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VRF per uffici: quando conviene e come si gestisce per zona?

In un ufficio l'open space, gli uffici chiusi e la sala riunioni chiedono cose diverse nello stesso momento. Vediamo quando un VRF conviene davvero per servirli tutti da un solo impianto, come lo gestiamo zona per zona e quando invece un sistema più semplice basta.

Quando conviene un VRF per un ufficio?

Un VRF conviene in un ufficio quando le zone hanno carichi diversi e orari non allineati: un open space che si riempie a metà mattina, uffici chiusi sul perimetro, sale riunioni accese a tratti. In un edificio per uffici la climatizzazione pesa circa il 57% dei consumi, davanti ad apparecchiature e illuminazione (ENEA e Assoimmobiliare, benchmark su 118 edifici, 2019). È la voce su cui il controllo per zona incide di più.

Qui non ripetiamo cos'è un VRF né la differenza tra VRF e VRV: l'abbiamo spiegato nella guida generale ai sistemi VRF/VRV. In un ufficio la domanda è più stretta: quante zone hai, con che affaccio e con che orari. È da lì che partiamo con chi gestisce immobili a reddito e uffici, prima ancora di aprire il catalogo dei costruttori.

Negli uffici che gestiamo, il punto critico non è la macchina esterna sul tetto, è la mappa delle zone: chi sta dove, con che orario, con che esposizione. È lì che decidiamo numero e taglia delle unità interne. Un impianto ben dimensionato su una mappa sbagliata resta un impianto sbagliato.

Scenari d'ufficio a confronto. Valutazione qualitativa: il dimensionamento va fatto sul singolo edificio.
Scenario ufficioPerché VRF (o no)Come lo gestiamo
Open space più uffici chiusi sul perimetroSì: carichi e affacci diversi nello stesso momentoZone separate, recupero di calore tra nucleo e facciata
Sale riunioni a uso discontinuoSì: carico che compare e sparisce di colpoUnità dedicata, con programmazione oraria e per presenza
Edificio multi-tenant su più pianiSì: i consumi vanno separati per unitàRipartizione dei consumi per unità interna e report per piano
Alta densità e molta aria di rinnovoSì, ma non da solo: il VRF non tratta l'aria esternaVRF più unità di trattamento aria dedicata (UNI EN 16798-3)
Piano unico, aperto e omogeneoSpesso no: un sistema più semplice basta e costa menoMultisplit o impianto ad aria, meno punti da mantenere

Come si gestisce per zona: open space, uffici chiusi, sale riunioni?

Ogni ambiente diventa una zona con la sua unità interna e il suo setpoint. L'open space, l'ufficio chiuso e la sala riunioni lavorano insieme, ciascuno sul proprio carico, senza il "tutto acceso o tutto spento" degli impianti ad aria centralizzati. È il motivo per cui un VRF sta bene in un ufficio: la simultaneità di richieste diverse è la norma, non l'eccezione.

Open space Uffici chiusi Sala riunioni carico variabile con le presenze affaccio e ore diversi tra loro picco improvviso poi silenzio setpoint proprio setpoint proprio setpoint proprio
Tre zone d'ufficio, tre carichi diversi nello stesso momento: è la condizione in cui il controllo per zona del VRF rende. Elaborazione Flow.

Come si usano le zone conta quanto la macchina. Uno studio su un edificio per uffici ha misurato che lo schema di funzionamento, cioè quali zone girano e quando, cambia il consumo del VRF fino a 1,8 volte, e la sola impostazione della portata d'aria delle unità interne arriva a triplicare il loro assorbimento (Energy & Buildings, 2018). Tradotto: la gestione oraria e per presenza vale più della targhetta.

Come funziona il recupero di calore tra facciata e nucleo?

In un ufficio d'inverno le zone sul perimetro perdono calore verso l'esterno e chiedono riscaldamento, mentre il nucleo interno, pieno di persone, computer e luci, produce calore e chiede raffrescamento anche a gennaio. Un VRF a recupero di calore, la versione a 3 tubi, sposta il calore di troppo dal nucleo verso la facciata invece di buttarlo fuori.

Facciata / perimetro d'inverno perde calore chiede riscaldamento Nucleo interno persone, PC, luci chiede raffrescamento il calore si sposta, non si butta
Recupero di calore a 3 tubi in un ufficio d'inverno. Schema semplificato; elaborazione Flow.

È il punto di forza che un ufficio con affacci diversi sfrutta più di ogni altro edificio. Studi di simulazione stimano risparmi invernali nell'ordine del 15% rispetto a un VRF a pompa di calore ordinaria, quando caldo e freddo servono insieme (Energy & Buildings, 2010). Risultati indicativi: il margine è reale dove i carichi sono davvero contrapposti, e quasi sparisce dove sono uniformi. La versione a 3 tubi costa e pesa di più, quindi ha senso solo se l'edificio ha questa contemporaneità.

Come si contabilizzano i consumi per unità o per piano?

In un edificio con più conduttori la domanda arriva presto: chi paga cosa. Un VRF stima l'energia usata da ogni unità interna a partire dai sensori di bordo, così i consumi si ripartiscono tra piani o inquilini senza montare un contatore fisico per ogni macchina, con uno scarto nell'ordine del 6-8% (Applied Thermal Engineering, 2021). È una stima per dividere la spesa in modo equo, non un contatore fiscale.

Quando gestiamo un edificio per uffici, la ripartizione dei consumi entra nella reportistica a canone: ogni piano vede cosa consuma, e il dato serve tanto a dividere la bolletta quanto a capire dove intervenire. Se il tema è il monitoraggio in sé, ne parliamo nella nostra pagina sul monitoraggio dei consumi energetici.

Comfort e rumore: come regoliamo un VRF in ufficio?

In ufficio il comfort non è una temperatura, è la quota di persone scontente. La norma tecnica UNI EN ISO 7730 misura il benessere con gli indici PMV e PPD, cioè la percentuale prevista di insoddisfatti a una data condizione (riferimento di buona tecnica). Un VRF regolato per zona tiene quella quota bassa dove le persone stanno davvero, invece di inseguire un unico numero medio per tutto il piano.

Il rumore, in ufficio, si sente più della resa. Una sala riunioni chiede silenzio, un open space tollera un fondo più alto. Quando regoliamo un VRF lavoriamo su velocità del ventilatore e posizione delle unità perché restino sotto la soglia di comfort acustico dell'ambiente: è una parte del setup che negli uffici pesa sulle lamentele quanto il caldo o il freddo. Sulla regolazione fine di un impianto del terziario, con BACS e supervisione, entriamo nel dettaglio nella pagina su VMC, BACS e regolazione.

Quando un VRF non conviene per un ufficio?

Il VRF rende meno su un piano unico, aperto e omogeneo, senza zone contrapposte: lì un sistema più semplice fa lo stesso lavoro a costo inferiore e con meno punti da mantenere. E va valutato con attenzione dove serve molta aria esterna di rinnovo, perché il VRF sposta calore ma non tratta l'aria esterna.

Per l'aria di rinnovo la norma tecnica UNI EN 16798-3:2025 fissa i requisiti di ventilazione e climatizzazione degli edifici non residenziali (riferimento di buona tecnica). In un ufficio affollato il VRF va quindi affiancato a un'unità di trattamento aria dedicata: da soli, gli split interni ricircolano l'aria già presente e basta. Per un ufficio piccolo, con poche unità e senza carichi contrapposti, spesso è sufficiente un multisplit.

Come gestiamo un VRF per uffici a canone?

Un VRF è un impianto a rete frigorifera estesa: la differenza tra un buon investimento e un grattacapo la fa la gestione, non solo il montaggio. Servono controllo periodico delle cariche di refrigerante, taratura della supervisione, programmazione delle zone sugli orari reali e tempi di risposta certi quando una zona si ferma. È la parte meno visibile, e quella che incide di più sul conto a fine anno.

Noi lavoriamo a canone: manutenzione programmata e interventi in caso di guasto con tempi concordati, spesa annua nota in anticipo. È quello di cui ci occupiamo con la gestione dei sistemi VRF e VRV: per un ufficio multi-zona in un edificio operativo, è il modo per tenere insieme efficienza per zona, continuità e budget prevedibile. Per gli immobili a reddito e gli uffici è la forma di gestione che consigliamo più spesso.

Un VRF lavora con refrigerante in pressione, e la scelta del gas oggi pesa sul domani. Il Regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati riduce progressivamente gli HFC disponibili e limita quali refrigeranti si possono ancora usare (in vigore dall'11 marzo 2024). Refrigerante e taglia macchina vanno decisi con la norma in mano, per non ritrovarsi un impianto difficile da ricaricare: il tema lo trattiamo nella pagina F-gas 2026 e refrigeranti.

Domande frequenti

Quando conviene un VRF per un ufficio?

Un VRF conviene quando l'ufficio ha molte zone con carichi diversi e orari non allineati: open space, uffici chiusi sul perimetro, sale riunioni a uso discontinuo. In un edificio per uffici la climatizzazione pesa circa il 57% dei consumi (ENEA, benchmark su 118 edifici, 2019): è lì che il controllo per zona e il recupero di calore ripagano.

Come si gestisce un VRF per zona in un ufficio?

Ogni ambiente diventa una zona con la sua unità interna e il suo setpoint: l'open space, l'ufficio chiuso e la sala riunioni lavorano insieme, ognuno sul proprio carico. Come si usano le zone conta quanto la macchina: uno studio su un edificio per uffici ha misurato variazioni di consumo fino a 1,8 volte al cambiare dello schema di funzionamento (Energy & Buildings, 2018).

Un VRF può contabilizzare i consumi per singola unità o per piano?

Sì, come funzione tecnica. Un VRF stima l'energia usata da ogni unità interna dai sensori di bordo, così i consumi si ripartiscono tra piani o conduttori senza un contatore fisico per unità, con uno scarto nell'ordine del 6-8% (Applied Thermal Engineering, 2021). È una stima per ripartire la spesa, non un contatore fiscale, e non va confusa con la contabilizzazione del calore obbligatoria sul riscaldamento centralizzato ad acqua.

Che rumore fa un VRF in un ufficio?

In ufficio il rumore delle unità interne si sente più della resa: una sala riunioni chiede silenzio, un open space tollera un fondo più alto. Regoliamo velocità del ventilatore e posizione delle unità perché restino sotto la soglia di comfort acustico dell'ambiente, e cerchiamo il benessere termico valutato da PMV e PPD (UNI EN ISO 7730), non solo il numero sul termostato.

Quando è meglio non installare un VRF in un ufficio?

Il VRF rende meno su un piano unico, aperto e omogeneo, dove un sistema più semplice basta a costo inferiore. E non tratta l'aria di rinnovo: dove serve molta aria esterna va affiancato a un'unità dedicata, secondo i requisiti della norma tecnica UNI EN 16798-3:2025. Per un ufficio piccolo con poche unità, spesso è sufficiente un multisplit.

Un VRF per uffici è a norma con il regolamento F-gas?

Sì, se progettato con i refrigeranti giusti. Il Regolamento (UE) 2024/573 riduce progressivamente gli HFC disponibili e limita quali gas si possono ancora usare (in vigore dall'11 marzo 2024). La scelta di refrigerante e taglia macchina va fatta con la norma in mano, per non avere un impianto difficile da ricaricare tra qualche anno.

Chi ha scritto e validato questo articolo

Nicola Davanzo

Autore

Nicola Davanzo

Fondatore di Flow Impianti. Scrive con uno sguardo gestionale: cosa cambia, per chi decide, sul conto a fine anno.

Validazione tecnica indipendente

Responsabile Tecnico abilitato (DM 37/08)

I contenuti tecnici sono validati dal Responsabile Tecnico abilitato ai sensi del DM 37/08.

Fonti

  1. ENEA e Assoimmobiliare, Benchmark di consumo energetico degli edifici per uffici in Italia, 2019, assoimmobiliare.it
  2. Zhang et al., Influence of occupant behavior on the energy performance of VRF systems for office buildings (Energy & Buildings), 2018, sciencedirect.com
  3. Tu et al., Energy simulation of heat recovery VRF in winter (Energy & Buildings), 2010, sciencedirect.com
  4. Applied Thermal Engineering, Individual energy metering methods for VRF indoor units, 2021, sciencedirect.com
  5. UNI EN ISO 7730, Ergonomia degli ambienti termici - indici PMV e PPD, scheda UNI EN ISO 7730
  6. UNI EN 16798-3:2025, Ventilazione degli edifici non residenziali, scheda UNI EN 16798-3:2025
  7. Regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati a effetto serra, scheda Reg. (UE) 2024/573
  8. D.Lgs 102/2014, contabilizzazione del calore sul riscaldamento centralizzato, scheda D.Lgs 102/2014

Contenuto informativo a cura di Flow Impianti Srl. Non costituisce consulenza tecnica o di progetto. I risparmi citati derivano da studi su edifici e climi specifici, sono indicativi e non garantiscono un rendimento: la valutazione va fatta sul singolo edificio. Le norme tecniche citate sono riferimenti di buona tecnica, non obblighi di legge.

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