Cosa copre il Conto Termico 3.0 per i privati?
Per la casa il Conto Termico 3.0 finanzia gli interventi di produzione di calore da fonti rinnovabili: pompe di calore, caldaie a biomassa, solare termico e scaldacqua a pompa di calore (GSE, D.M. 7 agosto 2025). Nel residenziale l'efficientamento dell'involucro (isolamento, serramenti) resta fuori dall'accesso dei privati: è riservato alla pubblica amministrazione e ai privati del terziario. È un contributo in conto capitale: il GSE rimborsa una quota della spesa, con copertura media fino al 65% di quella ammessa. Non è un obbligo, è un'opportunità per chi sta già pensando di cambiare l'impianto. Se invece a valutare l'intervento è un'azienda, la stessa misura cambia su interventi ammessi e tempi di erogazione: l'abbiamo raccolta nella guida al Conto Termico 3.0 per le imprese.
La voce che interessa di più chi gestisce gli impianti di casa è la sostituzione del vecchio generatore con una pompa di calore ad alta efficienza. Negli edifici residenziali della Lombardia che vediamo, il punto critico non è la macchina in sé, ma l'abbinamento con l'emissione esistente: una pompa di calore rende davvero quando i terminali e la curva di regolazione sono dimensionati per le basse temperature.
Quanto rimborsa, e con quale dotazione?
Il Conto Termico 3.0 copre fino al 65% della spesa ammessa in conto capitale, e arriva fino al 100% per gli edifici della pubblica amministrazione nei piccoli comuni (GSE, 2026). La dotazione è di 900 milioni di euro all'anno, ripartiti in 450 milioni per la pubblica amministrazione e 450 milioni per i soggetti privati. L'accesso è a sportello, fino a esaurimento delle risorse.
Il valore esatto del contributo per il singolo intervento dipende dal tipo di macchina, dalla potenza e dalla zona climatica: il GSE pubblica le percentuali e le spese ammissibili caso per caso. Per la pompa di calore residenziale la sostituzione del generatore esistente resta la voce principale, ma il numero buono nasce dal computo dell'intervento, non da una percentuale letta a memoria. Le aliquote vanno sempre verificate sulla fonte ufficiale. Per farti un'idea del tuo caso puoi calcolare quanto vale sul tuo intervento, partendo da macchina, potenza e comune.
Come si richiede il Conto Termico 3.0?
La domanda si presenta al GSE sul portale PortalTermico, a lavori conclusi e con accesso diretto (GSE, 2026). Lo sportello è operativo da febbraio 2026 ed è stato riaperto il 13 aprile 2026 dopo la sospensione del 3 marzo, con una proroga di 40 giorni per le pratiche penalizzate. Serve la documentazione tecnica dell'intervento e dei pagamenti tracciati: niente domanda preventiva, si accede dopo aver concluso i lavori.
Il contributo del GSE arriva in conto capitale, quindi come bonifico e non come sconto in dichiarazione dei redditi. Per gli importi più contenuti l'erogazione avviene in un'unica soluzione; sopra una certa soglia il GSE la suddivide in rate annuali. Tempi e soglie sono definiti dalle regole applicative pubblicate dal Gestore, che restano la fonte da consultare prima di programmare la spesa. Se preferisci non occupartene da solo, seguiamo noi la pratica dell'incentivo.
Conto Termico 3.0 o detrazione fiscale: cosa conviene?
Dipende da quando vuoi rientrare della spesa, non solo da quanto recuperi. Il Conto Termico 3.0 ti versa un contributo fino al 65% in conto capitale dopo i lavori: soldi che tornano subito (GSE, D.M. 7 agosto 2025). Il bonus ristrutturazioni recupera il 50% sull'abitazione principale (36% sugli altri immobili) fino a 96.000 euro, ma in 10 rate annuali (art. 16-bis TUIR). La differenza è anche il tempo.
| Aspetto | Conto Termico 3.0 | Bonus ristrutturazioni |
|---|---|---|
| Tipo di beneficio | Contributo in conto capitale (GSE) | Detrazione fiscale (art. 16-bis TUIR) |
| Quota | Fino al 65% della spesa ammessa | 50% abitazione principale, 36% altri immobili (2026) |
| Tetto di spesa | Definito per intervento dal GSE | 96.000 EUR per unità immobiliare |
| Tempi di rientro | Dopo i lavori, in una o poche rate | 10 rate annuali in dichiarazione |
| Come si chiede | Domanda al GSE, a lavori conclusi | Automatica in dichiarazione dei redditi |
Per il 2026 la detrazione resta al 50% sull'abitazione principale, poi cala dal 2027 al 36% (e al 30% sugli altri immobili), salvo modifiche della prossima Legge di Bilancio (art. 16-bis TUIR). Sullo stesso intervento i due canali non si sommano: chi ha liquidità e vuole rientrare in fretta guarda al Conto Termico, chi preferisce lo sgravio in dichiarazione guarda alla detrazione. Se vuoi un quadro più ampio degli incentivi, parte da qui la nostra sezione incentivi.
Quando ha senso, e su quale impianto?
Il Conto Termico 3.0 ha più senso quando l'intervento sull'impianto ha già senso di suo: una pompa di calore al posto di una caldaia a fine vita, o il solare termico per l'acqua calda. È lì che il contributo del GSE accorcia il rientro e rende sostenibile un salto di tecnologia che altrimenti rimanderesti. Sostituire la caldaia per la sola convenienza dell'incentivo, su un impianto giovane, di solito non torna.
Per chi parte dalla caldaia, il passaggio alla pompa di calore è il bivio più frequente: ne parliamo nell'approfondimento su sostituire la caldaia con una pompa di calore, mentre il confronto canale per canale lo trovi in Conto Termico o Ecobonus per la pompa di calore. Se vuoi capire da dove parte la tua casa, lo stato di salute dell'impianto si misura in pochi minuti con il nostro check-up impianto.
Dopo l'incentivo: chi tiene in efficienza la pompa di calore?
Una pompa di calore incentivata rende quanto promette solo se resta in efficienza nel tempo. Servono controllo periodico, taratura della regolazione e verifica delle prestazioni reali stagione dopo stagione: la differenza tra un buon intervento e una bolletta che non scende come previsto la fa la gestione, non solo il giorno dell'installazione.
Noi gestiamo gli impianti a canone: manutenzione programmata e interventi in caso di guasto con tempi concordati, e spesa annua nota in anticipo. Per chi ha appena efficientato casa, è il modo per proteggere l'investimento appena fatto. Se vuoi inquadrare cosa conviene fare a Milano e in che ordine, parte da qui il nostro quadro sull'efficientamento energetico.