La mia attività è soggetta ai controlli antincendio?
Dipende dall'attività e dal rischio, non dal singolo impianto. Il DPR 151/2011 elenca le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco e le classifica in tre categorie - A, B e C - a rischio crescente, ognuna con i propri adempimenti: dalla SCIA antincendio fino al Certificato di Prevenzione Incendi per le attività più complesse. Hotel, strutture sanitarie e grandi locali commerciali vi rientrano spesso.
Stabilita la soggezione, ogni tipo di attività ha la sua regola tecnica di riferimento, che detta come progettare e mantenere la sicurezza antincendio. Per le attività più recenti o quando si sceglie l'approccio prestazionale vale il Codice di prevenzione incendi (DM 3 agosto 2015), che raccoglie le norme tecniche e consente soluzioni alternative tramite l'ingegneria della sicurezza. Accanto al Codice restano le regole verticali per i singoli comparti.
| Attività | Regola tecnica | Cosa disciplina, lato impianti |
|---|---|---|
| Hotel e locali con impianti a gas oltre 35 kW | DM 8 novembre 2019 | Centrali termiche e locali con apparecchi a gas, comprese le cucine professionali |
| Strutture sanitarie e ambulatori | DM 19 marzo 2015 | Controllo dei fumi, compartimentazione, serrande tagliafuoco, pressurizzazione dei filtri |
| Attività commerciali oltre 400 mq | DM 27 luglio 2010 | Aspetti aeraulici e controllo dei fumi negli esercizi di vendita ed esposizione |
| Attività recenti o approccio prestazionale | DM 3 agosto 2015 | Norme tecniche di prevenzione incendi, controllo fumi e serrande tagliafuoco |
Il quadro completo delle norme che toccano gli impianti - antincendio, gas, aeraulica - lo tieni d'occhio nella nostra sezione normativa impianti, dove ogni scheda riporta riferimento, stato e sintesi verificati.
Quali impianti HVAC rientrano nella pratica antincendio?
Rientrano gli impianti aeraulici e i sistemi di controllo dei fumi. Il Codice di prevenzione incendi (DM 3 agosto 2015) e la regola tecnica per le strutture sanitarie (DM 19 marzo 2015) disciplinano il controllo dei fumi, la compartimentazione, le serrande tagliafuoco e la pressurizzazione dei filtri. La canalizzazione dell'aria non deve diventare la via con cui il fumo passa da un compartimento all'altro.
In concreto, in un edificio soggetto la parte impiantistica che entra nella sicurezza antincendio comprende le condotte aerauliche e le loro serrande tagliafuoco, i sistemi di evacuazione di fumo e calore, la pressurizzazione dei filtri a prova di fumo e la loro interfaccia con il sistema di rivelazione. Sono elementi che si progettano e si mantengono insieme, non componenti isolati: una serranda che non chiude o un ventilatore di estrazione fermo compromettono l'intera strategia.
Perché progettisti, tecnici e norme parlino la stessa lingua, il vocabolario della sicurezza in caso di incendio è raccolto nella norma tecnica UNI EN ISO 13943: un riferimento di buona tecnica che fissa i termini di base, dal comportamento al fuoco alla compartimentazione.
Ogni quanto si controllano i sistemi di evacuazione fumi?
Non esiste una cadenza unica di legge. Il DM 1 settembre 2021, il cosiddetto decreto controlli, fissa i criteri per il controllo e la manutenzione degli impianti di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro, introduce il registro dei controlli e la figura del tecnico manutentore qualificato. È in vigore dal 25 settembre 2022, con l'obbligo di qualifica del manutentore differito al 25 settembre 2026.
Le frequenze operative dei sistemi di evacuazione di fumo e calore (SEFC) non le fissa il decreto: derivano dalla norma tecnica UNI 9494-3, che indica procedure e cadenze per il controllo iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico e la manutenzione, e dalle istruzioni del costruttore. È buona tecnica volontaria, ma è il riferimento che tiene gli impianti efficienti nel tempo e documenta gli interventi sul registro.
Chi fa le verifiche e chi gestisce gli impianti?
Sono due ruoli distinti, e tenerli separati è il modo per non lasciare buchi. Le verifiche e le certificazioni antincendio - dalla SCIA al Certificato di Prevenzione Incendi - restano di competenza dei professionisti qualificati e abilitati. Noi non le eseguiamo: presidiamo la parte impiantistica, cioè gli impianti aeraulici, il controllo dei fumi, l'accesso e la manutenzione dei sistemi, e ci coordiniamo con il tecnico antincendio per la parte di nostra competenza.
La forma con cui la parte impiantistica regge nel tempo è la manutenzione a canone: controlli programmati sui sistemi aeraulici, registro sempre aggiornato e tempi certi in caso di guasto, con la spesa annua nota in anticipo. Il controllo dei fumi e le serrande tagliafuoco vivono negli stessi impianti che gestiamo ogni giorno, quindi non serve un fornitore in più.
Su questi sistemi il monitoraggio degli impianti aiuta a vedere per tempo un ventilatore che assorbe più del dovuto o una serranda che non risponde, prima che diventi un rilievo in fase di verifica. Se gestisci un hotel, una clinica o un poliambulatorio o un locale commerciale, il quadro dei servizi per il tuo settore è nelle pagine dedicate.