Come si legge il consumo: COP e SCOP?
Il COP misura quanta energia termica rende la pompa di calore per ogni unità di energia elettrica consumata in quel momento: un COP 3 restituisce 3 kWh di calore per ogni kWh elettrico assorbito (ENEA, vademecum pompe di calore). È un valore di laboratorio, misurato a una condizione fissa: utile per capire il principio, poco per stimare la bolletta.
Il numero che conta sul consumo annuo è il SCOP, lo stesso rapporto ma misurato su tutta la stagione, alle diverse temperature esterne reali. Tiene dentro le giornate fredde, quando il rendimento cala perché la macchina lavora di più. Una pompa di calore con SCOP 4 consuma meno della stessa con SCOP 3 a parità di calore richiesto: la differenza la paghi ogni inverno.
In pratica leggiamo sempre il SCOP, non il COP di targa. Se un termine non ti è familiare, lo trovi spiegato nel glossario. Per chi sta scegliendo i terminali invece, la compatibilità con i radiatori è un capitolo a parte, che trattiamo nell'articolo su pompa di calore e termosifoni esistenti.
Da cosa dipende il consumo reale?
Il consumo reale dipende da quattro cose che si moltiplicano tra loro: quanto calore chiede la casa, il clima della zona, l'isolamento dell'involucro e la temperatura di mandata dell'impianto. La stessa pompa di calore in una casa coibentata a Milano e in una villa anni Settanta consuma in modo molto diverso. La macchina è la stessa; il contorno no.
La temperatura di mandata è la leva più sottovalutata. Più acqua calda chiedi all'impianto, più la pompa di calore fatica e il rendimento scende. Con un pavimento radiante a 35 gradi il SCOP resta alto; con radiatori vecchi che lavorano a 55-60 gradi cala, e la bolletta sale. Negli impianti che seguiamo, è il punto su cui interveniamo per primo: spesso basta tarare la curva climatica per recuperare rendimento senza toccare i terminali.
Quanto costa davvero in bolletta? Un esempio in euro
Partiamo da una casa che chiede 9.000 kWh termici l'anno per riscaldarsi. Con una pompa di calore a SCOP 3,5, il consumo elettrico è 9.000 diviso 3,5, cioè circa 2.570 kWh. A 0,28 euro per kWh fanno circa 720 euro l'anno. Il prezzo di riferimento dell'elettricità per il cliente tipo vulnerabile dal 1 gennaio 2026 è 27,97 centesimi per kWh, tasse incluse (ARERA). Risultati indicativi.
| SCOP stagionale | Consumo elettrico | Costo annuo stimato |
|---|---|---|
| 3,0 | ~3.000 kWh | ~840 euro |
| 3,5 | ~2.570 kWh | ~720 euro |
| 4,0 | ~2.250 kWh | ~630 euro |
| 4,5 | ~2.000 kWh | ~560 euro |
Lo stesso fabbisogno passa da circa 840 a circa 560 euro l'anno solo cambiando il rendimento stagionale, senza toccare quanto calore chiede la casa. È il motivo per cui il SCOP, e la mandata che lo influenza, valgono più della potenza nominale scritta sulla scheda. Per misurare quanto consuma davvero il tuo impianto nel tempo serve leggerlo, e qui entra il monitoraggio dei consumi: un dato reale batte sempre una stima.
Conviene rispetto al gas, a parità di fabbisogno?
Il confronto giusto si fa sul costo del kWh termico, non sul prezzo dell'energia. L'elettricità costa più del metano, ma la pompa di calore ne usa una frazione: con SCOP 3,5 e 0,28 euro per kWh elettrico, ogni kWh termico costa circa 8 centesimi. Una caldaia a condensazione a metano con rendimento intorno a 0,95 si attesta su valori vicini, a seconda del prezzo del gas del momento. Risultati indicativi.
La scelta tra restare a gas o passare alla pompa di calore non si gioca solo sul costo annuo: pesano il costo iniziale, gli incentivi e i terminali. È una decisione che merita un articolo a sé, ed è quello su sostituire la caldaia con una pompa di calore. Qui restiamo sui consumi di chi la pompa di calore ce l'ha già, o la valuta sui numeri.
Quanto costa comprare una pompa di calore?
Per una pompa di calore aria-acqua residenziale il prezzo indicativo, installazione inclusa, va da circa 8.000 a 16.000 euro: dipende dalla taglia (all'incirca 1.000-1.800 euro per kW termico) e dai terminali di distribuzione. Risultati indicativi, prezzi di mercato da verificare con un preventivo sul singolo impianto. È una voce distinta dal costo in bolletta: l'acquisto si paga una volta, il consumo ogni anno.
Sul prezzo netto pesano gli incentivi 2026. Il Conto Termico 3.0 copre fino al 65% della spesa in conto capitale (D.M. 7 agosto 2025); in alternativa l'Ecobonus detrae il 50% per l'abitazione principale e il 36% per gli altri immobili, con detrazione massima di 30.000 euro per la pompa di calore (Legge di Bilancio 2026). I due strumenti non si cumulano sullo stesso intervento.
Tariffe e fasce orarie: come incidono sul consumo?
Con una pompa di calore l'elettricità diventa la voce principale della bolletta, quindi la tariffa conta. Le offerte multiorarie distinguono le fasce: F1 nei giorni feriali diurni, F2 in serata e sabato, F3 di notte e nei festivi, quando l'energia spesso costa meno. Se programmi gli orari di funzionamento, sposti consumo dove il kWh pesa di meno.
La leva concreta è far lavorare la pompa di calore in modo continuo e dolce, anziché a strappi nelle ore più care. Una casa con buona inerzia termica accumula calore nelle fasce convenienti e poi ne vive di rendita nelle altre. È un gioco di taratura, non di sostituzione: si ottiene rivedendo curva climatica, set point e programmazione, cose che si fanno sull'impianto esistente.
Gli errori che fanno spendere di più?
La pompa di calore spende più del dovuto quasi sempre per gli stessi motivi, e nessuno riguarda la macchina in sé. Mandata troppo alta, accensioni e spegnimenti continui che impediscono al rendimento di stabilizzarsi, set point alti "tanto poi scalda prima", manutenzione saltata che lascia scambiatori sporchi e filtri intasati. Ognuno di questi toglie punti di SCOP.
È la parte meno visibile e quella che incide di più sul conto a fine anno. Una pompa di calore ben tarata e seguita nel tempo lavora vicino al suo SCOP di targa; una lasciata a sé scivola sotto, e la differenza la paghi tutti gli inverni. Per questo, su chi ci affida l'impianto, partiamo sempre dalla lettura dei dati, non dalla sostituzione.
Chi tiene la pompa di calore al suo rendimento?
Una pompa di calore rende come da scheda solo se qualcuno la mantiene lì: controllo periodico del circuito, pulizia degli scambiatori, taratura della regolazione e lettura dei consumi per cogliere in tempo i cali di rendimento. È la differenza tra una macchina efficiente sulla carta e una efficiente in bolletta, mese dopo mese.
Noi gestiamo gli impianti a canone: manutenzione programmata e interventi in caso di guasto con tempi concordati, e spesa annua nota in anticipo. Per la pompa di calore di casa è la manutenzione della pompa di calore a tenere insieme rendimento e costi nel tempo. Se non sai da dove partire, puoi prenotare un controllo della pompa di calore: la guardiamo, leggiamo i consumi e ti diciamo dove stai perdendo rendimento. Per il quadro degli aiuti, parte da qui la nostra pagina su incentivi e bonus per la casa.