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Assistenza e manutenzione Aermec a Milano

Seguiamo parchi di ventilconvettori, refrigeratori, pompe di calore e regolazione Aermec negli uffici, negli alberghi, nelle cliniche private e negli spazi pubblici di Milano e della Lombardia. Filtri, scarichi di condensa, valvole, pannelli e ricambi, con i tempi di intervento scritti: a canone, oppure in caso di guasto.

Aggiornata 2026

Il parco si conta prima del preventivo sappiamo quante unità sono e in quali stanze stanno
Matricole in archivio targa, modello e matricola finiscono a registro al primo giro, non quando serve il pezzo
In garanzia lo diciamo se la macchina è ancora coperta dal costruttore, ti mandiamo al suo canale

01Le macchine

Che macchine fa Aermec, e perché questa pagina parla di terminali

Aermec è un costruttore italiano: sul proprio sito dichiara di essere nata nel 1961 per iniziativa di Giordano Riello, con sede a Bevilacqua, in provincia di Verona, e di arrivare a oltre diecimila configurazioni di prodotto. I settori che dichiara di servire sono alimentare, data center, industriale, residenziale, spazi pubblici e terziario. Fin qui somiglia a molti altri. La differenza, per chi fa manutenzione, sta altrove.

Sta nel fatto che un impianto Aermec, nove volte su dieci, non è una macchina: è una centrale più qualche decina o qualche centinaio di terminali sparsi nelle stanze. Il ventilconvettore FCZ, che il produttore descrive come disponibile a parete, a soffitto, a incasso e canalizzabile, copre da 1,00 a 6,81 kW in raffreddamento e da 2,40 a 15,52 kW in riscaldamento: su un piano di uffici ne servono tanti, non uno. Per questo la pagina che stai leggendo parla a chi risponde di un edificio intero, e il lavoro che descrive è distribuito per definizione.

Ventilconvettori e terminali idronici

È la famiglia che si incontra più spesso. La scheda dell'FCZ dichiara ventilatore centrifugo, batteria a tre o quattro ranghi e la possibilità di aggiungere una batteria secondaria a uno o due ranghi per gli impianti a quattro tubi, con versioni a parete, a soffitto, a incasso, canalizzabile e dualjet. Un ventilconvettore non ha un circuito frigorifero suo: ha acqua, un filtro, una bacinella e una valvola, e si guasta in quei quattro punti.

Refrigeratori e pompe di calore

In centrale sta la macchina che produce l'acqua, e lì il discorso cambia completamente: c'è un circuito chiuso, una carica di refrigerante e un regime di legge suo. Un refrigeratore e una pompa di calore si controllano come impianti, e sulla carica si misura quanto spesso serve il controllo delle perdite. Nelle sue applicazioni Aermec cita per i data center ridondanza, recupero di calore e raffrescamento gratuito.

Aria primaria e recupero

Dove ci sono terminali ad acqua c'è quasi sempre una linea d'aria che porta il ricambio: nelle sue applicazioni Aermec parla di recuperatori statici o entalpici e di dimensionamento delle unità di trattamento aria per il terziario, e di ventilazione meccanica con recupero per il residenziale. Il recuperatore e la unità di trattamento aria sono la parte che nessuno guarda finché l'aria non si sente ferma.

Regolazione e supervisione

La scheda dell'FCZ dichiara controllo touch, controllo centralizzato e compatibilità con il sistema VMF, oltre a un termostato con tecnologia NFC per il comando da smartphone. Su un parco di terminali la regolazione è metà del risultato: un impianto in cui ogni stanza decide per sé consuma come se fosse sempre pieno. Se c'è un sistema di supervisione leggiamo i dati prima di salire sui controsoffitti.

Un chiarimento che preferiamo mettere qui e non in fondo: non vendiamo macchine Aermec e non apparteniamo alla sua rete. Flow Impianti è un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008 e non è autorizzata dal produttore. Manuteniamo le macchine Aermec che troviamo installate, come quelle di altri costruttori, e dove la strada giusta è il canale del produttore lo diciamo prima di aprire un quadro.

02Il parco

Perché la manutenzione di un impianto Aermec non si fa a una macchina sola?

Perché il guasto che senti non sta quasi mai dove guardi. Una stanza che non raffredda mentre quella accanto sta bene non è un problema di centrale: è un filtro intasato, una valvola che non apre, uno scarico di condensa che ha smesso di scaricare, o una velocità di ventilazione che qualcuno ha abbassato tre anni fa. Su un parco di terminali il lavoro è per questo censimento prima e calendario dopo: senza un elenco di quante unità ci sono e dove, un intervento diventa una caccia.

Il filtro, che è lavabile e non eterno

Il manuale del ventilconvettore canalizzato VES dichiara un filtro dell'aria in aspirazione di classe di filtrazione G3, facilmente estraibile per la pulizia periodica. Tradotto: va tolto e lavato, non guardato. Un filtro sporco fa calare la portata d'aria, e la portata che cala non accende nessuna spia: fa solo scendere la resa stanza per stanza, in mesi. È la causa più banale e la più frequente delle chiamate d'estate.

La condensa, che finisce nei cartongessi

Lo stesso manuale indica fra i componenti la bacinella di raccolta della condensa e due scarichi, uno per lato, e chiede di verificare gli spazi tecnici necessari allo scarico della condensa, alla pulizia dei filtri e alla pulizia dello scambiatore. Il danno di un terminale non è il terminale: è il controsoffitto macchiato sotto. Dove gli scarichi sono a gravità e lunghi, le pendenze e i sifoni si controllano prima della stagione, non dopo la macchia.

Le valvole, e quante sono

Il manuale VES elenca fra gli accessori valvole a tre vie con quattro attacchi e valvole a due vie per gli impianti a portata d'acqua variabile. Sono i pezzi che decidono se l'acqua arriva, e un attuatore bloccato fa esattamente il rumore che fa un attuatore funzionante: nessuno. Su un parco grande si verificano a campione a ogni giro, e il campione ruota, così in qualche anno passano tutte.

Due tubi o quattro, e si vede dal lamentarsi

La scheda dell'FCZ dichiara il prodotto per impianti a due e a quattro tubi, con la batteria secondaria opzionale per i secondi. La differenza si sente nelle mezze stagioni: a due tubi tutto l'edificio sta in caldo o in freddo, e la riunione di aprile in cui una stanza chiede il contrario dell'altra non è un guasto. Se succede ogni anno, la risposta non è un intervento, è sapere che impianto hai.

Dove i terminali servono ambienti che hanno una finestra stretta di temperatura e umidità - una sala tecnica, un laboratorio, un reparto - il controllo dell'umidità e la filtrazione contano quanto la temperatura, e il piano si scrive sull'ambiente, non sulla macchina. Ne parliamo per settore nelle pagine property e uffici, hotel e cliniche private.

Sai quanti ventilconvettori ci sono nel tuo edificio?

Quasi nessuno lo sa, e da quel numero dipendono il calendario, il magazzino dei filtri e il prezzo. Li contiamo noi in sopralluogo, stanza per stanza, e te li consegniamo in un elenco. Il sopralluogo è gratuito.

Prenota un sopralluogo

03Gli allarmi

Che cosa dice un codice di errore Aermec sul pannello?

Dipende dal pannello, e questa non è una scappatoia: è il motivo per cui una sigla cercata su internet porta fuori strada. Il manuale d'uso dell'interfaccia VMF-DSK, codice 4745271_01, dichiara che le anomalie si presentano con una stringa "AL" seguita da un numero, e ne elenca tre: AL1 mancata comunicazione fra termostato e interfaccia utente, AL2 allarme o guasto dell'inverter, AL3 guasto della sonda ambiente. Tre codici, tre mestieri diversi.

Il primo è un problema di collegamento, non di macchina. Il secondo riguarda l'elettronica di un motoventilatore che lo stesso manuale della serie VES descrive con motore brushless e inverter dedicato. Il terzo è una sonda, cioè il pezzo più economico dei tre e quello che fa comportare male tutto il resto. Prima di ordinare qualunque ricambio, si legge il codice sul pannello che è installato davvero e si guarda il manuale di quel pannello: due pannelli diversi usano gli stessi numeri per cose diverse.

Quello che non facciamo è una diagnosi al telefono su un codice letto a voce. Non per cautela commerciale: perché il codice dice che la macchina si è protetta, non perché. Il perché sta nei valori di esercizio, nella portata d'acqua e in cosa è cambiato nell'edificio, e si misura davanti all'unità con l'impianto in funzione.

04I ricambi

I ricambi Aermec: che cosa possiamo dire e che cosa no

Partiamo da ciò che si verifica. Aermec dichiara sul proprio sito oltre 52 agenzie di vendita e 81 servizi di assistenza tecnica in Italia, e scrive che i servizi di assistenza tecnica garantiscono interventi di avviamento, manutenzione e aggiornamento, con il servizio che segue il prodotto per tutta la vita operativa. Tradotto in pratica: una rete di assistenza del costruttore esiste, è fitta, e non siamo noi.

Quello che facciamo è dire presto quale strada conviene. Al primo sopralluogo annotiamo targa, modello e matricola di ogni unità, perché due ventilconvettori della stessa famiglia montano motori, batterie e schede diversi e l'ordine sbagliato costa due settimane. Sui componenti universali - filtri, cuscinetti, sonde, contattori, attuatori, galleggianti, pompette di condensa - ci riforniamo dalla distribuzione tecnica e il pezzo arriva in fretta. Su un componente proprietario ti diciamo il tempo che prevediamo e qual è l'alternativa, compresa quella di passare dal canale del produttore.

Non siamo rivenditori Aermec e non siamo un suo centro di assistenza autorizzato. Flow Impianti è un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008 e non è autorizzata dal produttore. Due conseguenze che preferiamo scrivere qui. La prima: la garanzia che il costruttore dà sui propri ricambi non passa da noi, e lo mettiamo in preventivo invece di lasciartelo scoprire dopo. La seconda: se la tua macchina è nuova o ancora coperta, la strada giusta è uno degli 81 servizi di assistenza tecnica che Aermec dichiara in Italia, e te lo diciamo prima di toccarla, non dopo. Su un parco installato da anni, invece, il problema non è quasi mai il pezzo: è che nessuno sa quanti sono e dove.

05Gli obblighi

Su un impianto a terminali, dove cadono gli adempimenti?

In centrale, quasi tutti. I terminali non hanno un circuito frigorifero, quindi la disciplina sui gas fluorurati non li riguarda; riguarda la macchina che produce l'acqua. È una distinzione che vale la pena fare prima di firmare un contratto, perché decide chi deve avere quale abilitazione e quante date entrano nel calendario.

La cadenza è quella della macchina, non del terminale

L'allegato A del DPR 74/2013 tratta le macchine frigorifere a parte dai generatori a fiamma: per le macchine frigorifere e le pompe di calore a compressione di vapore ad azionamento elettrico, o ad assorbimento a fiamma diretta, il controllo di efficienza energetica è ogni quattro anni fra 12 e 100 kW e ogni due anni da 100 kW in su. La soglia guarda la potenza complessiva delle macchine che servono lo stesso impianto.

Il documento segue l'impianto

Il libretto di impianto resta con l'impianto anche quando cambia il proprietario, e in Lombardia il rapporto di controllo va sul catasto regionale CURIT: lo disciplina la DGR Lombardia XI/3502/2020, che regola controllo, manutenzione e lettura da remoto degli impianti termici. Sugli impianti che seguiamo il libretto lo aggiorna chi fa l'intervento, così esiste il giorno in cui qualcuno lo chiede.

Il circuito, in centrale, lo apre chi può

Sul refrigeratore valgono controllo delle perdite, registro dell'apparecchiatura e recupero del gas, riservati a persone e imprese certificate: lo prevedono il Regolamento (UE) 2024/573 e, per l'Italia, il DPR 146/2018, che chiede anche di comunicare gli interventi alla Banca dati nazionale. Il patentino lo mostriamo, non lo citiamo.

Sostituire un terminale non è pulirlo

Il DM 37/2008 riserva a imprese abilitate installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria, con la dichiarazione di conformità a fine lavori, e all'articolo 10 esclude progetto, collaudo e dichiarazione per la manutenzione ordinaria, salvo il suo comma 3. Pulire un filtro e cambiare un'unità stanno sui due lati del confine: dove passa lo spieghiamo nella voce manutenzione ordinaria e straordinaria.

06Come lavoriamo

Aermec, assistenza a Milano: a canone o in caso di guasto

Su un parco di terminali la differenza fra le due formule è aritmetica. A chiamata paghi un intervento per volta e ogni volta si riparte dal cercare la stanza: nessuno ha l'elenco, nessuno sa quando è stato lavato quel filtro, e il tecnico spende la prima ora a capire l'edificio. A canone c'è un elenco di unità con le matricole, un calendario di giri che copre tutte le stanze in un anno e un magazzino di filtri dimensionato su quel numero. Il prezzo di un terminale scende quando ne fai cinquanta nello stesso pomeriggio.

Come è fatto un contratto lo spieghiamo nella pagina manutenzione a canone; se preferisci restare in caso di guasto c'è il pronto intervento con i tempi scritti, e non ti vendiamo un canone che non ti serve. Dove la regolazione è centralizzata aggiungiamo il monitoraggio, che su un parco è il solo modo di vedere la stanza che non sta bene prima che qualcuno scriva una mail. Sopra una certa taglia esiste anche la strada del terzo responsabile.

Un parco senza elenco non si manutiene si rincorre. Il primo intervento utile su un impianto Aermec non è un intervento: è contare le unità e scrivere dove stanno.

Per i termini - ventilconvettore, COP ed EER, ventilazione meccanica controllata - c'è il glossario, e le norme citate stanno nella normativa impianti. Sulle macchine di processo la pagina è climatizzazione industriale; sui sistemi ad espansione diretta multi-unità, VRF e VRV. Seguiamo anche le macchine Clivet, Carrier e Daikin.

Domande frequenti

Fate assistenza Aermec a Milano?

Sì. Seguiamo ventilconvettori, refrigeratori, pompe di calore, recuperatori e regolazione Aermec a Milano e in Lombardia, per uffici, alberghi, cliniche private e spazi pubblici. Il giro comprende la pulizia dei filtri e degli scarichi di condensa, la verifica degli attuatori delle valvole, la lettura degli allarmi sui pannelli e il rapporto scritto. Flow Impianti è un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008 e non è autorizzata dal produttore.

Siete un centro di assistenza autorizzato Aermec?

No, e preferiamo dirlo prima del preventivo. Flow Impianti è un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008 e non è autorizzata dal produttore: non apparteniamo alla sua rete e non vendiamo i suoi ricambi con la garanzia del costruttore. Aermec dichiara sul proprio sito oltre 52 agenzie di vendita e 81 servizi di assistenza tecnica in Italia. Se la tua macchina è nuova o ancora coperta dalla garanzia, la strada giusta è quel canale.

Quanto costa la manutenzione di un impianto Aermec a Milano?

Non esiste un listino di legge e una cifra data al telefono sarebbe inventata. Su un impianto a terminali il prezzo dipende da quante unità ci sono e in che stanze stanno, da quanti giri servono per coprirle tutte in un anno, dal tipo di filtro, dalla taglia della macchina in centrale e dalla sua carica di refrigerante. Facciamo il sopralluogo gratuito, contiamo il parco e diamo una cifra scritta, dentro un contratto a canone oppure come intervento singolo.

Che cosa vuol dire il codice AL2 su un pannello Aermec?

Sul manuale d'uso dell'interfaccia utente VMF-DSK, codice 4745271_01, le anomalie si presentano come una stringa AL seguita da un numero, e la tabella ne elenca tre: AL1 è la mancata comunicazione fra termostato e interfaccia utente, AL2 è l'allarme o il guasto dell'inverter, AL3 è il guasto della sonda ambiente. Vale per quel pannello: su un'interfaccia diversa gli stessi numeri possono indicare altro, quindi si legge il manuale del pannello che è installato davvero.

Ogni quanto si lavano i filtri dei ventilconvettori?

Il manuale d'uso e installazione del ventilconvettore canalizzato VES dichiara un filtro dell'aria in aspirazione di classe di filtrazione G3, facilmente estraibile per la pulizia periodica, e chiede di prevedere gli spazi tecnici per la pulizia dei filtri e dello scambiatore. La cadenza dipende dall'ambiente: un ufficio e una cucina sporcano in modo diverso. Su un parco la fissiamo a sopralluogo fatto e la teniamo nel calendario, perché un filtro intasato fa calare la resa senza accendere nessuna spia.

Ogni quanto va fatto il controllo di efficienza energetica sulla macchina in centrale?

L'allegato A del DPR 74/2013 tratta le macchine frigorifere separatamente dai generatori a fiamma: per le macchine frigorifere e le pompe di calore a compressione di vapore ad azionamento elettrico, o ad assorbimento a fiamma diretta, il controllo è ogni quattro anni fra 12 e 100 kW e ogni due anni da 100 kW in su. La soglia si riferisce alla potenza utile nominale complessiva delle macchine che servono lo stesso impianto. In Lombardia il rapporto va registrato sul catasto regionale CURIT.

Dove si trovano i ricambi Aermec per un ventilconvettore?

Dipende dal pezzo. Sui componenti universali - filtri, sonde, attuatori, contattori, cuscinetti, pompette di scarico della condensa - ci riforniamo dalla distribuzione tecnica e il tempo è breve. Su un componente proprietario il canale è quello del costruttore, che dichiara in Italia oltre 52 agenzie di vendita e 81 servizi di assistenza tecnica. Noi identifichiamo il pezzo da targa, modello e matricola, annotate al primo sopralluogo, perché due unità della stessa famiglia montano motori e schede diversi.

Lavorate solo su Aermec?

No: seguiamo l'impianto, qualunque marchio ci sia sopra, e in un edificio le marche convivono quasi sempre - i terminali di un costruttore, la macchina in centrale di un altro, la regolazione di un terzo. Questa pagina esiste perché un impianto Aermec è di solito fatto di molti terminali idronici, e un parco di terminali si manutiene in modo diverso da una macchina sola: cambia l'operatività, non il mestiere. Un edificio misto lo teniamo in un piano solo.

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