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Riscaldamento a pavimento: quanto costa e come rende

Il riscaldamento a pavimento piace perché lavora a bassa temperatura, e con una pompa di calore è una coppia che rende bene. In una ristrutturazione, però, è un cantiere vero. Vediamo quanto costa al metro quadro secondo un prezzario pubblico, cosa quel prezzo non comprende, come rende con la pompa di calore e quando conviene restare sui termosifoni.

Quanto costa il riscaldamento a pavimento?

Un riferimento pubblico e verificabile è il prezzario regionale dei lavori pubblici della Regione Lombardia, edizione 2026. Alla voce sistema radiante a pavimento, annegato nel massetto, con tubo, pannello e accessori di montaggio posati, il prezzo va da 36,88 a 56,36 euro al metro quadro secondo l'interasse dei tubi e il tipo di pannello. Le zone inattive, dove c'è il pannello ma non i tubi, vanno da 19,59 a 33,30 euro al metro quadro.

Prezzario regionale dei lavori pubblici della Regione Lombardia, edizione 2026, parte 2, voce LOM261.OC.EEA.Pa01.F6070. Prezzi con spese generali (15%) e utile d'impresa (10%), IVA esclusa; resa minima dei pannelli con ambiente a 20 °C e acqua a 35-45 °C. Prezzi di riferimento per opere pubbliche, non un preventivo.
VoceResa minimaPrezzo
Pavimento radiante, interasse fino a 100 mm120-135 W/m²46,55-56,36 €/m²
Interasse 101-150 mm105-125 W/m²41,81-51,92 €/m²
Interasse 151-225 mm65-115 W/m²38,95-49,40 €/m²
Interasse oltre 225 mm28-55 W/m²36,88-47,64 €/m²
Zona inattiva, senza tubi-19,59-33,30 €/m²
Collettore, da 3+3 a 13+13 derivazioni-518,21-878,25 € cad.

Sono prezzi pensati per gli appalti pubblici, quindi un riferimento e non un preventivo: in un appartamento contano l'accesso al cantiere, le quantità e quanto lavoro c'è intorno. Servono però a capire l'ordine di grandezza e, soprattutto, da cosa dipende il numero.

Cosa resta fuori dal prezzo al metro quadro?

Quasi tutto quello che fa di un pavimento radiante un cantiere. La voce del prezzario comprende tubo, pannello, accessori di montaggio e l'additivo per il massetto, ma il massetto no. Restano a parte la demolizione del pavimento esistente, il massetto, il nuovo pavimento, il collettore con le sue valvole, la regolazione stanza per stanza, il collegamento al generatore e il progetto.

In una ristrutturazione pesa anche lo spessore. Quanto ne serve, e quali pannelli ribassati esistono per le case esistenti, lo trovi nella voce di glossario sul riscaldamento radiante: se lo spessore non c'è, porte e soglie diventano parte del lavoro.

Da cosa dipende il costo?

Prima di tutto dal passo dei tubi, e il prezzario lo mostra bene. Più i tubi sono vicini, più resa ha il pavimento e più costa: con interasse fino a 100 mm la resa minima indicata è di 120-135 W/m², oltre 225 mm scende a 28-55 W/m², e il prezzo cala di circa 9-10 euro al metro quadro.

Il passo giusto lo decide il calcolo del carico termico di ogni stanza: una casa ben isolata chiede meno potenza al metro quadro e regge passi più larghi, un bagno o una stanza con molte vetrate chiedono passi più stretti. Poi contano il numero di circuiti e di collettori, il tipo di pannello isolante e la regolazione. Una testina per circuito e un termostato per stanza costano, ma sono ciò che permette di non scaldare le stanze vuote.

Come rende il riscaldamento a pavimento con la pompa di calore?

Bene, perché la grande superficie scalda con acqua poco più calda della stanza. La guida sulle pompe di calore dell'Ufficio federale svizzero dell'energia (UFE e SvizzeraEnergia, revisione 2026) spiega che la pompa di calore lavora meglio quanto più bassa è la temperatura di mandata, e indica le case a basso consumo con distribuzione a pavimento come le condizioni migliori per il suo funzionamento.

Il numero che rende l'idea sta in un grafico della stessa guida: per una pompa di calore geotermica con sorgente a 0 °C il coefficiente di prestazione è 4,4 con mandata a 35 °C e 3,0 con mandata a 55 °C. A 35 °C lo stesso calore chiede quindi circa un terzo di elettricità in meno.

Anche il Reg. (UE) 813/2013 ragiona per temperature: chiama applicazione a bassa temperatura quella in cui la pompa di calore eroga la sua capacità con acqua a 35 °C, e a temperatura media quella a 55 °C, e dal 2017 chiede alle pompe di calore a bassa temperatura un'efficienza stagionale minima del 125%, contro il 110% delle altre. Quanto consuma una pompa di calore in bolletta lo abbiamo calcolato in pompa di calore: consumi e costi in bolletta.

Quando conviene restare sui termosifoni?

Quando i pavimenti non si rifanno e i termosifoni possono lavorare a temperatura più bassa. La guida UFE ricorda anche gli svantaggi del pavimento: è inerte, perché i tubi stanno nel massetto, e una volta posato il sistema non è più accessibile. Aggiunge che un pavimento radiante non è un pavimento caldo: con basse temperature di mandata la superficie resta appena tiepida, e il rivestimento va scelto sapendolo.

Molte case scaldano bene con la pompa di calore anche sui radiatori esistenti, a volte sostituendone qualcuno o aggiungendo un paio di ventilradiatori: come si valuta lo spieghiamo in pompa di calore con i termosifoni. Il pavimento radiante ha più senso quando i pavimenti si rifanno comunque, o quando si vuole raffrescare anche dalle superfici.

Con il servizio pompa di calore del Tagliando Casa partiamo dal carico termico della casa e ti diciamo quale strada regge una mandata bassa. Per chi ristruttura, le soluzioni che seguiamo in casa sono raccolte in impianti per il residenziale.

Domande frequenti

Quanto costa al metro quadro il riscaldamento a pavimento?

Nel prezzario dei lavori pubblici della Regione Lombardia 2026 il sistema radiante a pavimento, con tubo e pannello posati, costa fra 36,88 e 56,36 euro al metro quadro IVA esclusa, secondo il passo dei tubi e il pannello. Non comprende massetto, pavimento, demolizioni, collettori, regolazione e generatore, che in una ristrutturazione vanno sommati.

Il riscaldamento a pavimento conviene con la pompa di calore?

La guida dell'Ufficio federale svizzero dell'energia (2026) indica la distribuzione a pavimento come la condizione migliore per una pompa di calore, perché scalda con acqua a bassa temperatura: una pompa di calore geotermica passa da un COP di 4,4 con mandata a 35 °C a 3,0 a 55 °C. Conviene soprattutto quando i pavimenti si rifanno comunque.

Si può mettere il riscaldamento a pavimento senza rifare i pavimenti?

Con un sistema annegato nel massetto no: servono demolizione, pannello, tubi, nuovo massetto e nuovo pavimento. Esistono pannelli ribassati per le ristrutturazioni, che riducono gli spessori ma non evitano il cantiere. Se i pavimenti restano, di solito si lavora sui termosifoni esistenti, adattandoli a una temperatura di mandata più bassa.

Il pavimento radiante rende il pavimento caldo?

No, ed è un luogo comune. La guida UFE spiega che con le basse temperature di mandata usate con le pompe di calore la superficie resta appena tiepida, e che i riscaldamenti a pavimento sono spesso fonte di reclami per superfici percepite fredde. Il rivestimento conta: pietra, parquet e tappeto cedono calore al piede in modo diverso.

Quanto costa un collettore per il riscaldamento a pavimento?

Nel prezzario regionale lombardo 2026 un collettore di distribuzione modulare per sistemi radianti, con valvole di intercettazione, sfiato e raccorderia, va da 518,21 euro con 3+3 derivazioni a 878,25 euro con 13+13, posa compresa e IVA esclusa. Ogni derivazione alimenta un circuito, quindi il numero dipende da stanze e superfici.

Chi ha scritto e validato questo articolo

Nicola Davanzo

Autore

Nicola Davanzo

Fondatore di Flow Impianti. Scrive con uno sguardo pratico: cosa puoi fare da solo, cosa lasciare al tecnico, e come tenere l'impianto in salute nel tempo.

Validazione tecnica indipendente

Responsabile Tecnico abilitato (DM 37/08)

I contenuti tecnici sono validati dal Responsabile Tecnico abilitato ai sensi del DM 37/08.

Fonti

  1. Regione Lombardia, Prezzario regionale dei lavori pubblici, edizione 2026 (DGR XII/6071 del 27 aprile 2026), parte 2, voce LOM261.OC.EEA.Pa01.F6070, consultato 2026-09-29, regione.lombardia.it; premessa su spese generali, utile e IVA nella parte 1, regione.lombardia.it
  2. UFE e SvizzeraEnergia, Pompe di calore - progettazione, ottimizzazione, esercizio, manutenzione, revisione 2026, capitolo 5 e figura 5.2, consultato 2026-09-29, bfe.admin.ch
  3. Commissione europea, Regolamento (UE) n. 813/2013, art. 2 e allegato II, consultato 2026-09-29, publications.europa.eu; scheda Reg. (UE) 813/2013

Contenuto informativo a cura di Flow Impianti Srl. Non costituisce consulenza tecnica né un preventivo. I prezzi citati sono quelli del prezzario regionale lombardo per le opere pubbliche, edizione 2026, IVA esclusa: il costo di un intervento privato dipende dal progetto e dal cantiere.

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