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Addolcitore per la caldaia: quando serve contro il calcare

A Milano l'acqua di rete è dura, e la caldaia la scalda ogni giorno. Vediamo dove si forma il calcare, quando serve un addolcitore, quando basta un dosatore di polifosfati e cosa chiede davvero la legge sul trattamento dell'acqua.

Quanto è dura l'acqua a Milano, e dove fa danni il calcare?

Secondo MM, che gestisce il servizio idrico di Milano, la durezza media dell'acqua in città è di 27 gradi francesi (°F), e un grado francese vale 10 mg/l di carbonato di calcio. MM la considera sicura da bere e ricorda che il dato conta soprattutto per le incrostazioni nei circuiti dell'acqua calda, perché i carbonati di calcio e magnesio si sciolgono poco.

Il calore peggiora le cose: nella scheda Caleffi del dosatore di polifosfati si legge che i sali di calcio e magnesio diventano meno solubili quando la temperatura sale, e che per questo sono a rischio soprattutto gli impianti che producono acqua calda sanitaria. In una caldaia combinata l'acqua di rete passa ogni giorno dallo scambiatore sanitario: cosa succede quando si chiude lo abbiamo spiegato in la caldaia scalda i termosifoni ma non l'acqua calda.

Il circuito dei termosifoni invece è chiuso: l'acqua nuova entra solo con i rabbocchi. Lì conta il trattamento dell'acqua di impianto, che descriviamo in trattamento dell'acqua di impianto, insieme al defangatore magnetico per i fanghi.

Addolcitore o dosatore di polifosfati: quale serve?

Dipende da quanta acqua va protetta. L'addolcitore a resine trattiene calcio e magnesio e li sostituisce con il sodio, quindi abbassa la durezza di tutta l'acqua che lo attraversa: si monta sull'ingresso dell'acqua fredda e protegge caldaia, tubi ed elettrodomestici. Come funziona e come si rigenera lo spiega la voce di glossario sull'addolcitore.

Il dosatore di polifosfati lavora in un altro modo. Nella scheda Caleffi del dosatore sottocaldaia XP i polifosfati si legano a calcio e magnesio e formano un composto che non aderisce alle superfici, senza modificare la durezza; il dosaggio è proporzionale all'acqua fredda che passa. Si monta sul tubo dell'acqua fredda che entra in una caldaia istantanea, con acqua fra 5 e 30 °C, e il produttore consiglia di non scaldare l'acqua sanitaria oltre i 70 °C per non comprometterne l'effetto.

Addolcitore e dosatore di polifosfati a confronto. Fonti: focus tecnico Caleffi sulla durezza dell'acqua e scheda del dosatore Caleffi XP serie 5459.
AspettoAddolcitore a resineDosatore di polifosfati
Cosa faSostituisce calcio e magnesio con il sodioImpedisce al calcare di aderire alle superfici
Durezza dell'acquaSi abbassaResta la stessa
Dove si montaIngresso dell'acqua freddaAcqua fredda in ingresso alla caldaia istantanea
Cosa proteggeTutta l'acqua trattataLa caldaia e il circuito sanitario a valle

Per il dosatore Caleffi XP una ricarica da 110 g dura in media 35-40 m³ d'acqua, un dato che il produttore calcola su un'acqua a 12 °F: con i 27 °F dell'acqua di Milano conviene controllare i cristalli più spesso.

Cosa dice la legge sul trattamento dell'acqua della caldaia?

Per il circuito di riscaldamento c'è un obbligo, e riguarda il condizionamento chimico, non l'addolcitore. Il DM 28 ottobre 2025 (allegato 1, paragrafo 2.3, comma 5) lo rende sempre obbligatorio dove l'impianto di riscaldamento è separato in modo strutturale dalla rete dell'acqua calda sanitaria, ferma restando la UNI 8065, che è una norma volontaria.

L'obbligo vale nei lavori soggetti ai requisiti minimi: nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti e riqualificazioni energetiche, sostituzione del generatore compresa, per i titoli abilitativi richiesti dal 3 giugno 2026. Ne restano fuori gli interventi di sola manutenzione che non sostituiscono l'impianto o sue parti. Lo stesso comma aggiunge che un eventuale trattamento chimico dell'acqua calda sanitaria deve mantenere la qualità dell'acqua ai punti d'uso e rispettare i requisiti del D.Lgs 18/2023 per reagenti e materiali filtranti.

Il D.Lgs 18/2023 (art. 11) chiede che reagenti e materiali filtranti usati per l'acqua destinata al consumo umano non ne compromettano la sicurezza e non favoriscano la crescita microbica. Il valore di durezza di 15 °F che il decreto raccomanda per l'acqua addolcita o desalinizzata riguarda invece gli impianti dei gestori idrici: il testo precisa che non si applica ai trattamenti a valle del punto di consegna, cioè dentro casa.

Quanto va addolcita l'acqua di casa?

Non a zero. Secondo il focus tecnico Caleffi sulla durezza, le resine scambiano calcio e magnesio con il sodio, quindi l'acqua trattata si arricchisce di sodio, e la quantità d'acqua che possono trattare dipende dalla differenza fra la durezza in ingresso e quella voluta in uscita. Lo stesso documento ricorda che l'addolcimento non sostituisce mai il condizionamento chimico a protezione dell'impianto.

La durezza in uscita si regola sull'apparecchio seguendo il suo manuale, e dopo l'installazione conviene misurarla. Quando seguiamo una caldaia con un addolcitore a monte, al controllo annuale verifichiamo anche sale, rigenerazione e durezza dell'acqua trattata: lo facciamo nel tagliando della caldaia.

Domande frequenti

L'addolcitore è obbligatorio per la caldaia?

Nelle norme che abbiamo consultato no. Il DM 28 ottobre 2025 rende obbligatorio il condizionamento chimico dell'acqua del circuito di riscaldamento, dove è separato dalla rete sanitaria e nei lavori soggetti ai requisiti minimi, ma non impone l'addolcitore. La UNI 8065, norma volontaria, resta il riferimento di buona tecnica per scegliere il trattamento.

Che durezza ha l'acqua di Milano?

Secondo MM, il gestore del servizio idrico, la durezza media dell'acqua a Milano è di 27 gradi francesi, e un grado francese equivale a 10 mg/l di carbonato di calcio. MM la considera sicura da bere e segnala che il dato conta soprattutto per le incrostazioni nei circuiti dell'acqua calda.

Il dosatore di polifosfati addolcisce l'acqua?

No. Secondo la scheda Caleffi del dosatore sottocaldaia, i polifosfati si legano a calcio e magnesio e formano un composto che non si attacca alle superfici, senza modificare la durezza dell'acqua. Il produttore lo indica per acqua fredda fra 5 e 30 °C e consiglia di non scaldare l'acqua sanitaria oltre i 70 °C.

Ogni quanto si cambia la ricarica del dosatore di polifosfati?

Dipende da quanta acqua calda si consuma e da quanto è dura. Per il dosatore Caleffi XP la ricarica da 110 g dura in media 35-40 m³ d'acqua, un dato calcolato su un'acqua a 12 °F. Con l'acqua di Milano, più dura, conviene controllare i cristalli a ogni tagliando della caldaia.

Chi ha scritto e validato questo articolo

Nicola Davanzo

Autore

Nicola Davanzo

Fondatore di Flow Impianti. Scrive con uno sguardo pratico: cosa puoi fare da solo, cosa lasciare al tecnico, e come tenere l'impianto in salute nel tempo.

Validazione tecnica indipendente

Responsabile Tecnico abilitato (DM 37/08)

I contenuti tecnici sono validati dal Responsabile Tecnico abilitato ai sensi del DM 37/08.

Fonti

  1. MM Spa, Che cos'è la "durezza" dell'acqua?, portale La tua acqua, consultato 2026-09-29, latuaacqua.it
  2. Caleffi, Dosatore di polifosfati sottocaldaia CALEFFI XP serie 5459, depliant 01375/26, consultato 2026-09-29, caleffi.com
  3. Caleffi, Focus tecnico: durezza e conducibilità elettrica dell'acqua, 08624, consultato 2026-09-29, caleffi.com
  4. Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Decreto 28 ottobre 2025, allegato 1, paragrafi 1.4.2, 1.4.3, 2.1 e 2.3, GU Serie Generale n. 283 del 5 dicembre 2025, consultato 2026-09-29, gazzettaufficiale.it; scheda DM 28 ottobre 2025
  5. D.Lgs 18/2023, art. 11 e tabella dei parametri indicatori raccomandati per le acque desalinizzate o addolcite, GU Serie Generale n. 55 del 6 marzo 2023, consultato 2026-09-29, gazzettaufficiale.it; scheda D.Lgs 18/2023
  6. UNI 8065:2019, scheda UNI 8065

Contenuto informativo a cura di Flow Impianti Srl. Non costituisce consulenza tecnica. I dati di prodotto vengono dalle schede di un produttore e servono da esempio: per scelta e montaggio valgono le istruzioni dell'apparecchio e della caldaia.

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