Chi risponde della gestione degli F-gas?
Ne risponde chi possiede o ha in gestione l'impianto, non solo chi ci lavora sopra. Il DPR 146/2018 mette in capo all'operatore - il proprietario o il facility manager che ha il controllo effettivo dell'apparecchiatura - il controllo periodico delle perdite e la registrazione degli interventi nella Banca Dati nazionale. Il lavoro tecnico va affidato a un'impresa certificata, ma la responsabilità di far svolgere i controlli resta al gestore.
La distinzione conta perché sposta il rischio. Un condominio, un hotel o un ufficio non "usano" il gas refrigerante, ma ne sono operatori: se il registro dei controlli è incompleto, la contestazione arriva a loro, non solo al manutentore che è passato l'ultima volta. Gli impianti tipici - condizionatori, gruppi frigoriferi, pompe di calore, sistemi VRF/VRV - contengono tutti fluidi che ricadono nella disciplina F-gas.
Negli impianti VRF e nei gruppi frigoriferi che gestiamo, il punto critico non è il singolo intervento ma la continuità del registro: un immobile passa di mano, cambia il manutentore, e la storia dei controlli si perde. Con la manutenzione a canone teniamo insieme calendario dei controlli, tracciabilità in Banca Dati e rapporti di intervento, così chi gestisce l'edificio non deve ricostruirla a posteriori.
Quale regolamento F-gas è in vigore oggi?
Dal 2024 il riferimento europeo è il Reg. (UE) 2024/573, che ha abrogato e sostituito il vecchio Reg. (UE) 517/2014. Citare ancora il 517/2014 come norma vigente è un errore comune: resta utile solo per leggere il quadro precedente. Il nuovo regolamento conferma la riduzione progressiva degli HFC e i divieti d'uso, e stabilisce quali gas si possono ancora usare per la manutenzione e quali apparecchiature si possono immettere sul mercato.
A completare il quadro, il Reg. (UE) 2026/1444 ha abrogato i due regolamenti del 2007 (Reg. CE 1497/2007 e 1516/2007) che fissavano i requisiti standard per il controllo delle perdite, senza sostituirli con nuove metodologie. In Italia l'attuazione operativa resta il DPR 146/2018, che disciplina certificazione e Banca Dati: è lì che si legge cosa deve fare, in concreto, chi gestisce un impianto.
Che certificazione serve per intervenire sui refrigeranti?
Serve una certificazione, sia per l'impresa sia per la persona che apre il circuito frigorifero. Il DPR 146/2018 stabilisce che solo imprese e tecnici certificati possono installare e manutenere le apparecchiature che contengono F-gas - condizionatori, gruppi frigoriferi, pompe di calore. Ogni intervento va registrato nella Banca Dati nazionale (fgas.it): è la traccia che dimostra che i controlli sono stati fatti da chi era abilitato a farli.
La scelta del refrigerante, intanto, non è più libera. La ISO 817 classifica i fluidi per tossicità e infiammabilità - le classi di sicurezza A1, A2L, A3 - ed è il riferimento tecnico che accompagna il passaggio verso refrigeranti a minore impatto climatico imposto dalla normativa F-gas. Il punto pratico: passare a un gas di classe A2L o A3, infiammabile, cambia i requisiti di sicurezza dell'installazione e della manutenzione, non solo il tipo di bombola.
Verificare che chi mette le mani sull'impianto sia davvero certificato è parte della due diligence di chi gestisce un patrimonio immobiliare. Nella nostra checklist compliance impresa raccogliamo gli adempimenti - certificazioni, registri, scadenze - per capire, voce per voce, cosa serve per stare a norma.
Cosa si rischia se non si è a norma?
Si rischia su due piani, ormai. Sul piano amministrativo, il D.Lgs 163/2019 prevede sanzioni per l'omesso controllo delle perdite, per il mancato inserimento degli interventi nella Banca Dati entro i termini e per l'immissione sul mercato di prodotti vietati o la violazione delle quote. Sul piano penale, il D.Lgs 81/2026 - che recepisce la direttiva europea sulla tutela penale dell'ambiente - ha aggiunto fattispecie di reato sull'uso e il rilascio illecito di gas fluorurati.
Gli impianti con più refrigerante - i sistemi VRF/VRV, i gruppi frigoriferi centralizzati - sono quelli su cui i controlli pesano di più, perché a più carico di gas corrispondono controlli più frequenti e un registro più fitto. Se ne gestisci uno, il nostro servizio sui sistemi VRF/VRV tiene insieme conduzione, controlli F-gas e registro, così l'adempimento non resta scoperto tra un manutentore e l'altro.