Cos'è l'ecodesign (ErP) e chi deve rispettarlo?
L'ecodesign fissa requisiti minimi di efficienza e di informazione che un prodotto deve avere per essere immesso sul mercato UE. L'obbligo ricade su chi lo immette - il produttore o l'importatore - non su chi possiede l'edificio. Per gli impianti termici i regolamenti cardine sono tre, ciascuno con la propria data di applicazione: apparecchi di riscaldamento, unità di ventilazione e circolatori. Per la climatizzazione se ne aggiunge un quarto, sui condizionatori d'aria.
La cornice sopra questi regolamenti, però, è cambiata: il regolamento ESPR ha sostituito la direttiva ecodesign del 2009 e allarga il campo oltre i prodotti connessi all'energia, aggiungendo durabilità, riparabilità e passaporto digitale di prodotto. I requisiti per singolo prodotto arriveranno con atti delegati, quindi per ora cambia il quadro, non le schede tecniche che hai in mano. Sul fronte dei componenti edilizi la stessa logica arriva dal nuovo regolamento prodotti da costruzione, con dichiarazione di prestazione e ambientale e applicazione scaglionata dal 2026.
Per un property o facility manager il valore pratico è questo: l'ecodesign restringe il campo a monte, così la scelta si gioca su prodotti già a norma. Dove aiutiamo è nel tradurre i requisiti in una decisione di acquisto, con la consulenza energetica: quale apparecchio conviene, con quali consumi attesi e quale gestione dopo.
Cosa cambia con l'ErP quando sostituisco la caldaia?
Quando sostituisci una caldaia o installi una pompa di calore, puoi scegliere solo apparecchi conformi al Reg. (UE) 813/2013. Il regolamento riguarda gli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente e misti fino a 400 kW - caldaie e pompe di calore comprese - e impone requisiti minimi di efficienza energetica stagionale, limiti di emissioni e obblighi informativi, applicati in tre fasi: dal 26 settembre 2015, dal 26 settembre 2017 e dal 26 settembre 2018, con soglie via via più alte (Reg. UE 813/2013).
Il regolamento è nato in attuazione della direttiva 2009/125/CE sull'ecodesign e la sua leva è l'efficienza stagionale, cioè misurata sull'intero periodo di riscaldamento e non su un punto di targa. È il motivo per cui, a parità di potenza, una caldaia a condensazione o una pompa di calore recente parte da un livello più alto: il requisito minimo europeo ha già alzato l'asticella.
Negli interventi di sostituzione che seguiamo, il punto critico non è trovare un apparecchio a norma - lo sono tutti quelli in commercio - ma abbinarlo al profilo di carico reale dell'edificio: un generatore sovradimensionato resta conforme sulla carta e spreca in esercizio. La sostituzione la copriamo con la gestione a canone, che tiene insieme scelta, installazione e manutenzione nel tempo.
E per i condizionatori, cosa impone l'ecodesign?
Per i condizionatori d'aria alimentati da rete fino a 12 kW, e per i ventilatori fino a 125 W, vale il Reg. (UE) 206/2012. Fissa valori minimi di efficienza stagionale, il SEER in raffrescamento e lo SCOP in riscaldamento, più limiti di rumore e di consumo in attesa. Dal 1° gennaio 2014 un condizionatore sotto i 6 kW con refrigerante a GWP oltre 150 deve avere un SEER di almeno 4,60 e, in clima medio, uno SCOP di almeno 3,80 (allegato I, tabella 6).
Con un refrigerante a GWP pari o inferiore a 150 le soglie sono più basse: 4,14 e 3,42 sotto i 6 kW. I dati di prestazione il produttore li pubblica nella documentazione tecnica e sul proprio sito. Quando confrontiamo due offerte per un ufficio o un negozio partiamo da lì, da SEER e SCOP dichiarati, prima ancora che dalla classe: a parità di classe, due macchine possono avere consumi stagionali diversi.
Ecodesign ed etichetta energetica sono la stessa cosa?
No, sono due famiglie di regolamenti che lavorano in coppia. L'ecodesign fissa la soglia sotto cui un prodotto non si vende; l'etichetta energetica mette in classi i prodotti che restano, così li puoi confrontare. Per caldaie e pompe di calore fino a 70 kW l'etichetta la regola il Reg. (UE) 811/2013, gemello del 813/2013; per i condizionatori fino a 12 kW il Reg. (UE) 626/2011.
Dal 26 settembre 2019 l'etichetta degli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente usa la scala da A+++ a D; quella dei condizionatori, esclusi i modelli a condotto, dal 1° gennaio 2019. Un dettaglio utile a chi compra un sistema completo: se il rivenditore offre caldaia o pompa di calore insieme a termoregolazione e solare, deve indicare la classe dell'insieme, con la sua etichetta e la sua scheda (Reg. UE 811/2013, art. 4, par. 3). Per i condizionatori la classe va riportata anche nelle pubblicità che citano il prezzo (Reg. UE 626/2011, art. 4).
Le unità di ventilazione hanno requisiti minimi di efficienza?
Sì. Il Reg. (UE) 1253/2014 fissa le specifiche di ecodesign delle unità di ventilazione, distinguendo quelle residenziali (UVR) da quelle non residenziali (UVNR). Impone requisiti minimi di efficienza energetica, di recupero di calore e di informazione di prodotto per l'immissione sul mercato UE, applicati per fasi dal 1 gennaio 2016 e dal 1 gennaio 2018 (Reg. UE 1253/2014).
Il recupero di calore è la voce che pesa di più negli edifici a uso collettivo - uffici, hotel, cliniche - dove l'aria si rinnova in continuo: un'unità che recupera calore dall'aria espulsa taglia il fabbisogno per riscaldare e raffrescare l'aria immessa. Anche qui il regolamento attua la direttiva 2009/125/CE, e come per gli apparecchi di riscaldamento l'obbligo è del produttore che immette l'unità sul mercato.
Sul campo, la differenza tra un'unità efficiente sulla scheda e una che rende davvero la fa la manutenzione: filtri sporchi e scambiatori incrostati abbattono il recupero reale. È la parte che presidiamo con il monitoraggio degli impianti.
E i circolatori e le pompe di distribuzione?
Anche i circolatori rientrano nell'ecodesign. Il Reg. (CE) 641/2009 fissa le specifiche dei circolatori senza premistoppa, indipendenti o integrati in prodotti, usati negli impianti di riscaldamento e nei circuiti secondari di distribuzione del freddo. Introduce soglie di indice di efficienza energetica (IEE) e obblighi informativi, con requisiti applicati dal 1 gennaio 2013 e dal 1 agosto 2015 (Reg. CE 641/2009).
È il regolamento che ha reso standard i circolatori a giri variabili: un componente piccolo, ma acceso per gran parte dell'anno, dove un indice di efficienza migliore si sente sulla bolletta di distribuzione. Nei nostri interventi lo trattiamo come parte del sistema, non come un ricambio qualsiasi: cambiare un circolatore a norma senza rivedere la regolazione della pompa lascia sul tavolo buona parte del risparmio.
Scegliere apparecchi più efficienti non è solo un requisito di prodotto: a seconda dell'intervento può aprire l'accesso agli incentivi per la sostituzione, come il Conto Termico. Quale apparecchio conviene, con quali consumi e quale gestione dopo, lo mettiamo a fuoco con la consulenza energetica prima dell'ordine.