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Controlli stagionali del chiller di un data center: come si evita il fermo?

In una sala dati il freddo non può fermarsi, e il gruppo frigo lavora tutto l'anno. Se sei tu a rispondere della continuità, il fermo si previene mesi prima, con i controlli giusti al cambio di stagione. Vediamo quali sono e perché contano, dal flussostato alle resistenze del carter, con le fonti in chiaro.

Perché i controlli del chiller si fanno stagione per stagione?

Perché il chiller di una sala dati non si ferma mai, e ogni stagione lo mette alla prova in modo diverso. D'estate deve smaltire il picco di carico con l'aria esterna calda; d'inverno deve partire e fermarsi al freddo, spesso in free cooling. La manutenzione preventiva segue questo ritmo: si prepara la macchina prima di ogni stagione critica, invece di aspettare che qualcosa ceda nel momento peggiore, sotto carico.

Questo è il punto che ci distingue da un intervento in caso di guasto. Aspettare la chiamata significa scoprire il problema quando la sala dati è già in allarme, cioè quando costa di più. La preventiva sposta il lavoro nei mesi tranquilli: si verifica, si tara e si sostituisce in finestra concordata, con la ridondanza attiva a coprire. Ne abbiamo scritto il conto per esteso in manutenzione a canone o a chiamata; qui restiamo sul chiller, componente per componente.

Il contesto lombardo rende la posta più alta che altrove. Milano concentra 238 MW IT di potenza installata nei data center, con una crescita del 34% in un anno, e la Lombardia pesa per il 62% della potenza nazionale (Osservatorio Data Center, Politecnico di Milano, via Il Sole 24 Ore, 2026). Più densità di sale dati significa più impianti di raffreddamento che devono reggere, e un fermo che pesa su clienti che pagano proprio per non fermarsi. Risultati indicativi.

Estate e inverno: cosa cambia nei controlli del gruppo frigo?

Cambiano gli obiettivi. In vista dell'estate si prepara la macchina a smaltire il picco di calore: pulizia delle batterie del condensatore, verifica della carica di refrigerante e della tenuta, controllo di ventole e pressioni. In vista dell'inverno si prepara a partire e fermarsi al freddo: percentuale di glicole, resistenze del carter, funzionamento del free cooling e delle valvole di parzializzazione. Sono due liste diverse, sullo stesso impianto.

Controlli stagionali del chiller, in sintesi Prima dell'estate Prima dell'inverno Pulizia batterie condensatore Carica gas e tenuta (UNI 11137) Ventole, pressioni, surriscaldamento Flussostato e portata acqua Percentuale di glicole Resistenze del carter Free cooling e valvole Scarichi condensa antigelo
Controlli stagionali tipici di un gruppo frigo di sala dati. Riferimenti tecnici: UNI 11137 (tenuta) e UNI EN 378 (sicurezza). Elenco indicativo, non sostituisce il piano di manutenzione della singola macchina.

Il filo che lega le due liste è il monitoraggio continuo. Pressioni, temperature di mandata e ritorno, ore di funzionamento e allarmi vanno letti tutto l'anno da remoto, non solo alla visita. Un dato che deriva piano - il surriscaldamento che sale, le partenze del compressore che si infittiscono - anticipa il guasto di settimane. È il segnale che diciamo di guardare per primo, prima ancora della soglia di allarme.

Il flussostato: perché è il salvavita del chiller?

Il flussostato controlla che l'acqua circoli davvero nell'evaporatore del chiller. Se il flusso cala o si ferma, blocca il compressore prima che l'evaporatore geli e si spacchi: senza acqua in movimento, il freddo prodotto congela il fascio tubiero e lo rompe. È l'organo che trasforma un problema idraulico in un fermo controllato, invece che in una macchina distrutta.

Attenzione. Un flussostato ha due modi di tradire. Se è sporco o starato può bloccare il chiller quando l'acqua circola benissimo, e fermi la sala per niente. Oppure può restare incollato in posizione "flusso ok" e non intervenire quando la portata cala davvero, e allora si rompe l'evaporatore. Per questo va provato di persona ogni stagione, non dato per buono perché "finora ha sempre funzionato".

Negli impianti di sala dati che gestiamo, il flussostato è tra i primi componenti che verifichiamo a ogni giro stagionale, insieme alla portata reale sulle pompe. Il motivo è pratico: costa pochi minuti provarlo e ripulire la presa, mentre un evaporatore gelato ferma il chiller per giorni e apre un buco nella ridondanza proprio quando serve intera. Se vuoi mettere un numero sul rischio del non-fare, puoi stimare il costo di un fermo impianto per la tua sala.

Glicole e antigelo: come si evita che i circuiti esterni gelino?

Con la giusta percentuale di glicole, misurata prima dell'inverno. Il glicole abbassa il punto di congelamento dell'acqua nei circuiti esposti al gelo - i dry cooler, le tubazioni esterne, gli scambiatori del free cooling. Con una concentrazione troppo bassa, in una notte fredda l'acqua può gelare e spaccare uno scambiatore o una tubazione, e il raffreddamento si ferma esattamente quando l'aria fredda dovrebbe aiutare.

Controllo del glicole prima della stagione fredda. Valori di riferimento, sempre da confrontare col progetto della macchina.
Cosa si misuraCon cosaPerché conta
Concentrazione di glicoleRifrattometroIl glicole si diluisce e si degrada nel tempo
Punto di congelamentoRifrattometro o densimetroDeve stare sotto la minima esterna di progetto
pH e inibitoriKit di analisi del fluidoUn fluido esausto corrode scambiatori e pompe
Scarichi e sifoniVerifica visivaLa condensa che gela ostruisce e trattiene acqua

Il glicole non è "messo una volta e via". Si diluisce con i rabbocchi d'acqua, gli inibitori di corrosione si consumano e la protezione antigelo cala anno dopo anno. La regola pratica è misurarlo con il rifrattometro a fine estate, riportarlo al valore di progetto e annotare il dato: così l'anno dopo si vede la deriva, non si riparte da zero. È un controllo da pochi euro di materiale che protegge scambiatori da migliaia.

Resistenze del carter: perché contano d'inverno?

La resistenza del carter tiene tiepido l'olio del compressore quando la macchina è ferma o parte da freddo. Serve a impedire che il refrigerante migri e si sciolga nell'olio: se all'avvio il compressore aspira una miscela di olio e liquido, il colpo di liquido può danneggiare valvole e cuscinetti. D'inverno, quando i chiller partono e si fermano più spesso e a temperature basse, è il momento in cui questo guasto fa più danni.

È l'esempio più chiaro di cosa fa la preventiva su un gruppo frigo: cerca i guasti che non si vedono. Il flussostato, il glicole e la resistenza del carter hanno in comune questo - stanno zitti finché la macchina non è nelle condizioni giuste per rompersi, di solito la notte più fredda o il pomeriggio più caldo. Controllarli quando la sala è tranquilla è ciò che evita di scoprirli quando è in allarme.

Quali norme accompagnano la manutenzione del gruppo frigo?

La manutenzione preventiva in sé è buona tecnica, non un obbligo unico. Ci sono però riferimenti e obblighi che la accompagnano. La UNI 11137 è la norma tecnica che definisce il metodo per la verifica della tenuta degli impianti a gas: è un riferimento di buona tecnica per capire come si prova la tenuta di un circuito, non un obbligo di legge. Sul fronte sicurezza, la serie UNI EN 378 tratta i requisiti di sicurezza e ambientali dei sistemi di refrigerazione, dalla carica massima di refrigerante alla classificazione dei locali.

L'obbligo vero e proprio arriva dai gas refrigeranti. Le macchine con gas fluorurati a effetto serra sono soggette a controlli periodici di tenuta e a registrazione, secondo il Regolamento europeo F-gas: la frequenza dipende dalla quantità di gas equivalente installata. Dal 23 luglio 2026 il riferimento per il controllo delle perdite resta uno solo, perché i due regolamenti del 2007 che ne fissavano i requisiti standard sono stati abrogati senza sostituzione: quello che facciamo in campo non cambia, cambia la norma che citiamo nel registro. Le regole in vigore e la transizione ai refrigeranti a minore impatto le abbiamo raccolte in F-gas 2026: cosa cambia sui refrigeranti. Se un termine tecnico non ti è familiare, lo trovi nel glossario.

Come si tiene il chiller pronto tutto l'anno?

Tenendo insieme le tre cose che abbiamo visto: i due giri stagionali di preparazione, il monitoraggio continuo dei parametri e una scorta dei ricambi critici che hanno tempi di consegna lunghi. È la differenza tra una macchina che al prossimo caldo o al prossimo gelo tiene e una che si ferma. Su una sala dati questo lavoro non è un extra: è la condizione perché la ridondanza esista davvero il giorno del guasto.

Noi lavoriamo a canone: manutenzione programmata, monitoraggio continuo e interventi in caso di guasto con tempi concordati, spesa annua nota in anticipo. È quello di cui ci occupiamo con la manutenzione a canone e il monitoraggio degli impianti di una sala dati. Se prima serve capire quanto regge davvero il raffreddamento sotto guasto, parte da qui la nostra guida sull'audit di continuità del raffreddamento.

Domande frequenti

Ogni quanto si controlla il chiller di un data center?

In una sala dati il chiller lavora tutto l'anno, quindi i controlli seguono le stagioni, non un solo tagliando: un giro di preparazione all'estate (batterie, tenuta, refrigerante) e uno di preparazione all'inverno (glicole, resistenze del carter, free cooling), più verifiche continue sui parametri in remoto. La UNI 11137 dà il metodo per la verifica della tenuta del circuito frigorifero. Le frequenze si tarano sul carico e sull'esposizione della macchina, non su una cadenza fissa unica.

A cosa serve il flussostato in un gruppo frigo?

Il flussostato verifica che l'acqua circoli davvero nell'evaporatore del chiller. Se il flusso cala o si ferma, ferma il compressore prima che l'evaporatore geli e si rompa: è un salvavita idraulico. Un flussostato sporco o starato può bloccare la macchina senza motivo, oppure non intervenire quando serve. Va provato ogni stagione, perché un falso allarme e un mancato allarme costano entrambi cari in una sala dati.

Perché serve il glicole nel circuito di raffreddamento?

Il glicole abbassa il punto di congelamento dell'acqua nei circuiti esposti al gelo, come i dry cooler e le tubazioni esterne di un data center. Senza la giusta percentuale, in una notte fredda l'acqua può gelare e spaccare uno scambiatore o una tubazione, fermando il raffreddamento. La concentrazione va misurata prima dell'inverno con un rifrattometro e riportata al valore di progetto: il glicole si degrada e si diluisce nel tempo.

Cosa fa la resistenza del carter del compressore?

La resistenza del carter tiene tiepido l'olio del compressore quando la macchina è ferma o parte da freddo, così il refrigerante non si scioglie nell'olio. Se è guasta, all'avvio a freddo il compressore aspira una miscela di olio e liquido e può danneggiarsi. In inverno, quando i chiller partono e si fermano più spesso, è un controllo che facciamo sempre: costa pochi minuti, un compressore no.

La manutenzione preventiva del chiller è un obbligo di legge?

La manutenzione preventiva in sé è buona tecnica, non un obbligo unico di legge. Restano però obblighi collegati: i controlli periodici di tenuta gas per le macchine con gas fluorurati (Regolamento UE F-gas) e la sicurezza degli impianti di refrigerazione, per cui la serie UNI EN 378 è il riferimento tecnico. Sono standard e regole diversi: la preventiva è ciò che tiene in piedi la continuità, gli obblighi la accompagnano.

Chi ha scritto e validato questo articolo

Nicola Davanzo

Autore

Nicola Davanzo

Fondatore di Flow Impianti. Scrive con uno sguardo gestionale: cosa cambia, per chi decide, sulla continuità del servizio e sul conto a fine anno.

Validazione tecnica indipendente

Responsabile Tecnico abilitato (DM 37/08)

I contenuti tecnici sono validati dal Responsabile Tecnico abilitato ai sensi del DM 37/08.

Fonti

  1. Sezione Normativa Flow, UNI 11137: verifica della tenuta degli impianti a gas, flowimpianti.it
  2. Sezione Normativa Flow, UNI EN 378: impianti di refrigerazione e pompe di calore, requisiti di sicurezza e ambientali, flowimpianti.it
  3. Il Sole 24 Ore, Data center, Milano si candida a hub europeo (dati Osservatorio Data Center, School of Management del Politecnico di Milano), consultato 2026-07-02, ilsole24ore.com
  4. ASHRAE, TC 9.9 Thermal Guidelines for Data Processing Environments, consultato 2026-07-02, ashrae.org

Contenuto informativo a cura di Flow Impianti Srl. Non costituisce consulenza tecnica o di progetto. I controlli, i valori e le frequenze citati sono indicativi e non sostituiscono il piano di manutenzione del costruttore né la verifica sul singolo impianto. La UNI 11137 e la serie UNI EN 378 sono norme tecniche di riferimento, non obblighi di legge. I dati di mercato sono di fonte terza, riportati a scopo di contesto.

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