Cosa segna il display di un ripartitore di calore?
Di solito due valori che si alternano: quello accumulato dall'inizio del periodo in corso e quello registrato all'ultima data di memorizzazione, cioè la lettura del periodo precedente. Nella guida per l'utente di ista il display alterna i due valori ogni 2 secondi e resta spento finché non si preme il tasto sotto lo schermo.
| Sul display | Cosa vuol dire |
|---|---|
| Un numero senza unità | Il valore accumulato nel periodo in corso |
| Una data, per esempio 31.12 | La data di memorizzazione o di fatturazione |
| Un secondo numero, dopo la data | Il valore registrato a quella data |
| Un codice di controllo | Serve a chi fa il riparto per verificare la lettura |
| Tutti i segmenti accesi | Il test del display |
| Una scritta come OPEN | Dispositivo aperto o rimosso dopo l'installazione |
Nel manuale RBM la sequenza standard è questa: consumo attuale, data di fatturazione, consumo all'ultima data di fatturazione, codice di controllo, test del display. Una scritta OPEN dopo il periodo di installazione indica che il dispositivo è stato tolto dalla sua piastra, e il ripartitore la registra come manomissione. Il manuale del tuo modello può fornirlo l'amministratore o la società che fa le letture.
Perché i numeri del ripartitore non sono chilowattora?
Perché il ripartitore non misura energia: stima il calore emesso dal termosifone confrontando nel tempo la temperatura del radiatore con quella della stanza, e accumula unità di ripartizione. Per trasformarle in una quota di consumo servono i dati del radiatore su cui è montato, a partire dalla sua potenza e da come il dispositivo è fissato.
Il manuale RBM lo scrive come formula: se il ripartitore esce di fabbrica con la scala unitaria, il valore di consumo è il valore visualizzato moltiplicato per due fattori, KC e KQ, legati all'accoppiamento termico e alla potenza del radiatore. Se i fattori sono già impostati nel dispositivo, il display mostra direttamente il valore corretto. Per questo due ripartitori con lo stesso numero, su due termosifoni diversi, possono valere quote diverse.
La guida ista aggiunge un caso che spiazza molti condomini: un ripartitore su un termosifone piccolo può segnare più di uno su un termosifone grande, senza che il consumo sia maggiore. Vuol dire solo che la differenza di temperatura, nel tempo, è stata più alta. Cos'è il dispositivo e in cosa differisce dal contatore di calore lo trovi nella voce di glossario sul ripartitore di calore.
Come diventano i numeri la tua spesa di riscaldamento?
A fine periodo la società che fa le letture raccoglie i valori, li corregge con i fattori dei radiatori e divide la spesa in due quote. Il D.Lgs 102/2014, all'articolo 9, comma 5, chiede di attribuire almeno il 50% dell'importo complessivo agli effettivi prelievi volontari di energia termica; il resto si può ripartire, per esempio, per millesimi, metri quadri o metri cubi utili, o secondo le potenze installate.
La regola ha le sue eccezioni. Nella prima stagione termica dopo l'installazione dei dispositivi la spesa si può ancora dividere solo a millesimi di proprietà. La regola è facoltativa nei condomini che, alla data di entrata in vigore della disposizione, avevano già installato i dispositivi e già ripartivano la spesa. E l'obbligo di installarli vale nella misura in cui è tecnicamente possibile ed efficiente in termini di costi: i casi di impossibilità vanno motivati in una relazione tecnica.
Come l'amministratore imposta quote e criteri con la norma tecnica UNI 10200, che è un riferimento volontario, lo abbiamo spiegato in ripartizione delle spese di riscaldamento in condominio.
Come si controllano le proprie letture durante l'inverno?
Si annota il valore di ogni ripartitore a intervalli regolari, per esempio una volta al mese e sempre nello stesso giorno. La differenza fra due letture dice quale termosifone lavora di più e come cambia il consumo quando abbassi le valvole. Ogni ripartitore va confrontato con sé stesso nel tempo, non con quello di un'altra stanza, perché i fattori dei radiatori sono diversi.
Due cose falsano il quadro. Un ripartitore coperto da una tenda o da un mobile si scalda più del dovuto: alcuni modelli se ne accorgono e cambiano modo di misura, come descrive il manuale RBM. E un termosifone con la valvola aperta ma l'acqua fredda non conta niente, perché il valore dipende dal confronto fra la temperatura del radiatore e quella della stanza, non dalla posizione della valvola termostatica.
Cosa cambia con la lettura da remoto dal 2027?
Dal 1 gennaio 2027 tutti i contatori e i sistemi di contabilizzazione del calore individuali devono essere dotati di dispositivi che ne permettono la lettura da remoto; quelli installati dopo il 25 ottobre 2020 devono già esserlo (D.Lgs 102/2014, art. 9, comma 5-bis, introdotto dal D.Lgs 73/2020). Anche questo obbligo vale ferme restando le condizioni di fattibilità tecnica e di efficienza in termini di costi.
In Lombardia la DGR XI/3502/2020 considera lettura da remoto solo quella dei sistemi AMR fissi, che trasmettono i dati via rete; la lettura mobile walk-by e drive-by non è ritenuta idonea. Sul display cambia poco, continua a mostrare i valori; cambia che nessuno deve più entrare in casa per leggerli. Cosa deve fare l'amministratore è nella guida sulla contabilizzazione del calore dal 2027.
Il riparto non ti torna: a chi chiedere?
All'amministratore, che può chiedere alla società delle letture il dettaglio per termosifone: valori letti, fattori applicati e quota fissa. Con quel prospetto si verifica se un dispositivo ha segnalato un'anomalia o una manomissione e se i fattori corrispondono ai radiatori che hai davvero in casa.
Sul tuo appartamento possiamo fare la parte che ti compete: controllo di valvole termostatiche e testine, sfiato e verifica che i termosifoni lavorino come devono, nel servizio valvole termostatiche. Sistema centralizzato e contabilizzazione restano decisioni dell'assemblea.