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Impianti idrico-sanitari negli edifici: chi risponde di acqua e scarichi?

Gestisci un hotel, un ufficio o una clinica, e la rete idrico-sanitaria è lì, dietro le pareti, finché qualcosa non va storto. La domanda vera è chi ne risponde e cosa chiede la norma: dall'acqua potabile alla protezione dal riflusso, fino alla Legionella nell'acqua calda. Ecco la mappa, con le fonti in chiaro.

Chi risponde della qualità dell'acqua in un edificio a uso collettivo?

La rete idrico-sanitaria interna, dal contatore ai rubinetti, è responsabilità del gestore o del proprietario dell'edificio, non dell'ente che eroga l'acqua. Il D.Lgs 18/2023 recepisce la direttiva europea sulle acque destinate al consumo umano e sposta l'attenzione dalla sola qualità dell'acqua alla gestione preventiva del rischio lungo tutta la rete, dalla fonte al rubinetto (D.Lgs 18/2023).

Secondo il D.Lgs 18/2023, per le strutture prioritarie - ospedali, hotel, scuole - non basta più analizzare l'acqua alla consegna: serve un Piano di Sicurezza dell'Acqua che valuti e gestisca il rischio dei sistemi idrici interni all'edificio. Il D.Lgs 102/2025, in vigore dal 19 luglio 2025, ha aggiunto l'obbligo di controlli di legionella e piombo nell'acqua sanitaria di quelle stesse strutture prioritarie (D.Lgs 102/2025, Allegato VIII).

Per un condominio ordinario non nasce un obbligo automatico nuovo: resta la disciplina del D.Lgs 18/2023, senza i controlli aggiuntivi previsti per le strutture prioritarie. La distinzione conta, perché decide chi deve fare cosa e con quale frequenza.

Gli ambiti dell'impianto idrico-sanitario, il riferimento e chi ne risponde.
AmbitoRiferimentoDi chi è
Qualità dell'acqua (obbligo)D.Lgs 18/2023, D.Lgs 102/2025Gestore o proprietario
Rete di acqua potabileUNI EN 806, UNI 9182Progettista e installatore idraulico
Protezione dal riflussoUNI EN 1717Progettista e installatore idraulico
Acqua calda sanitaria e LegionellaAccordo Stato-Regioni 2015, UNI 9182Gestore, con la parte impianti (nostra)
Scarichi e separatoriServizi idraulici dell'edificioProfessionista idraulico competente

Come si progetta e si installa la rete di acqua potabile?

Con la buona tecnica, non con un obbligo di legge. Il riferimento europeo è la serie UNI EN 806, in cinque parti: generalità (UNI EN 806-1), progettazione (UNI EN 806-2), dimensionamento semplificato delle tubazioni (UNI EN 806-3), installazione (UNI EN 806-4) ed esercizio e manutenzione (UNI EN 806-5). Sul piano nazionale, la UNI 9182:2014 è il riferimento per progettare, installare e collaudare la rete di acqua fredda e calda sanitaria.

La UNI 9182 tocca anche le temperature di esercizio e la prevenzione della Legionella, ed è il punto in cui la rete idrica incrocia gli impianti HVAC. Sono tutte norme volontarie: diventano vincolanti solo quando un capitolato, un contratto o una norma di legge le richiamano. Non impongono nulla da sole, indicano come fare a regola d'arte.

Per i materiali e gli oggetti a contatto con l'acqua potabile, il vecchio D.M. 174/2004 è stato abrogato dal D.Lgs 102/2025, che ha assorbito la materia nel quadro europeo sulle acque destinate al consumo umano. Chi verifica un impianto realizzato prima del 2025 lo trova ancora come riferimento storico dei requisiti in vigore all'epoca.

Come si protegge l'acqua potabile dal riflusso?

Si evita che acqua non potabile torni indietro nella rete, con dispositivi anti-riflusso scelti in base al rischio. La UNI EN 1717:2025 è il riferimento di buona tecnica: descrive la metodologia di analisi del rischio, la classificazione dei fluidi per categorie e la scelta e installazione dei dispositivi di protezione a monte degli usi che possono contaminare la rete di acqua potabile.

Il riflusso diventa critico dove la rete potabile serve utenze a rischio: laboratori, cucine professionali, impianti di trattamento, reti antincendio. Negli edifici sanitari e nei laboratori farmaceutici che seguiamo, la separazione tra circuito potabile e circuiti tecnici è uno dei primi punti che verifichiamo quando prendiamo in carico gli impianti: un dispositivo mancante o della categoria sbagliata è un rischio silenzioso finché non si manifesta.

Come si tiene sotto controllo la Legionella nell'acqua calda sanitaria?

Con una valutazione del rischio e un piano di controllo su temperature, ristagni e manutenzione della rete. Le linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Accordo Stato-Regioni del 7 maggio 2015) definiscono come valutare e tenere sotto controllo il rischio di Legionella negli impianti idrici e di climatizzazione, con obblighi più stringenti per hotel, strutture termali e sanitarie.

Il Rapporto ISTISAN 22/32 raccoglie le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità per valutare e gestire il rischio dell'acqua nei sistemi idrici interni, ai sensi del D.Lgs 18/2023. Il metodo di laboratorio per campionare e contare la Legionella è quello della UNI EN ISO 11731, mentre la UNI 9182 fissa temperature e criteri di prevenzione nella rete di acqua calda sanitaria.

Negli hotel e nelle strutture wellness che gestiamo, il punto critico dell'acqua calda sanitaria è quasi sempre lo stesso: i rami morti e i tratti a bassa circolazione, dove l'acqua ristagna e la temperatura scende. È lì che si concentra il controllo. Il trattamento dell'acqua degli impianti termici segue invece la UNI 8065, che disciplina la protezione da corrosione e incrostazioni dei circuiti.

E gli scarichi, i separatori e le piscine di chi sono?

Gli scarichi, la rete di smaltimento e i separatori di grassi e di liquidi leggeri rientrano nei servizi idraulici dell'edificio, non nel perimetro HVAC di Flow: la loro progettazione e manutenzione competono al professionista idraulico. È una distinzione gestionale che conviene chiarire in fase di affidamento, per non lasciare zone grigie di responsabilità tra chi gestisce l'acqua e chi gestisce il clima.

La parte impianti (nostra) Acqua calda sanitaria, Legionella, trattamento dell'acqua, coordinamento Servizi idraulici (idraulico) Acqua potabile, rete di scarico, separatori di grassi e liquidi leggeri
Come si divide la responsabilità degli impianti idrico-sanitari fra HVAC e servizi idraulici. Elaborazione Flow Impianti.

Un caso a parte sono le piscine a uso natatorio: l' Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 ne definisce i requisiti igienico-ambientali e gestionali, inclusi i parametri di qualità dell'acqua e dell'aria e la climatizzazione degli ambienti vasca (in Lombardia i valori operativi arrivano dalla DGR 8/2552/2006). Lì la deumidificazione e la climatizzazione della vasca sono nostre; i parametri dell'acqua di vasca restano al gestore dell'impianto di trattamento.

Le norme di riferimento, in un colpo d'occhio

Abbiamo raccolto qui le norme che toccano gli impianti idrico-sanitari negli edifici, divise tra obblighi di legge e riferimenti di buona tecnica volontaria. Le prime impongono, i secondi indicano come fare a regola d'arte: due piani diversi che conviene non confondere. Ogni voce rimanda alla scheda con il testo e le fonti.

Obblighi di legge D.Lgs 18/2023, D.Lgs 102/2025, Accordi Stato-Regioni Buona tecnica (volontaria) Serie UNI EN 806, UNI 9182, UNI EN 1717, UNI 8065
I due stampi della normativa idrico-sanitaria: obbligo di legge e buona tecnica volontaria. Fonte: schede Normativa Flow.

Qualità dell'acqua e gestione del rischio

Progettazione e installazione della rete

Protezione dal riflusso

Legionella, acqua calda sanitaria e trattamento

Domande frequenti

Chi è responsabile della qualità dell'acqua potabile in un edificio a uso collettivo?

La rete idrico-sanitaria interna all'edificio, dal contatore ai rubinetti, è responsabilità del gestore o del proprietario. Il D.Lgs 18/2023 sposta l'attenzione dalla sola qualità dell'acqua alla gestione preventiva del rischio lungo tutta la rete, e introduce i Piani di Sicurezza dell'Acqua per le strutture prioritarie come ospedali, hotel e scuole.

L'acqua calda sanitaria e la Legionella sono un problema impiantistico?

In buona parte sì. Il rischio Legionella dipende da temperature, ristagni e stato della rete di acqua calda sanitaria, che è a cavallo tra impianti idrici e HVAC. Le Linee guida nazionali (Accordo Stato-Regioni del 7 maggio 2015) chiedono di valutare e tenere sotto controllo il rischio negli impianti idrici e di climatizzazione, con obblighi più stringenti per hotel e strutture sanitarie.

Cos'è la protezione dal riflusso e quando serve?

La protezione dal riflusso impedisce che acqua non potabile o contaminata torni indietro nella rete di acqua potabile. La UNI EN 1717:2025 è il riferimento di buona tecnica: descrive l'analisi del rischio, la classificazione dei fluidi per categorie e la scelta dei dispositivi anti-riflusso da installare a monte degli usi che possono contaminare la rete.

Il DM 174/2004 sui materiali a contatto con l'acqua potabile è ancora in vigore?

No. Il D.M. 174/2004 regolava i materiali e gli oggetti a contatto con l'acqua destinata al consumo umano, ma è stato abrogato dal D.Lgs 102/2025, che ha assorbito la materia nel quadro europeo sulle acque potabili. Resta il riferimento storico per gli impianti realizzati sotto la sua vigenza.

Chi ha scritto e validato questo articolo

Nicola Davanzo

Autore

Nicola Davanzo

Fondatore di Flow Impianti. Scrive con uno sguardo gestionale: chi risponde di cosa, cosa chiede la norma, e dove finisce il nostro perimetro.

Validazione tecnica indipendente

Responsabile Tecnico abilitato (DM 37/08)

I contenuti tecnici sono validati dal Responsabile Tecnico abilitato ai sensi del DM 37/08.

Fonti

  1. Repubblica Italiana, Decreto legislativo 23 febbraio 2023, n. 18 (attuazione della direttiva UE 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano), scheda Normativa Flow
  2. Repubblica Italiana, Decreto legislativo 19 giugno 2025, n. 102 (disposizioni integrative e correttive del D.Lgs 18/2023), scheda Normativa Flow
  3. Conferenza Stato-Regioni, Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi (Accordo del 7 maggio 2015, Rep. Atti n. 79/CSR), scheda Normativa Flow
  4. Istituto Superiore di Sanità, Rapporto ISTISAN 22/32 - sicurezza dell'acqua nei sistemi di distribuzione interni degli edifici, scheda Normativa Flow
  5. UNI, UNI EN 1717:2025 - protezione dall'inquinamento dell'acqua potabile e dispositivi contro il riflusso, scheda Normativa Flow
  6. UNI, UNI 9182:2014 - progettazione, installazione e collaudo della rete di acqua fredda e calda, scheda Normativa Flow

Contenuto informativo a cura di Flow Impianti Srl. Non costituisce consulenza tecnica, di progetto o legale. Le norme UNI ed EN citate sono riferimenti di buona tecnica volontaria, non obblighi di legge, salvo quando un contratto o una norma cogente le richiami. La progettazione della rete idrico-sanitaria e la valutazione del rischio Legionella restano di competenza dei professionisti qualificati e abilitati. Aggiornata 2026.

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