Cosa cambia con il regolamento F-gas 2024?
Il regolamento UE 2024/573 sui gas fluorurati a effetto serra è in vigore dall'11 marzo 2024 e sostituisce il precedente regolamento 517/2014, che è stato abrogato. Stabilisce quali gas si possono ancora usare per la manutenzione, quali apparecchiature si possono immettere sul mercato e quali certificazioni servono per intervenire sui circuiti frigoriferi (Reg. UE 2024/573, EUR-Lex).
Il cambio non è un ritocco. Il nuovo testo accelera la riduzione delle quantità di HFC immesse sul mercato, fino all'azzeramento programmato nel 2050, e affianca ai limiti di quota una serie di divieti specifici per tipo di apparecchiatura. Tradotto per chi gestisce un edificio: i gas ad alto impatto diventano via via più scarsi e più cari, e l'impianto va scelto guardando avanti.
Questo articolo è il nostro pezzo normativo sui refrigeranti. Se invece il problema è pratico - un'unità che non fa più freddo o una ricarica da fare - parti dalle guide su perché il condizionatore non raffredda e su pulizia e ricarica del gas.
Cos'è il phase-down degli HFC e perché conta?
Il phase-down è la riduzione programmata, anno dopo anno, della quantità di HFC che l'Unione europea consente di immettere sul mercato, misurata in tonnellate di CO2 equivalente. Non vieta di colpo un gas: ne riduce l'offerta, così il prezzo sale e l'incentivo a passare ai refrigeranti a basso GWP diventa concreto (Reg. UE 2024/573, EUR-Lex).
Negli impianti che gestiamo, il punto critico del phase-down non è il giorno X di un divieto: è la ricarica. Quando un circuito perde refrigerante, va rabboccato con lo stesso gas o con uno compatibile, e se quel gas è in uscita il rabbocco costa di più e si trova con meno facilità. Per questo trattiamo il controllo perdite come una voce di pianificazione, non come un'emergenza.
C'è un moltiplicatore facile da perdere: la quota del phase-down si conta in CO2 equivalente, non in chili di gas. Un chilo di R-410A pesa sulla quota quanto 2.088 chili di CO2, un R-32 quanto 675, oltre tre volte meno (Reg. UE 2024/573, EUR-Lex). È il motivo per cui i gas ad alto GWP scarseggiano e rincarano per primi, e perché conviene fermare le perdite prima di doverli ricaricare.
GWP dei refrigeranti: quali gas restano e quali escono?
Il GWP (Global Warming Potential) misura quanto un refrigerante riscalda il pianeta rispetto alla CO2, che vale 1. È il numero che decide la sorte di ogni gas: più è alto, prima il phase-down e i divieti lo limitano. L'R-410A, diffusissimo nei climatizzatori, ha un GWP intorno a 2.088; l'R-32 vale 675; i naturali R-290 e R-744 stanno a 3 e 1 (IPCC AR4, valori usati dal Reg. UE 2024/573).
| Refrigerante | GWP (circa) | Dove si usa | Direzione |
|---|---|---|---|
| R-410A | 2.088 | Split e VRF datati | In uscita |
| R-32 | 675 | Nuovi split e pompe di calore | Di transizione |
| R-290 (propano) | 3 | Pompe di calore monoblocco | In crescita |
| R-744 (CO2) | 1 | Refrigerazione commerciale | In crescita |
Il punto pratico è uno: chi installa oggi sceglie anche per i prossimi dieci anni. Un impianto a gas in uscita resta legittimo e funzionante, ma può diventare scomodo da ricaricare. Se un termine non ti è familiare, lo trovi spiegato nel glossario.
Controllo perdite, certificazione e Banca Dati: gli obblighi
Per chi opera sugli impianti restano in piedi obblighi precisi, e il regolamento UE 2024/573 li rafforza. In Italia il riferimento attuativo è il DPR 146/2018: stabilisce che solo imprese e persone certificate possono installare, fare manutenzione e recuperare i refrigeranti su impianti con F-gas, e che ogni intervento va comunicato alla Banca Dati nazionale (DPR 146/2018, Normattiva).
Dal 23 luglio 2026 cambia il riferimento da citare: il Reg. (UE) 2026/1444 abroga i requisiti del 2007 sul controllo delle perdite (i reg. CE 1497/2007 e 1516/2007) senza sostituirli, e il controllo delle perdite resta disciplinato dal solo Regolamento (UE) 2024/573. Sugli impianti non cambia nessun adempimento: cambiano le procedure e i registri di controllo, dove il vecchio riferimento va aggiornato. Sui parchi macchine che seguiamo lo facciamo noi, quando teniamo il registro degli interventi.
Per il committente questo significa una cosa semplice: gli interventi sul circuito frigorifero non si improvvisano e non si affidano al primo che passa. Servono certificazione, registro degli interventi e tracciabilità. È esattamente il perimetro in cui lavoriamo, e su cui parte la nostra sezione normativa.
Devo cambiare gli impianti? Cosa fare in pratica
No, il regolamento non impone di rottamare gli impianti in esercizio: il phase-down agisce sui gas immessi sul mercato, non sulle macchine già installate (Reg. UE 2024/573, EUR-Lex). Un impianto a R-410A che funziona resta legittimo. Il tema vero è gestirlo sapendo che la ricarica di quel gas diventerà più cara e meno disponibile.
Negli edifici commerciali che seguiamo - uffici, hotel, attività con refrigerazione commerciale - la regola che applichiamo è valutare gas, taglia e stato dell'impianto a fine vita utile, non prima. Su un'unità ancora sana si presidiano le perdite; quando arriva la sostituzione, si sceglie un refrigerante con una prospettiva lunga davanti. Così la spesa segue il ciclo naturale dell'impianto invece di anticiparlo.
Chi tiene un impianto a norma sugli F-gas?
Un impianto con F-gas a norma non è un atto unico: è un presidio nel tempo. Servono controllo periodico delle perdite secondo le tonnellate di CO2 equivalente, registro degli interventi sulla Banca Dati, recupero corretto del refrigerante a fine vita e personale certificato per ogni intervento sul circuito. È la parte meno visibile, e quella su cui un errore costa di più.
Noi gestiamo gli impianti a canone: manutenzione programmata e interventi in caso di guasto con tempi concordati, spesa annua nota in anticipo e adempimenti F-gas inclusi nel servizio. È quello di cui ci occupiamo con la manutenzione a canone. Per un parco macchine multi-sede, è il modo per tenere insieme conformità, continuità e budget prevedibile, senza scoprire un adempimento mancato a controllo già iniziato. Quando serve un intervento sul circuito, lo facciamo con la nostra gestione a canone e personale certificato.