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Impianti a gas negli edifici: progettazione, condotte e verifica

Gestisci un albergo o un ristorante con cucina professionale e una centrale termica a gas. La domanda non è solo come si installa, ma cosa chiede la norma prima dell'allaccio - materiali, tenuta, dimensionamento delle condotte - e cosa serve dopo, sull'impianto in esercizio. Ecco la mappa delle norme, con le fonti in chiaro.

Cosa comprende un impianto a gas a valle del contatore?

A valle del contatore l'impianto a gas comprende le condotte interne, gli organi di intercettazione, gli apparecchi utilizzatori e i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione. Il lessico di questi componenti è fissato dalla UNI 7128:2015, la norma di buona tecnica che raccoglie termini e definizioni degli impianti a gas per uso civile e fa da glossario unico trasversale alle norme di settore.

La distinzione utile a chi decide è tra la rete a monte del contatore, di competenza del distributore, e l'impianto interno, che è quello su cui interveniamo noi. Le condotte di distribuzione fino a 5 bar - materiali e giunzioni - sono materia della UNI 9034:2022, che riguarda la rete e la derivazione d'utenza a monte del contatore: entra come riferimento di filiera, non descrive l'impianto interno che gestiamo.

1 2 3 Progettazione e condotte Scarico fumi Verifica esistente
I tre momenti di un impianto a gas a valle del contatore. Elaborazione Flow Impianti.

Come si progettano le condotte di un impianto a gas?

Le condotte interne si progettano a regola d'arte seguendo la norma UNI che corrisponde all'uso. Per l'uso domestico e similare alimentato da rete, fino a 35 kW, il riferimento è la UNI 7129 (parte 1:2015), che disciplina progettazione, installazione e messa in servizio dell'impianto interno. È buona tecnica volontaria, non un obbligo di legge, ma è il metro con cui si valuta l'installazione a regola d'arte.

Negli alberghi e nei ristoranti la cucina professionale cambia il quadro. Per l'ospitalità professionale di comunità e similare vale la UNI 8723:2017, che definisce i requisiti di sicurezza degli impianti a gas in questi ambienti. Se hai una struttura ricettiva o un locale con cucina, il quadro dei servizi per il tuo settore è nelle nostre pagine dedicate a hotel e retail e ristorazione.

Un caso a parte sono gli apparecchi ad assorbimento e adsorbimento a gas per riscaldamento e raffrescamento fino a 70 kW, la cui sicurezza ed efficienza energetica sono trattate dalla UNI EN 12309 (parte 1:2023). È una norma volontaria che diventa vincolante quando un contratto o una norma cogente la richiama.

Cosa cambia per un impianto a gas sopra i 35 kW?

Sopra i 35 kW di portata termica si entra nel campo delle grandi utenze - centrali termiche, cucine professionali - e il riferimento di progettazione e installazione diventa la UNI 11528:2022, dedicata agli impianti a gas per uso commerciale e industriale. Resta buona tecnica volontaria, ma è il documento con cui si dimostra la corretta esecuzione di questi impianti.

Impianti a gas: cosa cambia con la potenza, e la norma di riferimento.
AspettoUso domestico, fino a 35 kWOltre 35 kW
ProgettazioneUNI 7129 (uso domestico e similare)UNI 11528 (uso commerciale e industriale)
Ospitalità e cucineUNI 8723 (ospitalità professionale)UNI 8723 e UNI 11528
AntincendioFuori dal campo del DM 8 novembre 2019 per sola potenzaDM 8 novembre 2019 (obbligo)
ManutenzioneControllo e manutenzione dell'apparecchioUNI 10435 (apparecchi oltre 35 kW)

Come si verifica un impianto a gas esistente?

Un impianto a gas già in esercizio si verifica su due fronti: la tenuta e l'idoneità complessiva al funzionamento in sicurezza. La prova di tenuta si esegue con il metodo della UNI 11137:2019, che vale per la verifica e il ripristino della tenuta degli impianti interni alimentati a gas della II e III famiglia: una prova periodica importante nelle cucine professionali e nei locali di ristorazione.

Sull'idoneità dell'esistente per uso domestico e similare il riferimento è la UNI 10738-1:2026, che fissa i criteri per stabilire se un impianto già realizzato - a prescindere dalla data di costruzione - può continuare a funzionare in sicurezza. Non è una norma di progettazione o installazione: serve a decidere, dati alla mano, se un impianto in esercizio è ancora idoneo o va risanato.

C'è poi la parte fumaria. La verifica e il risanamento di camini e canne fumarie asserviti agli apparecchi a gas seguono la UNI 10845 (edizione 2018), riferimento di buona tecnica per il controllo dei sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, anche nelle cucine professionali. A Milano il posizionamento delle canne fumarie, delle unità esterne e dei vani tecnici è vincolato dal Titolo VII del Regolamento Edilizio del Comune di Milano, un obbligo locale da verificare prima di progettare gli scarichi.

La manutenzione tiene insieme il tutto. Sugli apparecchi a gas oltre i 35 kW il controllo e la manutenzione seguono la UNI 10435:2020, buona tecnica per la manutenzione a canone di questi generatori insieme agli obblighi del DPR 74/2013 sull'esercizio degli impianti termici. La conduzione, poi, richiede competenze: sopra i 232 kW la legge vuole un conduttore con il patentino di abilitazione (D.Lgs 152/2006, art. 287). La UNI 11554:2014 riguarda invece chi progetta, installa e mantiene gli impianti a gas, e ne fissa i requisiti di competenza. Sul funzionamento continuo, il monitoraggio degli impianti segnala per tempo gli scostamenti.

Quali sono le norme di riferimento per gli impianti a gas?

Le norme che governano un impianto a gas si raggruppano in tre famiglie: progettazione e installazione, condotte e scarico fumi, verifica e conduzione dell'esistente. Le riportiamo qui con il riferimento esatto e la scheda dedicata. Ricorda i due stampi: le norme UNI sono buona tecnica volontaria, non obblighi di legge; gli obblighi cogenti sono i decreti e i regolamenti (DM 8 novembre 2019, Regolamento Edilizio di Milano, i regolamenti UE).

Progettazione e installazione.

Condotte, scarico fumi e locali.

  • UNI 9034:2022 - condotte di distribuzione del gas fino a 5 bar: materiali e giunzioni (filiera, a monte del contatore).
  • UNI 9165 - reti di distribuzione fino a 5 bar dal progetto al collaudo, alla conduzione e al risanamento (filiera).
  • UNI 9860 - impianti di derivazione d'utenza: il tratto che porta dalla rete al contatore (filiera).
  • UNI 9036 - installazione dei gruppi di misura, cioè dove e come si monta il contatore (filiera).
  • UNI EN 1775 - tubazioni del gas dentro l'edificio fino a 5 bar: fa da ponte fra la rete e l'impianto interno.
  • UNI 10845 (2018) - verifica e risanamento dei sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione.
  • UNI EN 13384-2 - calcolo dei camini asserviti a più apparecchi, in cascata o su canali multipli (la 13384-1 copre il camino singolo).
  • DM 8 novembre 2019 - regola tecnica antincendio per gli impianti a gas oltre 35 kW (obbligo di legge).
  • Regolamento Edilizio del Comune di Milano - canne fumarie, unità esterne e vani tecnici, Titolo VII (obbligo locale).

Verifica e conduzione dell'esistente.

  • UNI 10738-1:2026 - criteri di verifica dell'idoneità degli impianti a gas esistenti per uso domestico.
  • UNI 11137:2019 - metodo per la verifica della tenuta degli impianti a gas interni.
  • UNI 10435:2020 - controllo e manutenzione degli apparecchi a gas oltre 35 kW.
  • UNI 11554:2014 - requisiti di competenza di chi progetta, installa e mantiene gli impianti a gas (responsabile tecnico, installatore, manutentore).
  • Reg. (UE) 2026/1444 - abroga i requisiti del 2007 sul controllo delle perdite delle apparecchiature con gas fluorurati (F-gas), materia distinta dal gas combustibile.

Domande frequenti

Serve una norma specifica per installare un impianto a gas in un ristorante?

Sì, ma è buona tecnica volontaria, non un obbligo di legge a sé. Per le cucine professionali e l'ospitalità il riferimento è la UNI 8723:2017, affiancata dalla UNI 11528:2022 per gli impianti oltre i 35 kW. Definiscono progettazione, installazione e messa in servizio a regola d'arte; installare fuori da questi criteri espone a contestazioni di sicurezza.

Quando un impianto a gas rientra nella pratica antincendio?

Per gli impianti di produzione di calore alimentati a gas con potenza oltre i 35 kW, comprese molte cucine professionali, vale la regola tecnica di prevenzione incendi del DM 8 novembre 2019. È un obbligo di legge e la pratica antincendio compete a professionisti abilitati: noi curiamo la parte impiantistica e aeraulica e coordiniamo, non firmiamo la pratica.

Come si verifica la tenuta di un impianto a gas esistente?

Con una prova di tenuta secondo la UNI 11137:2019, che definisce il metodo per verificare la tenuta degli impianti interni alimentati a gas della II e III famiglia. Sugli impianti per uso domestico e similare già in esercizio, la UNI 10738-1:2026 fissa i criteri per stabilire se l'impianto può continuare a funzionare in sicurezza.

Chi può condurre una centrale termica a gas?

Sopra i 232 kW la centrale la può condurre solo personale con il patentino di abilitazione: lo impone il D.Lgs 152/2006 (art. 287), e chi lo rilascia lo decide la legge regionale. La UNI 11554:2014, invece, è una norma di buona tecnica volontaria sui requisiti di chi progetta, installa e mantiene gli impianti a gas. Esercizio e manutenzione si possono poi delegare a un terzo responsabile, qualunque sia la potenza; in Lombardia solo se i generatori stanno in un locale tecnico esclusivamente dedicato. Così chi gestisce l'edificio non resta solo davanti agli adempimenti.

Chi ha scritto e validato questo articolo

Nicola Davanzo

Autore

Nicola Davanzo

Fondatore di Flow Impianti. Scrive con uno sguardo gestionale: cosa cambia, per chi decide, sul conto a fine anno.

Validazione tecnica indipendente

Responsabile Tecnico abilitato (DM 37/08)

I contenuti tecnici sono validati dal Responsabile Tecnico abilitato ai sensi del DM 37/08.

Fonti

  1. Ente Italiano di Normazione (UNI), catalogo delle norme tecniche sugli impianti a gas per uso civile (UNI 7128, UNI 7129, UNI 8723, UNI 11528, UNI 11137, UNI 10738-1, UNI 10435, UNI 10845, UNI 11554, UNI 9034, UNI EN 12309), uni.com
  2. Ministero dell'Interno, DM 8 novembre 2019 - regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti a gas oltre 35 kW, Gazzetta Ufficiale, gazzettaufficiale.it
  3. Comune di Milano, Regolamento Edilizio - Titolo VII (unità esterne, canne fumarie, vani tecnici), comune.milano.it
  4. Unione europea, Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1444 sul controllo delle perdite delle apparecchiature con gas fluorurati, eur-lex.europa.eu

Contenuto informativo a cura di Flow Impianti Srl. Non costituisce consulenza tecnica, di progetto o di sicurezza. Le norme UNI citate sono riferimenti di buona tecnica volontaria; gli obblighi di legge, comprese le pratiche e le verifiche antincendio, restano di competenza dei professionisti qualificati e abilitati. Aggiornata 2026.

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