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Manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti: cosa cambia?

Cosa distingue davvero la manutenzione ordinaria dalla straordinaria, con esempi concreti, cosa va documentato e dove, e chi paga tra proprietario e conduttore. Visto dal lato di chi gestisce l'edificio, con i riferimenti di legge in chiaro.

Qual è la differenza tra manutenzione ordinaria e straordinaria?

La manutenzione ordinaria comprende gli interventi ricorrenti e programmabili che tengono l'impianto in efficienza: pulizie, controlli di combustione, verifica delle pressioni, sostituzione di filtri e parti di consumo. La straordinaria comprende gli interventi non ricorrenti che ripristinano o rinnovano l'impianto dopo un guasto o per vetustà: sostituzione del generatore, rifacimento di una tubazione, adeguamento a una nuova norma.

Per chi gestisce l'edificio la distinzione conta in concreto: cambia chi la programma, come si mette a budget e cosa lascia dietro di sé sulla carta. L'ordinaria si pianifica a calendario e rientra in un canone; la straordinaria si preventiva a intervento e, quando è sostanziale, produce documenti nuovi. Un impianto seguito bene sull'ordinaria arriva alla straordinaria più tardi, e con meno sorprese. La definizione puntuale dei due termini è nella voce di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Ordinaria e straordinaria, a confronto Ordinaria ricorrente, a calendario pulizie, controlli, consumabili si annota sul libretto compresa nel canone Straordinaria non ricorrente, a intervento sostituzioni e rifacimenti richiede una nuova conformità si preventiva a parte
Ordinaria e straordinaria a confronto: frequenza, documenti e budget. Fonte: DM 37/2008 e DPR 74/2013.

Quali interventi sono ordinari e quali straordinari?

In pratica, è ordinario tutto ciò che si ripete a cadenza nota e non modifica l'impianto: pulizia del bruciatore, analisi dei fumi, controllo delle tenute, sostituzione di filtri e guarnizioni. È straordinario ciò che sostituisce o trasforma un componente principale: cambio del generatore, sostituzione di un gruppo frigo, rifacimento della distribuzione, installazione di un nuovo terminale. La tabella qui sotto mette i due tipi uno accanto all'altro.

Esempi di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli impianti termici e di climatizzazione.
Manutenzione ordinariaManutenzione straordinaria
Pulizia del bruciatore e analisi dei fumiSostituzione del generatore di calore
Controllo delle pressioni e delle tenuteRifacimento di una linea o di una tubazione
Sostituzione di filtri, guarnizioni e parti di consumoSostituzione di un gruppo frigo o di un'unità di trattamento aria
Controllo di efficienza energetica periodicoAdeguamento dell'impianto a una nuova norma

Il confine non è sempre netto: una riparazione può essere ordinaria o straordinaria a seconda dell'entità e del fatto che modifichi o meno l'impianto. Il criterio pratico che usiamo è duplice: guardiamo se l'intervento si ripete a cadenza prevedibile o è un evento a sé, e se lascia l'impianto com'era o lo cambia. Se modifica un componente principale o la configurazione, siamo in manutenzione straordinaria, con le conseguenze documentali che vediamo tra poco.

Cosa documentare, e dove?

L'ordinaria si documenta nel libretto di impianto: ogni controllo e ogni intervento periodico va annotato, insieme all'esito del controllo di efficienza energetica. La straordinaria, quando è sostanziale - un nuovo generatore, una modifica dell'impianto - richiede in più la dichiarazione di conformità dell'impresa che la esegue, prevista dal DM 37/2008, e l'aggiornamento del libretto con i nuovi dati.

Il DM 37/2008 prevede la dichiarazione di conformità per l'installazione e per gli interventi che modificano l'impianto in modo sostanziale; la manutenzione ordinaria, invece, resta sul libretto e non genera una nuova dichiarazione. Il quadro degli obblighi è nella scheda della norma sull'installazione degli impianti, mentre libretto e controlli periodici li disciplina il DPR 74/2013 sui controlli degli impianti termici. In Lombardia il libretto e gli esiti confluiscono nel catasto regionale (CURIT).

La regola pratica per chi gestisce: la documentazione della straordinaria si pretende alla fine dei lavori, non si rincorre dopo. Quale carta chiedere, a chi e quando, lo abbiamo raccolto in quali documenti pretendere e conservare; per leggere gli esiti dei controlli, invece, parti da come leggere un report di manutenzione.

Chi paga la manutenzione ordinaria e chi la straordinaria?

Nella locazione la regola di base è nel codice civile: le riparazioni necessarie spettano al proprietario che loca (locatore), mentre le riparazioni di piccola manutenzione dipendenti dall'uso restano al conduttore. Lo stabiliscono gli articoli 1576 e 1609 del codice civile. Tradotto sugli impianti: la straordinaria e le riparazioni per vetustà pesano sul proprietario, l'ordinaria legata all'uso quotidiano sull'inquilino.

Il codice lascia spazio all'accordo. L'articolo 1609 precisa che, in mancanza di patto, le piccole riparazioni si determinano secondo gli usi locali, e nei contratti - soprattutto commerciali - la ripartizione viene spesso ridisegnata per iscritto. Per questo il primo documento da leggere non è una tabella generica, ma il contratto di locazione. Nel condominio la straordinaria degli impianti comuni segue le quote di proprietà e passa dall'assemblea, mentre l'ordinaria di conduzione si ripartisce tra chi usa il servizio.

Come la gestione a canone tiene insieme ordinaria e straordinaria?

Con una gestione a canone la manutenzione ordinaria diventa un flusso unico e prevedibile: controlli a calendario, libretto sempre aggiornato, rapporti di efficienza al loro posto. La straordinaria resta a preventivo, perché non è ricorrente, ma arriva con una storia già tracciata: sappiamo com'è stato tenuto l'impianto, quando conviene ripararlo e quando sostituirlo.

Nella manutenzione a canone l'ordinaria è compresa e le scadenze le teniamo noi; quando serve un intervento straordinario, il preventivo parte dallo storico, non da un sopralluogo a freddo. È la differenza rispetto a una gestione in caso di guasto, dove ogni chiamata riparte da zero: ne parliamo in manutenzione a canone o a chiamata. Dove l'impianto termico supera una certa potenza, come terzo responsabile teniamo noi esercizio, conduzione e documenti; e se qualcosa si ferma, il pronto intervento entra sullo stesso impianto che già conosciamo.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra manutenzione ordinaria e straordinaria di un impianto?

La manutenzione ordinaria comprende gli interventi ricorrenti e programmabili che tengono l'impianto in efficienza: pulizie, controlli, sostituzione di parti di consumo. La straordinaria comprende gli interventi non ricorrenti che ripristinano o rinnovano l'impianto dopo un guasto o per vetustà: sostituzione del generatore, rifacimento di una linea, adeguamento a una nuova norma. L'ordinaria si pianifica a calendario, la straordinaria si preventiva a intervento.

La sostituzione della caldaia è manutenzione ordinaria o straordinaria?

La sostituzione del generatore è un intervento di manutenzione straordinaria: rinnova un componente principale dell'impianto e non è ricorrente. Quando modifica l'impianto, richiede la dichiarazione di conformità dell'impresa abilitata prevista dal DM 37/2008 e l'aggiornamento del libretto di impianto con i dati del nuovo generatore. La pulizia e il controllo periodico della caldaia, invece, sono manutenzione ordinaria.

Chi paga la manutenzione straordinaria degli impianti in un immobile in affitto?

Nella locazione la regola di base è del codice civile: le riparazioni necessarie spettano al proprietario che loca, mentre le piccole riparazioni dipendenti dall'uso restano al conduttore (articoli 1576 e 1609 del codice civile). Tradotto sugli impianti: la straordinaria e le riparazioni per vetustà pesano sul proprietario, l'ordinaria legata all'uso sull'inquilino. Il contratto può derogare entro i limiti di legge: per l'aspetto giuridico il riferimento resta un professionista.

La manutenzione ordinaria richiede la dichiarazione di conformità?

No. La manutenzione ordinaria si registra sul libretto di impianto insieme agli esiti dei controlli di efficienza, senza una nuova dichiarazione di conformità. La dichiarazione di conformità entra in gioco con la manutenzione straordinaria sostanziale, quando l'intervento modifica l'impianto: la rilascia l'impresa abilitata a fine lavori, come previsto dal DM 37/2008.

Come si distingue la piccola manutenzione a carico dell'inquilino?

Secondo l'articolo 1609 del codice civile, le riparazioni di piccola manutenzione a carico del conduttore sono quelle dipendenti da deterioramenti prodotti dall'uso, e non quelle dipendenti da vetustà o da caso fortuito. In mancanza di un patto diverso, si determinano secondo gli usi locali. È il criterio che separa ciò che pesa sull'inquilino da ciò che resta al proprietario.

Chi ha scritto e validato questo articolo

Nicola Davanzo

Autore

Nicola Davanzo

Fondatore di Flow Impianti. Scrive con uno sguardo gestionale: cosa cambia, per chi decide, sul conto a fine anno.

Validazione tecnica indipendente

Responsabile Tecnico abilitato (DM 37/08)

I contenuti tecnici sono validati dal Responsabile Tecnico abilitato ai sensi del DM 37/08.

Fonti

  1. Codice civile, art. 1576 - Mantenimento della cosa in buono stato locativo (Regio decreto 16 marzo 1942, n. 262), normattiva.it
  2. Codice civile, art. 1609 - Piccole riparazioni a carico dell'inquilino (Regio decreto 16 marzo 1942, n. 262), normattiva.it
  3. Ministero dello Sviluppo Economico, DM 22 gennaio 2008, n. 37 - riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti negli edifici, normattiva.it
  4. Presidente della Repubblica, DPR 16 aprile 2013, n. 74 - esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici, normattiva.it

Contenuto informativo a cura di Flow Impianti Srl. Non costituisce consulenza legale o tecnica. I riferimenti normativi valgono alla data di aggiornamento; per gli adempimenti sul tuo impianto fai sempre riferimento alle norme vigenti e a un tecnico abilitato.

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