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Temperatura ideale in sala server: valori ASHRAE e come tenerla

Se gestisci un data center o una sala CED, la domanda pratica non è "quanto freddo", ma quale temperatura tenere e dove misurarla. Vediamo l'intervallo raccomandato dalle linee guida ASHRAE, i limiti di umidità e come mantenerlo stabile, con le fonti in chiaro.

A che temperatura si tiene una sala server?

La temperatura raccomandata in una sala server è compresa tra 18 e 27 gradi, misurata sull'aria che entra negli apparati. È l'intervallo che le linee guida ASHRAE TC 9.9 indicano per la classe A1, quella dei data center con controllo ambientale stretto (ASHRAE, Thermal Guidelines for Data Processing Environments). Sono valori di buona pratica, non un obbligo normativo. Risultati indicativi.

Dentro quell'intervallo c'è margine di scelta. Stare a 18 gradi non è "più sicuro" che stare a 25: è solo più caro da raffreddare. La regola che seguiamo è puntare alla parte alta dell'intervallo raccomandato, dove l'aria in ingresso resta fresca abbastanza per gli apparati ma il carico sui condizionatori cala, e tenere quel valore stabile nel tempo.

Intervalli di temperatura all'aspirazione dei rack secondo ASHRAE TC 9.9. Valori indicativi.
ClasseRaccomandatoAmmesso
A1 (controllo stretto)18-27 °C15-32 °C
A218-27 °C10-35 °C
A318-27 °C5-40 °C
A418-27 °C5-45 °C

L'intervallo raccomandato è lo stesso per tutte le classi: 18-27 gradi. Cambia l'ammesso, cioè il margine entro cui l'impianto può oscillare senza uscire dalle specifiche degli apparati (ASHRAE TC 9.9). L'ammesso è una fascia di tolleranza per eventi transitori, non il punto di lavoro: si progetta sul raccomandato e si tiene l'ammesso come cuscinetto.

Dove si misura: ambiente o aspirazione dei rack?

Il punto di misura che conta è l'aria in ingresso agli apparati, cioè l'aspirazione frontale dei rack, non la temperatura media dell'ambiente. ASHRAE riferisce l'intervallo 18-27 gradi a quel punto preciso, perché è l'aria che raffredda i componenti (ASHRAE TC 9.9). Una media stanza può sembrare buona mentre un rack in fondo alla fila riceve aria troppo calda.

Temperatura all'aspirazione dei rack (°C) Ammesso A1 Raccomandato 15-32 18-27 10 22.5 35
Intervalli riferiti all'aria in ingresso agli apparati. Fonte: ASHRAE TC 9.9, Thermal Guidelines. Valori indicativi.

Per questo mettiamo le sonde davanti ai rack, in basso e in alto, non a soffitto. Negli impianti dei data center che gestiamo il primo controllo è proprio la differenza fra aspirazione in cima e alla base della fila: se sale oltre pochi gradi, c'è ricircolo di aria calda e la media ambiente lo nasconde. Se un termine non ti è familiare, lo trovi nel glossario.

Perché non troppo freddo né troppo caldo?

Perché entrambi gli estremi costano. Ogni grado in meno rispetto al necessario aggiunge lavoro ai condizionatori senza allungare la vita dell'hardware, e avvicina l'aria al punto di rugiada, con rischio di condensa. Sul lato opposto, aria troppo calda porta throttling dei processori, guasti più frequenti e una vita utile più breve dei componenti (ASHRAE TC 9.9).

Non è un caso che ASHRAE abbia ampliato gli intervalli edizione dopo edizione: l'obiettivo è consentire set-point più alti e ridurre i consumi di climatizzazione, che in un data center pesano su una quota rilevante della bolletta. Alzare il set-point di raffreddamento riduce l'energia dei gruppi frigo, purché l'aria in ingresso resti nell'intervallo raccomandato e stabile. Il punto non è il freddo, è la costanza.

Come si arriva a un'aria fresca e costante è un altro tema, che tocca gruppi frigo, free cooling e ridondanza: lo trattiamo nell'approfondimento su come funziona il raffrescamento di un data center. Qui restiamo sul valore da tenere e su come tenerlo.

Che umidità relativa serve in sala server?

La temperatura non basta: conta anche l'umidità. ASHRAE raccomanda di tenere l'umidità relativa entro circa il 60%, con un limite sul punto di rugiada a 15 gradi, ed evitare l'aria troppo secca (ASHRAE TC 9.9). Due rischi opposti: aria troppo secca favorisce le scariche elettrostatiche sugli apparati, aria troppo umida porta condensa e corrosione. Valori indicativi.

Umidità relativa in sala (% UR) troppo secca raccomandato troppo umida statica condensa, corrosione ~20% ~60%
Finestra di umidità relativa raccomandata e i due rischi ai lati. Fonte: ASHRAE TC 9.9. Valori indicativi.

In pratica, la sonda va letta insieme alla temperatura: sono la stessa partita. Un impianto che raffredda troppo rischia di scendere sotto il punto di rugiada e formare condensa proprio dove non serve. Ecco perché la deumidificazione e l'umidificazione, dove servono, vanno tarate con la stessa cura del set-point di temperatura.

Come tenerla uniforme: contenimento, set-point e densità?

Un valore giusto in media non serve se l'aria calda e quella fredda si mescolano. Il contenimento dei corridoi, caldo e freddo separati, è il modo per portare a ogni rack aria in ingresso alla stessa temperatura, senza ricircolo. Senza contenimento, i rack in fondo alla fila o in alto ricevono aria più calda e obbligano ad abbassare il set-point per tutti, sprecando energia.

Sul controllo, due accorgimenti pratici. Il set-point va accompagnato da un'isteresi adeguata, cioè una banda tra accensione e spegnimento del raffreddamento, per evitare che i gruppi frigo ripartano in continuazione. E la densità dei rack, i kilowatt per armadio, decide quanta aria serve: più un rack è denso, più portata d'aria richiede a parità di temperatura. Un rack ad alta densità mal ventilato scalda anche in una sala che, in media, sembra a posto. Va ricordato che i valori ASHRAE guardano all'hardware all'aspirazione dei rack, non alle persone: nel corridoio caldo, dove i tecnici intervengono, il riferimento è l'indice WBGT per gli ambienti caldi. Ne parliamo per esteso in il caldo nei luoghi di lavoro, e chi lo valuta.

Quando il contenimento è a posto ma i condizionatori non tengono l'uniformità, il tema si sposta sull'hardware: capacità, età e ridondanza delle macchine. Se sei a quel punto, vedi quando sostituire o riqualificare i CRAC e le UTA.

Chi tiene la temperatura sotto controllo nel tempo?

Un valore giusto il giorno del collaudo non basta: la temperatura va tenuta stabile ogni ora dell'anno. Serve un monitoraggio continuo dell'aspirazione ai rack, con soglie e allarmi, perché una deriva lenta, un filtro sporco o un gruppo frigo in affanno non si vedono a occhio finché non è tardi: per anticiparli servono i controlli stagionali che tengono il gruppo frigo in salute. È la parte meno visibile, e quella che decide se la sala resta nell'intervallo. L'altra metà della risposta sta nelle macchine: abbiamo messo giù quanta ridondanza serve davvero al raffreddamento.

Noi la teniamo con il monitoraggio continuo degli impianti e la gestione a canone: soglie sull'aspirazione, interventi programmati e tempi di risposta concordati in caso di guasto, con spesa annua nota in anticipo. Per la gestione del clima nei data center è il modo per tenere insieme efficienza, continuità e budget prevedibile. Il metodo per verificare a che punto è un impianto lo trovi nell'approfondimento sull'audit di continuità del raffreddamento.

C'è anche un piano di legge da non confondere con la buona tecnica. Il D.Lgs 138/2024, che recepisce la direttiva NIS2, include i data center tra i soggetti tenuti a garantire continuità operativa: un guasto al raffrescamento che ferma il servizio può configurare un incidente da notificare. L'intervallo ASHRAE non è un obbligo, ma tenere la temperatura stabile è il modo concreto di rispettare quella continuità. Il quadro è nella nostra scheda su NIS2 e continuità dei data center.

Domande frequenti

Qual è la temperatura ideale per una sala server?

La temperatura raccomandata è compresa tra 18 e 27 gradi, misurata sull'aria che entra negli apparati, cioè l'aspirazione frontale dei rack. È l'intervallo indicato dalle linee guida ASHRAE TC 9.9 per la classe A1 (ASHRAE, Thermal Guidelines for Data Processing Environments). Sono valori di buona pratica, non un obbligo di legge, e restano indicativi: la taratura va fatta sull'impianto reale.

Dove va misurata la temperatura in un data center?

All'aspirazione dei rack, non al centro della stanza. ASHRAE riferisce la temperatura in data center all'aria in ingresso agli apparati, con l'intervallo raccomandato di 18-27 gradi, perché è quella che raffredda i componenti (ASHRAE TC 9.9). La mandata dei condizionatori è più fredda e la ripresa più calda: una media ambiente non dice se un rack sta ricevendo aria troppo calda.

Perché non conviene tenere la sala server troppo fredda?

Perché ogni grado in meno costa energia di raffreddamento senza allungare la vita dell'hardware, e avvicinarsi al punto di rugiada porta rischio di condensa. Proprio per questo ASHRAE ha ampliato gli intervalli nel tempo, per consentire set-point più alti e ridurre i consumi di climatizzazione (ASHRAE TC 9.9). Il punto è la stabilità, non il freddo.

Quale umidità relativa serve in una sala server?

ASHRAE raccomanda di tenere l'umidità relativa entro circa il 60%, con un limite sul punto di rugiada a 15 gradi, ed evitare aria troppo secca (ASHRAE TC 9.9). Troppo secco favorisce le scariche elettrostatiche, troppo umido la condensa e la corrosione. Sono valori indicativi, da verificare con la sonda in sala.

La temperatura ASHRAE è obbligatoria per legge?

No. Gli intervalli ASHRAE TC 9.9 sono un riferimento tecnico di buona pratica, non una norma cogente. La legge tocca un altro piano: il D.Lgs 138/2024 (NIS2) include i data center tra i soggetti tenuti a garantire continuità operativa, e un guasto al raffrescamento che ferma il servizio può configurare un incidente da notificare. Tenere la temperatura stabile è il modo per rispettarla, non un obbligo sul singolo grado.

Qual è la temperatura massima ammessa in una sala server?

L'intervallo raccomandato è 18-27 gradi, misurato sull'aria in ingresso ai rack; per la classe A1 le linee guida ASHRAE TC 9.9 ammettono fino a 32 gradi. Quel valore è un limite di tolleranza, non un set-point da tenere: sopra i 27 gradi si lavora nel margine, e una fermata del raffrescamento lo consuma in fretta. Conviene un'allerta prima del limite ammesso e un allarme al limite. Valori indicativi, di buona pratica, non un obbligo di legge.

Chi ha scritto e validato questo articolo

Nicola Davanzo

Autore

Nicola Davanzo

Fondatore di Flow Impianti. Scrive con uno sguardo gestionale: cosa cambia, per chi decide, sul conto a fine anno.

Validazione tecnica indipendente

Responsabile Tecnico abilitato (DM 37/08)

I contenuti tecnici sono validati dal Responsabile Tecnico abilitato ai sensi del DM 37/08.

Fonti

  1. ASHRAE Technical Committee 9.9, Thermal Guidelines for Data Processing Environments, consultato 2026-09-16, ashrae.org
  2. ASHRAE TC 9.9, IT Equipment Thermal Management and Controls (white paper), consultato 2026-09-16, ashrae.org
  3. Sezione Normativa Flow, D.Lgs 138/2024 (NIS2): continuità operativa e protezione fisica dei data center, flowimpianti.it

Contenuto informativo a cura di Flow Impianti Srl. Non costituisce consulenza tecnica o di progetto. Gli intervalli ASHRAE sono un riferimento di buona pratica, non un obbligo di legge, e i valori riportati sono indicativi: la taratura di temperatura e umidità va fatta sulla singola sala, sugli apparati installati e sul loro carico.

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