetico interno | Splitter a parete a vista | Splitter a vista in ogni stanza | Solo bocchette, quasi invisibile |
| Uso contemporaneo | Ottimo, ognuno indipendente | Buono, ma legato a un motore | Per zone servite insieme |
| Opere edili | Limitate | Limitate | Controsoffitto e canali |
| Quando ha senso | Una o due stanze | Più stanze, poco spazio esterno | Ristrutturazione, estetica pulita |
Il canalizzato dà la resa estetica più pulita - nessuno splitter alle pareti - ma vive di progetto: ha senso in una ristrutturazione, quando puoi prevedere controsoffitto, canali e ritorni d'aria. Su un impianto già fatto è spesso fuori discussione. La regola pratica che applichiamo è semplice: prima si guarda come si vive la casa, poi si sceglie la macchina. Se vuoi che veniamo a vedere gli spazi e le esposizioni, partiamo da lì.
Quanti BTU servono? Come si dimensiona un climatizzatore
Come punto di partenza si stimano circa 300-340 BTU per metro quadro in un'abitazione di altezza standard e ben isolata. Una camera da 15 mq chiede quindi attorno ai 5.000 BTU, un soggiorno da 30 mq attorno ai 9.000-12.000 BTU. È un ordine di grandezza, non il valore finale: serve a capire la taglia, non a firmare l'ordine.
La stima va corretta in alto o in basso secondo cinque fattori: esposizione (una stanza a sud prende più sole), isolamento dell'edificio, superfici vetrate, numero di persone presenti e calore degli elettrodomestici. Una cucina abitata con un grande affaccio a ovest può chiedere molto più di quanto suggerisca il solo metro quadro. Per questo il dimensionamento serio è un calcolo del carico termico, non una formula da volantino. Che cosa misura il BTU, e perché non è la potenza elettrica, lo spieghiamo nel glossario.
Classe energetica, SEER, SCOP e rumorosità: cosa guardare?
Sull'etichetta energetica contano due numeri: il SEER, che misura l'efficienza stagionale in raffrescamento, e lo SCOP, che la misura in riscaldamento. Sono calcolati secondo la norma UNI EN 14825 e più sono alti meno consuma la macchina sull'arco della stagione. Un modello in classe A+++ può superare un SEER di 8,5: a parità d'uso pesa molto meno in bolletta di uno in classe A. Le regole dell'etichetta le fissa il regolamento europeo sull'etichetta energetica dei condizionatori: per i modelli fino a 12 kW, esclusi quelli a condotto, dal 2019 la scala va da A+++ a D, e il negozio deve esporla sull'apparecchio e riportare la classe nelle pubblicità con il prezzo.
Conviene un climatizzatore a inverter, che modula la potenza invece di accendersi e spegnersi: meno cicli on/off, meno usura, comfort più costante. Il secondo numero da non trascurare è il rumore: l'unità interna in camera da letto dovrebbe stare attorno ai 19-25 dB(A) alla minima velocità, mentre l'unità esterna va posizionata pensando ai vicini e al regolamento di condominio. Per i numeri in bolletta c'è l'approfondimento su quanto consuma davvero un condizionatore, e per l'uso di tutti i giorni quello su la temperatura giusta per risparmiare. Se vuoi un quadro completo prima di comprare, parte da qui il nostro servizio sul condizionatore di casa.
Installazione e gas: chi può montarlo davvero?
La carica del refrigerante e l'installazione di un climatizzatore non sono un fai-da-te. Il Regolamento (UE) 2024/573 e il DPR 146/2018, che lo attua in Italia, stabiliscono che la manipolazione degli F-gas e gli interventi sui circuiti frigoriferi sono riservati a persone e imprese certificate, iscritte al Registro telematico nazionale. Chi installa deve essere abilitato anche ai sensi del DM 37/2008 e rilasciare la dichiarazione di conformità.
Una nota pratica: quando scegli la macchina, scegli anche il refrigerante. L'R-32 (GWP 675) è oggi lo standard per le nuove installazioni residenziali, più sostenibile dell'R-410A che è in uscita. È una scelta da fare guardando alla normativa, così l'impianto resta facile da assistere negli anni. Per gli obblighi nel dettaglio parte da qui la nostra sezione normativa.
E dopo l'acquisto? Manutenzione e durata
Un climatizzatore ben scelto rende per anni solo se viene seguito: pulizia dei filtri, verifica della carica, controllo degli scarichi della condensa. Sono operazioni che incidono sui consumi più di quanto si pensi, perché un filtro sporco o una carica calante alzano il prelievo elettrico senza che te ne accorga. La scelta giusta in fase d'acquisto e la cura nel tempo sono due metà della stessa cosa.
Noi seguiamo i climatizzatori di casa a canone: manutenzione programmata e interventi in caso di guasto con tempi concordati, spesa annua nota in anticipo. È quello di cui ci occupiamo con il Tagliando Casa per il condizionatore, e prima ancora possiamo dimensionarlo e installarlo partendo dal sopralluogo. Per chi vuole valutare lo stato di un impianto già in funzione, c'è anche il check-up online.