Perché l'impianto centralizzato va bilanciato dopo le termostatiche?
Perché le valvole termostatiche regolano la temperatura della stanza ma non dividono l'acqua fra le colonne. La rivista Idraulica di Caleffi, nel numero dedicato a questi impianti, lo scrive in chiaro: le termostatiche assicurano l'equilibrio termico, ma non aiutano quello idraulico, e la loro azione può creare scompensi seri. Con una pompa a giri costanti, quando molte valvole chiudono la pressione sulle altre cresce.
L'esempio di calcolo della rivista usa sei radiatori uguali e una pompa a giri costanti. A valvole aperte la pressione differenziale sulle termostatiche è di 47 mm di colonna d'acqua; quando la portata di ogni radiatore scende a 60 l/h arriva a 2.819 mm, circa sessanta volte tanto. A titolo indicativo la rivista considera probabili i rumori fra 1.800 e 2.200 mm c.a. e molto probabili oltre, e ricorda che sopra certi valori, da chiedere al produttore, la valvola non riesce più a chiudere.
In condominio le termostatiche arrivano spesso per legge. Il D.Lgs 102/2014 (art. 9, comma 5) prevede, dove i sotto-contatori non sono tecnicamente possibili o convenienti, sistemi di termoregolazione e contabilizzazione individuali su ciascun corpo scaldante, salvo che risultino inefficienti in termini di costi, caso da documentare in una relazione tecnica. Cosa comporta per l'assemblea lo spieghiamo in contabilizzazione del calore per l'amministratore.
Quali valvole di bilanciamento esistono?
Quattro famiglie, secondo come agiscono. La guida Caleffi ai dispositivi per il bilanciamento dei circuiti distingue il bilanciamento statico, con valvole manuali e prese di pressione; quello dinamico, con stabilizzatori automatici di portata; il bilanciamento dinamico con regolazione, cioè le valvole indipendenti dalla pressione (PICV); e i dispositivi che regolano la pressione differenziale.
| Dispositivo | Cosa fa |
|---|---|
| Valvola statica di bilanciamento | Dà la portata richiesta quando la pressione ai suoi capi resta costante; si tara a mano |
| Stabilizzatore automatico di portata | Tiene costante la portata in un ampio campo di pressioni differenziali |
| Regolatore di pressione differenziale | Mantiene costante la differenza di pressione fra due punti del circuito |
| Valvola di by-pass differenziale | Apre oltre la pressione di taratura e garantisce le portate minime a caldaie e pompe |
| PICV | Regola la portata del terminale e la tiene costante al variare della pressione |
La valvola di bilanciamento statica resta la base: con le prese di pressione, o con un misuratore di portata incorporato, permette di tarare e verificare. Negli impianti a portata variabile, scrive Idraulica, si usa per bilanciare colonne e derivazioni a termostatiche aperte. Da sola però lavora bene solo se la pressione ai suoi capi non cambia: per questo, dove le termostatiche fanno variare le portate, si affiancano dispositivi che tengono sotto controllo la pressione. Negli impianti centralizzati la rivista indica le valvole di by-pass differenziale in genere sulle colonne, e per le derivazioni di zona preferisce i regolatori montati in serie, che non mandano l'acqua di mandata direttamente nel ritorno.
Quando servono le valvole PICV?
Dove ogni terminale ha la sua valvola di regolazione, come i fan-coil di un edificio per uffici, e le portate cambiano di continuo. Una PICV unisce in un corpo solo la regolazione e un regolatore di pressione: si imposta la portata e questa resta costante anche se la pressione nel circuito cambia, purché resti nel campo di lavoro dichiarato dal costruttore.
Nella guida Caleffi il campo di lavoro della serie 145 va da 25 a 400 kPa di pressione differenziale sulla valvola: fuori da quel campo la portata costante non è più garantita. Per questo anche un impianto con PICV va verificato in campo, controllando che la valvola più sfavorita abbia la pressione che le serve. Nei condomini a radiatori la stessa logica prende altre forme, come le valvole termostatizzabili con preregolazione, che la stessa guida elenca fra i dispositivi per il bilanciamento dei radiatori.
Come si misura se l'impianto è bilanciato?
Con gli strumenti, sulle valvole. Le valvole di bilanciamento hanno prese di pressione, e alcune un misuratore di portata incorporato, che Idraulica indica proprio per rendere più semplici taratura e verifica. Si leggono le portate delle colonne e le si confronta con quelle di progetto; sui terminali si controlla che la pressione differenziale resti nel campo delle valvole.
Due segnali si sentono prima di misurarli: fischi dalle termostatiche quando l'impianto è poco caricato, e alloggi lontani dalla centrale che restano freddi mentre quelli vicini hanno le valvole chiuse. Il lato del singolo radiatore, con detentori e sfiati, lo trattiamo in bilanciamento dei termosifoni.
Chi decide e chi fa il bilanciamento in condominio?
Risponde dell'impianto il responsabile, che per il DPR 74/2013 (art. 6) può delegare esercizio, conduzione, controllo e manutenzione a un terzo responsabile. Se il terzo responsabile ritiene indispensabili interventi non previsti dalla delega, li comunica per iscritto; in condominio l'assemblea li deve autorizzare con una delibera entro 10 giorni, facendosi carico dei costi, altrimenti la delega decade.
Il controllo periodico tocca già il tema: per l'art. 8 dello stesso decreto il controllo di efficienza energetica verifica anche presenza e funzionalità dei sistemi di regolazione della temperatura centrale e locale. I lavori che modificano l'impianto, come montare valvole o regolatori, li esegue un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008, che rilascia la dichiarazione di conformità. Seguiamo queste verifiche nel servizio di terzo responsabile e nella manutenzione a canone; quando il bilanciamento arriva insieme a nuovi generatori, il quadro completo è in riqualificazione della centrale termica.