Glossario
Cos'è il controllo dell'umidità e perché conta?
Il controllo dell'umidità è la gestione del vapore acqueo presente nell'aria, misurato come umidità relativa (la percentuale rispetto al massimo che l'aria può contenere a quella temperatura). Si ottiene aggiungendo vapore con l'umidificazione o togliendolo con la deumidificazione. Serve dove l'umidità sbagliata danneggia persone, prodotti o materiali: archivi, farmaceutico, cantine, ambienti sanitari.
a cura di Flow
Cos'è l'umidità relativa?
L'umidità relativa è la quantità di vapore acqueo presente nell'aria rispetto al massimo che l'aria può contenere a quella temperatura, espressa in percentuale. Al 50% di umidità relativa l'aria contiene metà del vapore che potrebbe trattenere. È il parametro di riferimento per il comfort e per la conservazione, perché dipende dalla temperatura: la stessa quantità di vapore dà umidità relativa diversa se l'aria si scalda o si raffredda.
Qual è la differenza tra umidificazione e deumidificazione?
Sono le due operazioni opposte del controllo dell'umidità. L'umidificazione aggiunge vapore all'aria troppo secca, condizione tipica dell'inverno e degli ambienti molto riscaldati, dove l'aria secca crea fastidi alle vie respiratorie e fa ritirare legni e carte. La deumidificazione toglie vapore all'aria troppo umida, per evitare condensa, muffe e proliferazione batterica. Un impianto completo sa fare entrambe, mantenendo il valore entro una fascia stabilita.
Quali ambienti richiedono un controllo stretto dell'umidità?
Quelli dove l'umidità sbagliata produce un danno diretto. Nel farmaceutico e nei laboratori incide su processi e conservazione dei prodotti; negli archivi e nei musei deteriora documenti, opere e supporti; nelle cantine e nelle wine room altera l'affinamento; negli ambienti sanitari concorre al controllo della contaminazione. In tutti questi casi l'umidità non è un dettaglio di comfort, ma un parametro di processo da tenere entro limiti precisi.