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Manutenzione caldaie Junkers

Manutenzione e assistenza caldaie Junkers a Milano

A Milano le Junkers appese al muro sono tante e hanno tutte qualche anno addosso: il marchio è uscito dai prodotti nuovi nel settembre 2018, le caldaie no. Le seguiamo noi, nei condomini, negli appartamenti e negli uffici di Milano e della Lombardia: combustione misurata, scarico fumi, libretto, rapporto sul CURIT, ricambi. A canone, o quando si ferma.

Aggiornata 2026

Impresa abilitata DM 37/2008, lettera C per il termico, con la dichiarazione di conformità dove la legge la chiede
Rapporto sul CURIT ogni controllo lascia traccia sul catasto regionale, e una copia resta a te
Tempi in contratto quanto ci mettiamo ad arrivare lo scriviamo, non lo promettiamo al telefono

01Il servizio

Cosa facciamo su una caldaia Junkers

Lavoriamo sulle caldaie Junkers che troviamo già installate, dalla murale a condensazione del bilocale al generatore di un piccolo centralizzato. Il giro è sempre quello: combustione misurata con lo strumento, tenuta e scarico dei fumi, scambiatore e sifone della condensa aperti e puliti, taratura rifatta. In fondo c'è un rapporto scritto, che poi va dove deve andare.

Dalla marca dipendono due cose: su quale documentazione andiamo a leggere i valori, e da quale canale arrivano i pezzi. Non dipende da lei il perimetro di ciò che ci è consentito fare, che lo traccia il DM 37/2008: per noi vale la lettera C, impianti termici e di climatizzazione.

Le richieste che riceviamo su queste caldaie sono tre e le teniamo distinte in agenda e in fattura: il controllo fissato a calendario, l'uscita a macchina ferma e la ricerca del pezzo. Su un apparecchio che ha almeno otto anni la terza voce pesa più che su una caldaia nuova, e preferiamo dirlo prima che dopo.

Il controllo, su una macchina che ha già qualche migliaio di ore

Il contenuto è quello di legge - combustione misurata, tenuta e scarico dei fumi, scambiatore e sifone aperti e puliti, taratura rifatta, rapporto depositato - ma su un apparecchio di questa età serve anche a un'altra cosa: capire quale componente cederà per primo. Lo scriviamo nel rapporto, così la sostituzione si può decidere a settembre e non a gennaio con il riscaldamento spento.

L'uscita quando si è fermata

L'ordine in cui guardiamo non è casuale e non parte dall'elettronica: pressione dell'acqua di impianto, accensione del bruciatore, portata in circolazione, scarico della condensa. Sostituire una scheda quando il problema sta nell'acqua regge una settimana e poi il blocco torna, con il doppio della spesa. Il codice a schermo lo chiediamo, ma dopo la targa.

Il pezzo, su un marchio che non esce più di fabbrica

Qui la domanda non è quale pezzo serve, è se si trova. Non ci mettiamo promesse nostre: il produttore dichiara che continuerà a produrre pezzi di ricambio per i modelli precedenti e che i componenti migliorati dei prodotti nuovi sono progettati per essere compatibili con i modelli di generazione precedente. Il tuo ricambio lo verifichiamo caso per caso, e la sezione dedicata racconta come.

Fra noi e il produttore non c'è alcun rapporto, e conviene saperlo prima di chiamarci. Flow Impianti è un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008 e non è autorizzata dal produttore: una Junkers la trattiamo come trattiamo qualunque altra marca. La garanzia di fabbrica non passa da noi, quindi non vendiamo pezzi che se la portino dietro e non mettiamo mano a una garanzia convenzionale al posto di chi l'ha rilasciata. Caldaia ancora coperta? Te lo diciamo noi, e ti indirizziamo alla rete ufficiale.

02Il marchio

Caldaie Junkers: assistenza a Milano dopo il passaggio a Bosch

Junkers non è un marchio scomparso: è un marchio che ha cambiato nome. Sulla pagina del produttore dedicata al passaggio, Bosch scrive che da settembre 2018 il know-how del marchio Junkers è stato integrato nell'approccio Bosch e che la tecnologia dei prodotti Junkers resta la stessa. Non è un'acquisizione recente: Junkers & Co. nasce a Dessau nel 1895 ed entra nel gruppo Bosch nel 1932, come riporta la cronologia pubblicata dal produttore. Nel 2018 è cambiato il nome sulla mascherina, non la proprietà.

Da quella data si ricava una cosa concreta, e vale la pena dirla perché cambia il modo di guardare l'apparecchio: se sulla mascherina c'è scritto Junkers, quella caldaia è arrivata sul mercato prima del settembre 2018, quindi nel 2026 ha almeno otto anni. È l'età in cui una caldaia smette di comportarsi come un elettrodomestico e comincia a comportarsi come un impianto: scambiatore, sifone, vaso di espansione e sonde hanno tutti qualche migliaio di ore sulle spalle, e il controllo di efficienza energetica è il momento in cui si vede quale di quei pezzi sarà il prossimo.

Il produttore, sulla stessa pagina, dichiara tre cose che a chi ha una Junkers in casa interessano più di qualunque nostra opinione: che non serve sostituire i prodotti Junkers e che gli apparecchi continuano a funzionare regolarmente, che continuerà a produrre pezzi di ricambio per i modelli precedenti, e che la rete di assistenza Junkers resta in attività affiancando il logo Bosch. Quella rete è la strada ufficiale, e noi non ne facciamo parte: lo diciamo qui perché chi cerca assistenza per una Junkers a Milano ha diritto di sapere che le strade sono due, non una.

Non sai a che punto sei con i controlli?

Bastano il libretto e l'ultimo rapporto registrato per capirlo: veniamo a leggerli e ti diciamo cosa manca. Il sopralluogo non lo paghi.

Prenota un sopralluogo

03La macchina

Su una Junkers, che cosa cambia davvero?

Tre differenze vere, e nessuna riguarda il controllo che chiede la legge: dov'è finita la documentazione del costruttore, quanti anni ha in media ciò che troviamo appeso al muro, e i codici di blocco, che appartengono a un modello e a nessun altro. Sull'ultimo punto non siamo vaghi per prudenza: le tabelle di codici che non possiamo confrontare col manuale della tua caldaia non le pubblichiamo, perché mandano a cambiare il pezzo sbagliato.

Il manuale non sta più dove stava

Cercare documentazione per un marchio ritirato porta quasi sempre su siti di terze parti, che ricopiano e sbagliano. I documenti del costruttore oggi stanno nel sito Bosch Home Comfort, nome che la divisione termotecnica ha preso nel 2023 secondo la cronologia del produttore. Su un apparecchio di dieci anni il valore di taratura e la sequenza di sblocco si leggono sul documento giusto, e sapere dove cercarlo fa parte del mestiere.

Il codice di blocco appartiene al modello

Una condensazione che si ferma scrive un codice sul display, e quel codice vuol dire cose diverse su apparecchi diversi, a volte fra due versioni della stessa serie. Quindi non lo tiriamo a memoria e non lo peschiamo da un forum: andiamo a leggerlo sulla documentazione di quella macchina. Al telefono ti chiediamo prima la targa, poi quello che vedi a schermo, in quest'ordine e per questo motivo.

L'idraulica viene prima della scheda

Per quello che vediamo noi, una condensazione va in blocco quasi sempre per un motivo meccanico: acqua di impianto a una pressione fuori campo, bruciatore che non accende, poca portata in circolazione, scarico della condensa tappato. Cominciamo da lì, in quest'ordine, perché cambiare una scheda quando il guasto sta nell'acqua tiene una settimana e poi riparte tutto da capo.

In un condominio invecchiano insieme

Dentro una scala di Milano le Junkers non sono una sola, e nessuna può essere nuova: lo esclude la data in cui il marchio ha smesso di uscire di fabbrica. Il lavoro quindi non è l'intervento, è il calendario - quali scadono quest'anno, quali hanno il rapporto a posto, su quali conviene tenere un pezzo a magazzino a settembre e non a gennaio. Lo mettiamo in un piano unico, scala per scala, con le date davanti e non dietro.

04Quando si ferma

Su una Junkers, che cosa controlliamo per primo?

Chi chiama racconta un comportamento: va in blocco e riparte, l'acqua calda va e viene, nello stabile si fermano una dopo l'altra. Su apparecchi che hanno tutti passato gli otto anni questi racconti si assomigliano, e il primo posto in cui guardiamo è quasi sempre lo stesso. Tabelle di codici in pagina non ne troverai: senza il manuale della tua caldaia un codice mandato a memoria fa cambiare il pezzo sbagliato.

Va in blocco, poi riparte, poi di nuovo

Il guasto intermittente è il più difficile e il più frequente su una macchina di questa età, perché nasce da un componente al limite e non da uno rotto. Ti chiediamo di annotare ora e condizione ogni volta che succede - a che punto del ciclo, con il riscaldamento o con l'acqua calda - perché quella lista vale più di mezz'ora davanti alla caldaia spenta.

C'è un codice sul display e online dice tutt'altro

Succede perché cercare documentazione per un marchio ritirato porta su siti di terze parti, che ricopiano e sbagliano. I documenti del costruttore oggi stanno nel sito Bosch Home Comfort, nome preso dalla divisione termotecnica nel 2023. Quindi al telefono ti chiediamo prima la targa e il codice prodotto, poi quello che leggi a schermo: in quest'ordine, e per questo motivo.

L'acqua calda arriva a scatti

Prima di parlare di scheda guardiamo la parte idraulica e lo stato dello scambio: depositi sullo scambiatore sanitario, portata, funzionamento della valvola che devia fra riscaldamento e sanitario. Su una caldaia che ha lavorato otto o dieci stagioni con l'acqua di Milano il calcare è un sospettato con un suo curriculum, e il trattamento dell'acqua è la cosa che si decide una volta sola.

In una scala si fermano una dopo l'altra

Non è sfortuna: nessuna di quelle caldaie può essere nuova, perché il marchio ha smesso di uscire di fabbrica nel settembre 2018, quindi invecchiano insieme. Per questo su un condominio non lavoriamo a chiamata ma su un piano unico, scala per scala: quali scadono quest'anno, quali hanno il rapporto a posto, su quali conviene tenere un pezzo a magazzino prima dell'inverno.

05I ricambi

I ricambi Junkers: dove li troviamo oggi

Si comincia dalla targa, perché sono il modello e il codice prodotto a dire quale pezzo serve. Su un apparecchio che porta ancora quella mascherina conta più del solito: la stessa serie ha attraversato anni di revisioni, e due caldaie gemelle da fuori possono avere dentro scambiatori e schede differenti. Quei due numeri li prendiamo al primo intervento e restano scritti nel libretto di impianto, così nessuno li va più a cercare al telefono.

Sulla disponibilità non facciamo promesse nostre e riportiamo quella del costruttore: Bosch dichiara che continuerà a produrre pezzi di ricambio per i modelli precedenti e che i componenti migliorati dei prodotti nuovi sono progettati per essere compatibili con i modelli di generazione precedente. È l'impegno di chi li fabbrica, non una nostra garanzia: il pezzo che serve a te lo verifichiamo caso per caso, prima di ordinare.

Compriamo dalla distribuzione tecnica. La garanzia di fabbrica sul componente non possiamo dartela, per il semplice motivo che non passa da noi: ti anticipiamo quale pezzo arriva, in quanti giorni e a che prezzo, e solo dopo ordiniamo. Se un ricambio è fuori produzione lo senti dire subito, insieme a cosa si può mettere al suo posto e a quanto viene - perché su una macchina che ha passato i dieci anni la domanda vera è se stia ancora in piedi il conto della riparazione.

06Gli obblighi

Che cosa resta uguale, qualunque marca sia?

Davanti alla legge il nome del costruttore non pesa, e che quel nome sia stato ritirato pesa ancora meno. Il testo da cui si parte è il DPR 74/2013: fissa i criteri nazionali di esercizio, conduzione, controllo e manutenzione degli impianti termici, le temperature ammesse negli ambienti, ogni quanto va fatto il controllo di efficienza energetica a seconda di potenza e combustibile, e l'obbligo del libretto. Sulla cadenza concreta e su dove finisce il rapporto, in Lombardia decide la Regione.

Decide la potenza, non chi l'ha costruita

La DGR Lombardia XI/3502/2020 lega la periodicità del controllo di efficienza energetica alla potenza e al combustibile: due anni sui generatori a gas da 5 a 35 kW, uno solo da 35 a 350 kW, e il rapporto va caricato sul CURIT. Sopra c'è la cornice nazionale, il DPR 74/2013. Dove caschi la tua caldaia dentro questo schema lo leggiamo sul libretto, in sopralluogo: dalla targhetta non si indovina.

Il libretto è la memoria dell'impianto

Il libretto di impianto è reso obbligatorio dal DPR 74/2013: contiene i dati dell'apparecchio e tutti i controlli che ha subito, e resta attaccato all'impianto anche quando l'appartamento passa di mano. Su una caldaia più vecchia del proprio marchio è l'unica cosa che ricordi cosa è stato fatto: senza, chi arriva dopo riparte da zero. Dove seguiamo l'impianto lo aggiorniamo noi, intervento per intervento.

Senza registrazione, il controllo non c'è

Per chi fa le verifiche esiste soltanto ciò che risulta registrato. Il DPR 74/2013 vuole che la manutenzione venga rendicontata, e in Lombardia il rapporto di controllo di efficienza energetica si carica sul catasto regionale CURIT. Noi lo trasmettiamo entro i termini e ti consegniamo la copia: la chiede l'amministratore, la chiede un'ispezione, e torna utile il giorno in cui metti in vendita o affitti.

Ordinaria e straordinaria sono due mestieri

Il DM 37/2008 riserva a imprese abilitate l'installazione, la trasformazione, l'ampliamento e la manutenzione straordinaria degli impianti negli edifici, con la dichiarazione di conformità al termine; sulla manutenzione ordinaria l'articolo 10 non pretende progetto, collaudo né quella dichiarazione, fatto salvo il suo comma 3. Sul termico l'abilitazione che conta è la lettera C, e ce l'abbiamo. Il confine fra le due cose sta nella voce manutenzione ordinaria e straordinaria.

07Come lavoriamo

A canone o a chiamata, su una caldaia che ha otto anni

Guardare una macchina quando decidi tu costa meno che guardarla quando decide lei, e non perché ci sia uno sconto di mezzo: a chiamata l'uscita, la diagnosi e il pezzo li paghi nel giorno dell'anno peggiore per contrattare, quello in cui in casa fa freddo. A canone sono già nel prezzo, e la data in agenda la mettiamo noi.

Su un apparecchio che ha passato gli otto anni la memoria vale il doppio: chi ci è salito l'anno prima sa già dov'è fragile quella caldaia, che componenti monta e quanti giorni servono per farne arrivare uno di una generazione fuori catalogo. Se invece ti trovi meglio a chiamare quando serve, nessuna insistenza: c'è il pronto intervento, con i tempi messi per scritto. Come funziona il canone lo racconta la pagina manutenzione a canone.

Il nome è cambiato, la caldaia no ed è l'unica delle due cose che si ferma a gennaio. Il marchio sulla mascherina non ha bisogno di manutenzione; l'apparecchio dietro sì.

I termini tecnici li trovi spiegati nel glossario, dalla caldaia a condensazione al libretto di impianto; le norme di sopra hanno ognuna la sua scheda nella normativa impianti. Caldaia che non parte? C'è l'elenco di cosa guardare quando non si accende. Sui soldi, il costo della manutenzione della caldaia. Fra le altre marche seguiamo Ariston, Vaillant e i climatizzatori Daikin.

Domande frequenti

Fate manutenzione sulle caldaie Junkers a Milano?

Sì, su Milano e in tutta la Lombardia, per chi ha la caldaia in casa, per i condomini e per le aziende. Dentro l'intervento ci sono la misura della combustione, il controllo dello scarico fumi, scambiatore e sifone della condensa aperti e puliti, e il rapporto caricato sul catasto regionale CURIT come vuole il DPR 74/2013. Flow Impianti è un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008 e non è autorizzata dal produttore.

Junkers non si trova più nei negozi: la mia caldaia è ancora assistibile?

Sì, e lo dice il produttore prima di noi. Sulla pagina dedicata al passaggio del marchio, Bosch scrive che non serve sostituire i prodotti Junkers, che gli apparecchi continuano a funzionare regolarmente, che continuerà a produrre pezzi di ricambio per i modelli precedenti e che la rete di assistenza Junkers resta in attività affiancando il logo Bosch. Dal settembre 2018 il marchio non va più sui prodotti nuovi, quindi una caldaia con quella mascherina nel 2026 ha almeno otto anni: è un impianto da seguire con un calendario, non un apparecchio da buttare.

Siete autorizzati da Junkers o da Bosch?

No, e non lo siamo stati né con un marchio né con l'altro. Flow Impianti è un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008 e non è autorizzata dal produttore: la nostra abilitazione è di lettera C, impianti termici e di climatizzazione. Una Junkers la seguiamo come seguiamo le altre marche, fuori dalla rete ufficiale, quindi non vendiamo pezzi che portino con sé la garanzia di fabbrica e non mettiamo mano a una garanzia convenzionale al posto di chi l'ha rilasciata. Il produttore scrive che la sua rete di assistenza continua sotto il logo Bosch: se la caldaia è ancora in garanzia, è lì che ti conviene andare.

Si trovano ancora i ricambi Junkers?

Il pezzo giusto lo dicono la targa e il codice prodotto, perché quella serie ha attraversato anni di revisioni. Sulla disponibilità riportiamo quanto dichiara il costruttore: Bosch scrive che continuerà a produrre pezzi di ricambio per i modelli precedenti e che i componenti migliorati dei prodotti nuovi sono progettati per essere compatibili con i modelli di generazione precedente. Il singolo ricambio che serve a te lo verifichiamo caso per caso prima di ordinare; se è fuori produzione lo senti dire subito, con cosa si può mettere al suo posto e quanto viene.

Ogni quanto va fatta la manutenzione di una caldaia Junkers a Milano?

Dipende da quanti kW fa e da cosa brucia, non da chi l'ha costruita. In Lombardia la DGR XI/3502/2020 mette il controllo di efficienza energetica ogni due anni sui generatori a gas da 5 a 35 kW, cioè quasi tutte le caldaie di appartamento, e ogni anno da 35 a 350 kW, con il rapporto da caricare sul CURIT. La cornice nazionale è il DPR 74/2013, che collega le frequenze a potenza e combustibile e impone il libretto. Il controllo annuale consigliato dal costruttore è un'altra faccenda: tiene in piedi la garanzia, non adempie la legge.

Che differenza c'è fra una caldaia Junkers e una Bosch di oggi?

Sul piano commerciale nessuna, perché si tratta dello stesso costruttore: Junkers & Co. entra nel gruppo Bosch nel 1932 e nel settembre 2018 il marchio è passato ufficialmente a Bosch, come riporta la cronologia pubblicata dal produttore, che scrive anche che la tecnologia dei prodotti Junkers resta la stessa. Sul piano pratico la differenza è l'età: una caldaia a marchio Junkers è stata messa sul mercato prima del 2018, quindi ha almeno otto anni, e su un apparecchio di quell'età il controllo serve a sapere quale componente andrà sostituito per primo.

Fate assistenza solo su Junkers?

No: seguiamo l'impianto e non il nome sulla mascherina, e in uno stabile dove ci sono Junkers di solito ci sono anche caldaie di altri due o tre costruttori. Questa pagina esiste perché su una Junkers cambia qualcosa di pratico: la documentazione del costruttore oggi sta nel sito Bosch Home Comfort e non dove stava, e l'età minima dell'apparecchio è nota in partenza, perché il marchio è uscito dai prodotti nuovi nel settembre 2018. Due cose che spostano la diagnosi e il magazzino, non il mestiere.

Usate ricambi originali su una caldaia Junkers?

Partiamo sempre dal componente del costruttore, e su questo marchio la disponibilità è una notizia che riportiamo invece di garantirla noi: Bosch dichiara che continuerà a produrre pezzi di ricambio per i modelli precedenti e che i componenti migliorati dei prodotti nuovi sono progettati per essere compatibili con i modelli di generazione precedente. Il pezzo che serve alla tua caldaia lo verifichiamo caso per caso prima di ordinare. Compriamo attraverso la distribuzione tecnica, quindi la garanzia di fabbrica sul componente non passa da noi, e se un ricambio è fuori produzione lo senti dire subito, con l'alternativa e il suo prezzo.

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