Perché la pompa di calore si ghiaccia quando fa freddo?
Perché l'unità esterna lavora più fredda dell'aria che aspira. Il suo scambiatore, l'evaporatore, raffredda l'aria sotto il punto di rugiada: l'umidità condensa sulle alette e, se fa abbastanza freddo, diventa brina e poi ghiaccio. È fisica, non un difetto della macchina.
La guida sulle pompe di calore dell'Ufficio federale svizzero dell'energia (UFE e SvizzeraEnergia, edizione 2026) lo scrive così: "con temperature esterne al di sotto di ca. +5 °C e umidità dell'aria corrispondente, l'evaporatore si ghiaccia. È necessario uno sbrinamento automatico". Quindi la brina può comparire anche in giornate sopra lo zero, se l'aria è umida.
Come funziona lo sbrinamento della pompa di calore?
La macchina scioglie la brina da sola. Per le pompe di calore aria-acqua la guida UFE descrive due sistemi. Con l'inversione di ciclo, per il tempo dello sbrinamento il circuito frigorifero lavora al contrario e porta calore all'unità esterna invece che all'impianto. Con il bypass del gas caldo, il gas caldo del compressore viene mandato direttamente all'evaporatore.
Con l'inversione di ciclo il calore per sciogliere il ghiaccio viene preso dall'impianto: per questo la guida raccomanda di verificare che dal lato impianto ci sia abbastanza energia a disposizione. Sopra i 2-3 °C circa, secondo la stessa guida, basta il ventilatore: lo sbrinamento con la sola aria esterna è il modo più rapido ed efficiente. Il principio della macchina lo trovi nella voce di glossario sulla pompa di calore.
Quando lo sbrinamento è normale e quando è un guasto?
È normale quando è ciclico e si chiude da solo: la brina si forma in modo uniforme, la macchina la scioglie, l'unità esterna torna pulita e riprende a scaldare. È un guasto quando il ghiaccio non se ne va dopo il ciclo, quando cresce giro dopo giro fino a chiudere le alette, o quando la macchina segnala un allarme o va in blocco.
| Cosa vedi | È normale? | Cosa fare |
|---|---|---|
| Brina sottile e uniforme sulle alette | Sì | Niente: la macchina la scioglie a intervalli |
| Vapore dall'unità esterna e acqua che gocciola sotto | Sì, è lo sbrinamento in corso | Controlla che l'acqua scarichi |
| Ghiaccio che resta dopo il ciclo, o solo su una parte dello scambiatore | No | Chiama l'assistenza |
| Blocco di ghiaccio alla base dell'unità | No, l'acqua non scarica | Libera lo scarico e fallo verificare |
| Allarme sul display o macchina in blocco | No | Annota il codice e chiama l'assistenza |
Dove va l'acqua dello sbrinamento?
Va raccolta e scaricata, ed è qui che nascono molti problemi invernali. La guida UFE è esplicita: l'acqua di condensa "va raccolta ed evacuata in una tubazione al sicuro dal rischio gelo". Se lo scarico finisce su una superficie fredda o in un tubo che gela, l'acqua dello sbrinamento successivo si accumula, ghiaccia alla base e alla lunga arriva a bloccare lo scambiatore.
Lo stesso vale per l'aria: la guida chiede di evitare che l'aria raffreddata dalla macchina venga riaspirata (il "corto circuito") e di proteggere l'unità da neve e fogliame. Sono due cose che guardiamo in sopralluogo e poi a ogni tagliando della pompa di calore: dove scarica l'acqua dello sbrinamento e quanto spazio libero ha l'unità esterna.
Quanto incide lo sbrinamento sui consumi?
Incide, ed è parte del funzionamento invernale di una pompa di calore aria-acqua. La guida UFE nota che la brina sullo scambiatore "incide parecchio sull'efficienza durante il funzionamento, a causa del necessario sbrinamento". Per questo il numero da guardare non è il COP di targa, misurato a una condizione fissa, ma lo SCOP, che pondera tutti i punti di funzionamento della stagione.
Prove e calcolo delle prestazioni stagionali seguono la norma tecnica volontaria UNI EN 14825, e i requisiti minimi di efficienza stagionale degli apparecchi di riscaldamento li fissa il Reg. (UE) 813/2013 sulla progettazione ecocompatibile. Come si legge lo SCOP e cosa vuol dire in bolletta lo spieghiamo in quanto consuma una pompa di calore.
Cosa puoi fare tu e cosa tocca al tecnico?
Tu puoi tenere libero lo spazio intorno all'unità esterna, togliere neve e foglie, controllare che l'acqua dello sbrinamento scarichi e non si accumuli ghiacciata alla base. Non staccare la corrente per far riposare la macchina e non togliere il ghiaccio con attrezzi o acqua bollente: le alette si piegano facilmente, e un urto sul circuito diventa una perdita di refrigerante.
Sonde, valvola di inversione, regolazione dello sbrinamento e carica di refrigerante sono lavoro del tecnico: sul circuito frigorifero, per il Regolamento (UE) 2024/573, possono intervenire solo persone certificate. Se il ghiaccio non si scioglie o la macchina va in allarme, partiamo da lì con il pronto intervento su chiamata; per un controllo prima dei mesi freddi il punto di partenza è il tagliando.