Chi può fare la diagnosi energetica di un edificio pubblico?
La diagnosi energetica di un edificio pubblico la firma un soggetto titolato, non chiunque. Sono tre le figure abilitate: una società di servizi energetici (ESCo) certificata secondo la UNI CEI 11352, un esperto in gestione dell'energia (EGE) certificato secondo la UNI CEI 11339, e un tecnico abilitato iscritto all'albo. Lo stabilisce il D.Lgs 102/2014, che recepisce la direttiva europea 2012/27/UE sull'efficienza energetica.
La differenza tra le tre figure è pratica. L'EGE è una persona certificata sulla gestione dell'energia; la ESCo è una società che, oltre a redigere la diagnosi, può realizzare gli interventi e farsi remunerare sui risparmi ottenuti; il tecnico abilitato è il professionista iscritto all'albo. Per un ente la scelta dipende da come vuole impostare il progetto, non solo dal titolo di chi firma.
Noi non rientriamo in questa lista, ed è meglio dirlo all'inizio: Flow non certifica né firma la diagnosi. Il nostro lavoro è la parte impiantistica - i dati di campo, il monitoraggio, l'esecuzione degli interventi - e il coordinamento con l'EGE o la ESCo che la diagnosi la redige. Chi commissiona dovrebbe chiedere la qualifica prima di affidare l'incarico, non a lavoro fatto. Se un termine non ti è familiare, lo trovi nel glossario.
Cosa deve contenere una diagnosi energetica conforme?
Una diagnosi conforme parte dai consumi reali e arriva a una scala di interventi con i tempi di ritorno. Non è una stima a occhio: analizza bollette e letture, rileva edificio e impianti, costruisce un modello energetico e ordina gli interventi per convenienza. Il D.Lgs 102/2014 chiede che si fondi su dati operativi misurati e aggiornati, non su valori di targa.
| Cosa deve contenere | Perché serve al RUP |
|---|---|
| Analisi dei consumi storici | Fissa la baseline: senza il consumo reale, il risparmio stimato non ha un riferimento. |
| Rilievo di edificio e impianti | Fotografa lo stato di fatto: involucro, generatori, distribuzione, regolazione. |
| Modello energetico | Lega i consumi alle cause e permette di simulare gli interventi prima di spendere. |
| Interventi con tempo di ritorno | Trasforma le ipotesi in numeri confrontabili: costo, risparmio annuo, anni per rientrare. |
| Scala di priorità | Ordina gli interventi per convenienza, così la spesa pubblica parte da ciò che rende prima. |
Il confine tra una diagnosi utile e un documento da archiviare passa da qui. Una diagnosi che non misura i consumi reali, o che non mette un tempo di ritorno accanto a ogni intervento, lascia il RUP senza uno strumento decisionale. I criteri minimi - dati misurati, analisi costi-benefici, rappresentatività dell'edificio - sono richiamati dal D.Lgs 102/2014 e dalla serie di norme tecniche UNI CEI EN 16247 sulle diagnosi energetiche.
Come si usa la diagnosi per incentivi e programmazione?
Per il RUP la diagnosi non è un adempimento fine a sé stesso: è la base tecnica per programmare gli interventi, scrivere i capitolati di gara e accedere agli incentivi. Un elenco di interventi con tempo di ritorno e priorità permette di distribuire la spesa su più esercizi e di motivare le scelte con numeri, non con impressioni.
Sul fronte incentivi la pubblica amministrazione ha canali dedicati. Il Conto Termico, gestito dal GSE, copre in conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili per l'efficienza energetica degli edifici (Conto Termico 3.0, D.M. 7 agosto 2025). La diagnosi è ciò che dà sostanza alla domanda: individua l'intervento, ne stima il risparmio e ne fissa il costo. È il terreno su cui lavoriamo insieme, con la nostra consulenza energetica.
Che ruolo hanno i dati impiantistici nella diagnosi?
Una diagnosi vale quanto i dati su cui si fonda, e i dati migliori vengono dal campo: consumi reali dei generatori, ore di funzionamento, temperature di mandata, comportamento della regolazione. È la parte in cui entriamo noi. Negli edifici che seguiamo a canone, il monitoraggio continuo degli impianti offre a chi redige la diagnosi una fotografia misurata invece di una stima.
Ci coordiniamo con il soggetto che redige la diagnosi: mettiamo a disposizione le letture, i dati di targa e lo storico degli interventi, e quando gli interventi impiantistici vengono approvati siamo noi a eseguirli e a gestirli nel tempo. La diagnosi certificata, però, resta firmata dall'EGE o dalla ESCo abilitata. È un confine che non superiamo, per legge e per serietà: le verifiche e le certificazioni soggette ad abilitazione restano ai professionisti qualificati.
Se ti serve prima il quadro generale - cos'è una diagnosi e quando conviene, al di là del committente pubblico - lo trovi nel nostro approfondimento sulla diagnosi energetica dell'edificio. Il testo di riferimento resta il D.Lgs 102/2014, da cui partono obblighi e qualifiche.